Documentazione e tasse per l'acquisto di una barca

Autore Flavia Cammarata Pignato
05/12/2018

Sia per chi debba acquistare una barca, sia per chi giá la possieda, questo articolo ha l’utilità di offrire una panoramica esaustiva e aggiornata dell’attuale quadro normativo italiano in materia di documentazione e imposte.

Innanzitutto è consigliabile effettuare tutte le procedure amministrative con l’aiuto di un'agenzia specializzata che si occupi di elaborare i documenti e pagare per nostro conto le imposte. Questa fase può rivelarsi, infatti, piuttosto complicata a causa dell'infinità di aspetti che regolano la pratica della navigazione da diporto in Italia.

Qualora ci si voglia occupare autonomamente di tali aspetti, prima di procedere all’acquisto è essenziale raccogliere più informazioni possibile sul tema: più scrupolosi si è nelle prime fasi della compravendita, minore sarà il rischio di incorrere in cattive sorprese.

In questa guida tratteremo tre argomenti principali:

  1. La documentazione ufficiale amministrativa per navigare in acque nazionali;
  2. La documentazione ufficiale amministrativa per navigare in acque internazionali;
  3. Le imposte relative all’imbarcazione.

 

La documentazione ufficiale amministrativa per navigare in acque nazionali

Per praticare la navigazione da diporto in acque nazionali nel rispetto di tutti i requisiti stabiliti dalla legge, tutte le unitá da diporto devono obbligatoriamente disporre della seguente documentazione amministrativa:

Per unità da diporto si intende “ogni costruzione di qualunque tipo e con qualunque mezzo di propulsione destinata alla navigazione”. Conoscere la distinzione tra le diverse unità da diporto è molto importante, poiché da ciò dipenderà la differente documentazione da tenere obbligatoriamente a bordo.

Natanti da diporto:

Unità a remi e a vela

Unità  a motore con scafo di lunghezza pari o inferiore a 10 m

Imbarcazioni da diporto:

Unità con scafo di lunghezza compresa tra 10 e 24 m

Navi da diporto:

Unità con scafo di lunghezza superiore ai 24 m (di cui non ci occuperemo in questa sede).

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Documento d’identità

Documento di identità in corso di validità di ogni membro dell’equipaggio. Per navigare in acque territoriali italiane è sufficiente esibire la copia che però deve essere obbligatoriamente autenticata presso l’anagrafe del proprio comune di nascita.

Patente nautica

La patente nautica in corso di validità è obbligatoria nei seguenti casi:

  • Per navigare oltre le 12 miglia dalla costa e/o con motore di potenza superiore ai 30 kW (40,8 Cv);
  • Nel 2019 entrerà in vigore l’obbligo patente anche condurre le imbarcazioni con cilindrata superiore a 750 cc, a iniezione a 2 tempi (40 cavalli)  o a 1000 cc; se a carburazione a 4 tempi fuoribordo, o se a iniezione diretta; o superiori a 1300 cc, se a carburazione a 4 tempi entrobordo o a 2000 cc, se a motore diesel;
  • per condurre moto d’acqua indipendentemente dalla distanza dalla costa;
  • per condurre imbarcazioni destinate allo sci nautico

In relazione alla distinzione delle unità da diporto, esistono tre diverse categorie di patente nautica:

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Non è obbligatoria, invece, per condurre entro 6 miglia dalla costa, le unità con scafo inferiore ai 24 metri e con basse cilindrate basse

Alla patente non va più allegata la ricevuta di pagamento del bollo annuale in quanto quest’ultimo è stato recentemente annullato.

Normalmente il costo per il conseguimento del documento sarà compreso tra i 400 e gli 800 euro sostenendo l’esame da privatista, mentre frequentando una scuola nautica certificata la cifra si aggira sui 1.500 euro.

La patente nautica ha una validità di 10 anni fino ai 60 anni di età e di 5 anni oltre tale età. Può essere rinnovata in qualunque momento, anche diversi anni dalla scadenza.

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Per la navigazione oltre le 6 miglia è obbligatorio possedere la patente nautica, indipendentemente dalla potenza e cilindrata del motore. Foto: Altura a.s.d.

