I 5 tipi di nodi marinari fondamentali

Autore Angelo Colombo
09/11/2021

Il corretto impiego delle cime è un’abilità essenziale di qualsiasi navigatore. Non si tratta solo di un hobby, bensì di una serie di pratiche per stare fermi all’ormeggio, per gestire le manovre correnti di una barca a vela, per rizzare i materiali quando si naviga con cattivo tempo, per riparare, issare, alare… Scopriamo insieme quali sono i 5 tipi di nodi marinari che qualsiasi buon navigatore dovrebbe saper eseguire a occhi chiusi!

nodi marineri

Un antico detto chiarisce quanto sia importante l’uso delle cime per un marinaio, a prescindere dalla sua estrazione e dal mezzo impiegato: “Poca cima, poco marinaio”. Il riferimento è, non a caso, all’impiego di poca cima per fare i nodi, il che significa avere per esempio poca “barba”: con questo termine si indica una parte di avanzo della cima utilizzata per il nodo che, in caso di assestamento dello stesso, permette di non incappare in uno scioglimento involontario, con le conseguenze che rappresenterebbe.

In senso più ampio, “poca cima, poco marinaio” potrebbe anche riferirsi alla scarsità di cime di diverso diametro da tenere a bordo, oltre quelle impiegate per le manovre: cime di rispetto, stroppi (piccoli spezzoni di cima), elementi che in caso di emergenza rappresentano una risorsa preziosa, per esempio per allungare una linea d’ormeggio, o per creare una life line di emergenza, per riparare una vela, per rizzare materiali in coperta, per assicurare componenti e accessori. Le situazioni durante le quali la presenza di cime di rispetto e stroppi si rivelerà preziosa navigando sono molteplici, spesso inattese, ma la differenza tra avere della cima e non averla è davvero tanta. Quindi, già che siamo in tema, teniamo a bordo sempre una dotazione di cime di vario diametro da utilizzare all’occorrenza. 

Vediamo ora come farne uso correttamente a seconda delle situazioni in cui ci troveremo normalmente salpando con la nostra barca.

La classificazione dei nodi marinari

Cominciamo con il dividere i nodi marinari sulla base della loro classificazione, derivata dall’utilizzo specifico che ognuno, appartenente a questa o quella categoria, è chiamato a soddisfare.

Innanzitutto, va sempre rammentato che in mare qualsiasi nodo deve avere una caratteristica molto importante dalla quale non si può prescindere: deve essere facile da sciogliere. Il perché? Ogni nodo deve assicurare la sua funzione ma allo stesso tempo la possibilità di ripristino rapido di una manovra. L’alternativa è tagliare un’estremità della cima, ma non tutte le condizioni suggeriscono di utilizzare un elemento tagliente per risolvere efficientemente un’emergenza, come può essere il recupero di un naufrago non cosciente in condizioni di mare formato. Quella appena descritta è ovviamente una situazione estrema, ma anche le manovre comuni richiedono di poter essere variate rapidamente senza produrre danni permanenti all’attrezzatura. Va ricordato, dunque, che oltre a imparare a fare i nodi bisogna imparare come scioglierli rapidamente. Non a caso, questo fa parte dell’insegnamento dell’arte marinaresca di qualsiasi scuola nautica.

 Le principali categorie di nodi marinari sono le seguenti:

Nodi di arresto

Nodi di giunzione

Nodi a occhio (gasse)

Nodi di accorciamento

Nodi di avvolgimento

 Queste sono le cinque principali categorie di nodi marinari utilizzate a bordo di qualsiasi mezzo navigante. Di seguito, per ogni categoria illustriamo almeno un nodo tra quelli considerati indispensabili da conoscere e saper fare con disinvoltura.