Immatricolazione

Secondo la legislazione italiana tutte le unità da diporto devono essere obbligatoriamente iscritte nei Registri delle Imbarcazioni da Diporto (R.I.D). Si fa eccezione per i natanti a remi o a motore con scafo di lunghezza inferiore ai 10 m, per i quali l’immatricolazione è facoltativa.

Le procedure amministrative previste dal nuovo Codice della Nautica per l’immatricolazione, potranno avvenire prossimamente attraverso un sistema telematico tramite il cosiddetto S.Te.D. (Sportello Telematico del Diportista). In tal modo anche l’Italia si adegua agli altri paesi che catalogano le barche immatricolate in un unico registro condiviso in rete e i diportisti avranno a disposizione un servizio più rapido e snello, senza l’obbligo di recarsi fisicamente presso la sede di immatricolazione della barca.

Per la registrazione, occorre presentare oltre alla domanda compilata una serie di documenti:

  • Il titolo di proprietà;
  • La dichiarazione di potenza del motore o dei motori installati a bordo;
  • La dichiarazione di conformità UE stilata dal fabbricante, dall’importatore privato;
  • La copia della fattura o della ricevuta fiscale che dimostri gli avvenuti adempimenti fiscali ed eventualmente doganali, nonchè le generalità dell’intestatario e la descrizione tecnica dell’imbarcazione;
  • La dichiarazione di dichiarazione di assunzione di responsabilità da parte dell’interessato per tutti gli eventi legati all’impiego dell'unità stessa.

Una volta assegnato il numero di immatricolazione il titolo di proprietà deve essere presentato entro e non oltre 6 mesi, pena l’annullamento dell’iscrizione dell’imbarcazione nel registro nautico; in tal caso si dovrà riconsegnare la licenza provvisoria e il certificato di sicurezza allo Sportello telematico o all’ufficio che li ha rilasciati.

Presso lo S.Te.D. è possibile anche usufruire dei servizi relativi alle licenze di navigazione, certificati di sicurezza, idoneità, navigazione temporanea, licenza provvisoria nei casi previsti dalla legge), l’iscrizione e la cancellazione delle imbarcazioni dal registro nautico.

Estratto dei RID (Registri delle Imbarcazioni da Diporto)

Si tratta di un documento, necessario per i natanti, che include lo storico dei passaggi di proprietá avvenuti in passato ed informazioni come eventuali sospensioni della Licenza di Navigazione. È utile procurarselo prima della compravendita per verificare eventuali sinistri passati, gravami o ipoteche.

Va richiesto alla Capitaneria di Porto, ma essendo facoltativo molti non lo richiedono poiché il rilascio non è del tutto immediato.

Licenza di navigazione

La licenza di navigazione (anche provvisoria) viene rilasciata dallo S.Te.D. contestualmente all’assegnazione del numero di immatricolazione, al fine di abilitare un’unità da diporto alla navigazione. Tale abilitazione segue criteri e limiti diversi a seconda che si tratti di un’imbarcazione con o senza marcatura CE.

Nel caso di imbarcazioni con marcatura CE va fatta una distinzione a seconda della categoria di progettazione dell’unità:

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Nel caso di imbarcazioni senza marcatura CE, invece, l’abilitazione viene accordata senza alcun limite nelle acque marittime ed interne oppure fino a sei miglia dalla costa nelle acque marittime e senza alcun limite nelle acque interne.

Tale documento (o la denuncia in caso di furto o smarrimento) va tenuta a bordo, insieme agli altri documenti previsti, in originale o in copia autentica. Non va sottoposta ad alcun visto periodico, ma va rinnovata solo se si effettuano modifiche al scafo o al motore; in tal caso va presentata domanda allo S.Te.D. che si occuperà del rinnovo entro 20 giorni. Durante questo periodo la licenza potrà essere sostituita dalla ricevuta di avvenuta presentazione dei documenti.

La licenza di navigazione (o la denuncia in caso di furto o smarrimento) va tenuta a bordo, insieme agli altri documenti previsti, in originale o in copia autentica. Foto: Nautical Consulting Srl
La licenza di navigazione va tenuta a bordo, insieme agli altri documenti previsti, in originale o in copia autentica. Foto: Nautical Consulting Srl

Certificato di sicurezza

Il certificato di sicurezza è un documento che certifica la conformità dell’imbarcazione a quanto disposto dal Regolamento di attuazione del Codice della Nautica e ne attesta lo stato di navigabilità. Anch’esso, come il certificato di navigabilità dell’unità, viene rilasciato dallo S.Te.D. all’atto dell’iscrizione, mentre per i rinnovi successivi l’imbarcazione va sottoposta al controllo di un istituto certificatore che rilasci il nuovo documento. Con il nuovo Codice della Navigazione sono state introdotte delle novità in merito al rinnovo del Certificato di Sicurezza delle unità da diporto: dopo la prima immatricolazione i successivi rinnovi dipendono dalle categorie di progettazione, come illustrato nella tabella che segue:

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Dopo la prima scadenza, i rinnovi successivi vanno effettuati ogni 5 anni per tutte le unità, ciò indipendentemente dalla presenza o meno di marcatura CE e dai limiti di navigazione previsti dalla relativa categoria di progettazione.

Se il certificato scade si hanno a disposizione 6 mesi di tempo per fare il rinnovo, altrimenti l’Organismo tecnico autorizzato dovrà effettuare una visita più accurata e, quindi, piú costosa. È pertanto consigliabile procedere al rinnovo prima della scadenza, magari durante il periodo invernale, quando in genere la barca non è in acqua, per far effettuare la visita.

Dichiarazione di potenza (ex Certificato d’Uso)

La dichiarazione di potenza, per motori fuoribordo ed entrobordo, ha sostituito il vecchio certificato d’uso del motore e dichiara la potenza in Kw/Cv e la cilindrata del motore dell’imbarcazione, per determinare l’eventuale obbligo della patente nautica e il consumo orario. Il documento viene rilasciato dal costruttore e importatore del motore. Se si prevede un motore ausiliario esso deve possedere una sua propria dichiarazione di potenza. È obbligatorio conservare a bordo una copia regolarmente autenticata.

I vecchi certificati uso del motore non vengono più rilasciati, ma mantengono la loro validità.

Assicurazione obbligatoria della responsabilità civile per danni a terzi

Tutte le unità a motore, di qualsiasi tipo (benzina, diesel, 2 tempi, 4 tempi, elettrici, idrogetto ecc.) e di qualsiasi potenza (compresi i tender), devono essere coperte da una polizza di assicurazione obbligatoria della responsabilità civile per danni verso terzi (limite di garanzia minimo 2.500.000 euro). L’assicurazione è sempre obbligatoria in quanto limite dei tre cavalli fiscali è stato annullato. Se l’imbarcazione prevede un motore ausiliario, anch’esso deve possedere una propria copertura assicurativa.

Il contrassegno del certificato va esposto in un punto ben visibile e conservato insieme agli altri documenti di bordo.

Documentazione per l’utilizzo del VHF nautico

Le unità da diporto che navigano oltre le 6 miglia devono obbligatoriamente tenere a bordo un apparato VHF, fisso o portatile, (entro tale distanza è facoltativo). Per poterlo utilizzare è necessario possedere due documenti che vanno entrambi rilasciati dall’Ispettorato Territoriale del Ministero dello Sviluppo Economico:

La Licenza RTF (Licenza di esercizio radioeletttrico)

E' il documento che attesta l'idoneità dell'apparato Vhf all'utilizzo su unità da diporto ai fini sicurezza. Si consegue senza esame, presentando domanda, corredata della dichiarazione di conformità, all’Ispettorato Regionale delle Comunicazioni che fornirà un numero di chiamata identificativo valido indipendentemente dall’unità su cui viene utilizzato il VHF. Tale documento non è soggetto a scadenza. Oltre agli elementi di identificazione dell’unità e il nominativo internazionale, nel documento è riportato anche il tipo di apparato VHF installato a bordo autorizzato. Tale licenza va sostituita soltanto se viene sostituito l’apparato a bordo

Il Certificato limitato RTF

Si tratta di un documento che autorizza il titolare dell’imbarcazione all’utilizzo della Radio VHF, fissa e portatile. È valido per imbarcazioni fino a 150 tsl e su stazioni VHF con potenza fino a 60 W. Per ottenerlo non è necessario sostenere alcun esame e va richiesto presentando domanda al Ministero dello Sviluppo Economico.

Bollino Blu

Tra le recenti novità del Codice della Nautica da Diporto è stato introdotto il cosiddetto Bollino Blu, che consente di snellire e ottimizzare le procedure ispettive per accertare la conformità degli standard di sicurezza delle unità. In seguito al primo controllo effettuato in mare o nei punti di approdo viene rilasciato al diportista un verbale di operazioni compiute e in caso di esito positivo gli verrà consegnato un bollino blu da collocare su un punto ben visibile dell’imbarcazione e che permetterà di riconoscerla come verificata.

Per ottenere il Bollino Blu, in sede di verifica, verranno accertati i seguenti adempimenti:

  • Il possesso e la validità della documentazione di bordo necessaria a navigare;
  • La presenza a bordo dei delle dotazioni di sicurezza e dei mezzi di salvataggio
  • L’idoneità dei titoli abilitati per il comando, la condotta e la direzione nautica secondo il tipo di unità e di navigazione.

Tra le recenti novità del Codice della Nautica da Diporto è stato introdotto il cosiddetto Bollino Blu
Tra le recenti novità del Codice della Nautica da Diporto è stato introdotto il cosiddetto Bollino Blu

Conformità e Marcatura CE (certificato di omologazione) 

La direttiva 2013/53/UE (che ha abrogato la precedente direttiva 94/25/CE) prevede che le unità da diporto di nuova costruzione, con lunghezza fino a 24 metri, per poter essere commercializzate liberamente nello Spazio Economico Europeo, devono possedere determinati requisiti di sicurezza, che si traducono nella cosiddetta “Marcatura CE”, mediante la quale vengono attribuiti ad una imbarcazione i più elevati standard di sicurezza, consolidandone il valore commerciale e qualitativo. Questi requisiti devono essere accertati da appositi organismi autorizzati da ciascuno Stato membro dell’Unione Europea. Dal 2017 verranno accettati sono prodotti conformi e sottoposti a prova (secondo la nuova Direttiva 2013/53/UE).

Il marchio "CE" va applicato a tutte le imbarcazioni da diporto fino ai 24 metri di lunghezza e deve essere accompagnato dai seguenti documenti specifici:

Targhetta del costruttore e numero di identificazione 

Tutte le unità da diporto devono possedere la targhetta del costruttore che deve essere permanente e ubicata in una posizione visibile e distinta dal numero di identificazione (CIN). Questo numero è univoco per ogni unità e ne individua la casa costruttrice, la sua sede e la data di fabbricazione. Sulle unità rigide, si trova normalmente all’interno dell’imbarcazione nella zona del pozzetto o vicino lo specchio di poppa lato babordo, in prossimità della parte superiore o sulla poppa, mentre sulle unità pneumatiche è posizionato sulla traversa rigida di prora o sulla consolle.

La targhetta deve contenere per legge le seguenti informazioni:

  • Nome della casa costruttrice, sede e data di fabbricazione, denominazione commerciale registrata o marchio registrato
  • Marcatura CE
  • Categoria di progettazione dell'unità da diporto
  • Capienza e portata massima raccomandata dalla casa costruttrice (carburante, acqua, provviste, attrezzi vari e persone)

L'aspetto della targhetta del costruttore può cambiare a seconda del fabbricante, tuttavia deve sempre contenere le informazioni sopra riportate.

Se si tratta di un’imbarcazione usata o importata essa dovrà essere oggetto di una valutazione post-costruzione (APC) che ne verifichi la conformità alla Normativa Europea. In questo caso la targhetta dovrà riportare i dati dell’organismo che ha eseguito la valutazione, nonché la dicitura “Valutazione post-costruzione”.

Manuale del proprietario 

Tutte le unità da diporto devono essere dotate di un manuale del proprietario redatto in una lingua facilmente comprensibile dai consumatori finali che deve includere tutte le informazioni necessarie per l'utilizzo sicuro del prodotto, richiamando l'attenzione in particolare sulla messa in opera, la manutenzione, il funzionamento normale, la prevenzione e la gestione dei rischi.

Tutte le unità da diporto conformi alla normativa CE devono essere dotate del manuale del proprietario, redatto in lingua italiana e chiaramente comprensibile dal consumatore finale cui è destinato. Tale documento deve contenere le informazioni incluse nella Targhetta del Costruttore (portata massima consigliata dal fabbricante, peso a vuoto in chili dell'unità da diporto, potenza massima nominale del motore installabile a bordo), nonché le informazioni necessarie per un impiego sicuro dell’imbarcazione (informazioni sui rischi d'incendio e di allagamento, manutenzione, prevenzione). Esso deve essere sempre accompagnato dalla dichiarazione di conformità UE.

Nota: i natanti con marchio CE non sono più soggetti all’obbligo di avere a bordo il “manuale del proprietario”

Dichiarazione di conformità UE in forma scritta

La dichiarazione di conformità UE è il documento che attesta che l’imbarcazione è conforme alle disposizioni europee e deve accompagnare sempre l'unità da diporto. Viene rilasciata dal fabbricante che, mediante la sua sottoscrizione, si assume la responsabilità per la conformità del prodotto. La dichiarazione di conformità UE va sempre associata al manuale del proprietario delle unità da diporto e dei motori e va tradotta nelle lingue dei paesi in cui il prodotto è commercializzato.

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Il marchio "CE" va applicato a tutte le imbarcazioni da diporto fino ai 24 metri di lunghezz

La documentazione ufficiale amministrativa per navigare in acque internazionali

Per poter navigare in acque internazionali sono previsti gli stessi documenti, che devono essere obbligatoriamente originali, in quanto le copie autenticate non sono considerate valide. È inoltre consigliabile richiedere la TEAM (Tessera Europea di Assicurazione Malattia) presso la propria ASL, che consente di usufruire dei servizi sanitari.

Se si intende poi navigare fuori dall’Unione Europea occorre recarsi presso la Polizia di Frontiera Marittima (Polmar) per comunicare la data e il porto di partenza e di destinazione ed ottenere il documento per l’uscita, secondo quanto disposto dalle norme per l’espatrio.

Per navigare in paesi extra UE potrebbe essere richiesta un’ulteriore documentazione rispetto alla normativa italiana. A tal proposito è bene raccogliere informazioni, presso il rispettivo consolato, quanto all’ingresso, al transito, alla permanenza e all’uscita dal paese di destinazione.

 

 

Le imposte

Quando si decide di acquistare un’imbarcazione, oltre a raccogliere informazioni sulla documentazione necessaria, è bene informarsi sugli aspetti fiscali: sono previste delle imposte da pagare? Occorre adempiere ad alcuni obblighi?

IVA  e Imposta di registro per il passaggio di proprietà

L’imbarcazione è un bene mobile il cui acquisto è soggetto a regime IVA solo se chi vende lo fa esercitando un’attività d’impresa e se la compravendita avviene all’interno dello Stato Italiano.

Se invece si tratta dell’acquisto di una barca usata e il venditore è un privato, il contratto non è soggetto ad IVA, ma l’acquirente dovrà dovrà in ogni caso pagare l’imposta di registro. Essa è dovuta al momento della registrazione degli atti presso l'Agenzia delle Entrate (prima dell'unificazione degli uffici fiscali la registrazione era effettuata presso l'Ufficio del Registro) e il suo ammontare varia in funzione della lunghezza dello scafo:

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Tassa annuale sulle unità da diporto (tassa di stazionamento)

La vecchia tassa annuale sulle unità da diporto anche detta tassa di stazionamento - dovuta nel caso in cui l’unità da diporto stazionava, navigava o era ancorata in acque pubbliche, anche se date in concessione a privati -, è stata abrogata nel 2016, pertanto non è ne più previsto il pagamento per tutte le unità.

 

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