Nodi di arresto

nodo savoia Il nodo Savoia è il più comune fra i nodi d'arresto e si presenta come un otto. Foto credit: elbisato.it

I nodi di arresto sono quelli che si praticano all’estremità di una cima per impedire che queste si sfilino da bozzelli, strozzatori, redance e altri elementi delle manovre correnti. Sono anche utilizzati come nodi decorativi, ma questa è un’altra storia. I più importanti rientranti in questa categoria sono il nodo semplice e il nodo Savoia, il primo viene usato raramente a bordo, mentre il secondo è molto comune alle estremità delle scotte, delle drizze e in tutte le manovre per assicurare una ritenuta. In caso di lasco accidentale, per esempio, la cima dei parabordi (assicurata con un’altra tipologia di nodo che vedremo in seguito), va messa in sicurezza da un nodo Savoia alla sua estremità. La caratteristica del nodo Savoia, essendo un semplice otto, è quella di essere molto facile da realizzare e da sciogliere, anche se sottoposto a tensione elevata, il che permette una rapida libertà della manovra in caso di emergenza. Si presta a essere usato su cime di qualsiasi diametro, in particolare quelle più grosse. Come in molti altri casi, anche il nodo Savoia sulle cime elastiche non ha una grande tenuta.

Nodi di giunzione

nodo piano marinaro Il nodo piano è il più semplice fra i nodi di giunzione.
Foto credit: elbisato.it

Questi nodi offrono la possibilità di allungare le nostre cime in sicurezza. Sebbene la norma suggerisca di utilizzare cime dello stesso diametro e con le medesime proprietà per dare alla linea creata risposte prestazionali coerenti, è anche vero che grazie al più utilizzato di questi nodi si possono giuntare cime di diverso diametro. Va tenuto presente che la tenuta al carico della linea creata sarà sempre quella della cima di diametro e caratteristiche inferiori. Tra questi nodi troviamo il nodo piano, il nodo di scotta o di bandiera (il più utilizzato a bordo), il nodo vaccaio, il nodo inglese e il doppio nodo inglese e poi le due gasse. La particolarità di alcuni di questi nodi è che possono essere “ganciati”, ossia possono essere dotati di un doppino che forma un occhio. Tra questi ricordiamo  il nodo piano ganciato, detto nodo di terzaruolo, e il nodo bandiera ganciato. Altri nodi di giunzione dotati di caratteristiche diverse non rientrano tra quelli comunemente utilizzati nell’arte marinaresca, soprattutto perché sono nodi che una volta serrati sono molto difficili se non impossibili da sciogliere, come il nodo di rete o del tessitore. Tra tutti, quello che maggiormente ci interessa è il nodo di scotta o di bandiera.

nodo di scotta Il nodo di scotta serve per unire due corde insieme

Il nome del nodo di scotta o di bandiera suggerisce già quali siano  le sue funzioni più comuni: questa tipologia viene infatti utilizzata per le scotte delle vele e per issare la bandiera. Si tratta di un nodo dedicato alle manovre correnti, per collegare gomene, sartie e stralli o sagole, prestandosi in modo particolare anche a giuntare due cime di diametro diverso tra loro (non a caso è utilizzato anche per le amache). Le sue doti risiedono principalmente nell’essere facile e rapido da realizzare e da sciogliere e nella sua capacità di aumentare la resistenza all’aumentare della tensione, che gli permette di non scorrere se sottoposto a carico. Naturalmente, anche in questo caso la tenuta massima si ottiene con cime dello stesso diametro e caratteristiche.

Nodi a occhio

gassa d'amante La gassa d'amante.
Foto credit: elbisato.it

Questi nodi, detti anche gasse, sono delle asole chiuse e realizzate di solito all’estremità di una cima. Sono nodi normalmente realizzati sulle proprie mani e poi agganciati a bitte, pali di ormeggio e altri sistemi di ritenuta. Una volta utilizzati restano sulla nostra cima pronti per un ulteriore impiego. Questo permette un loro utilizzo rapido, così come rapida è la manovra che serve per liberarli dalle ritenute alle quali sono assicurati. Il più importante nodo a occhio che chi va per mare dovrebbe saper realizzare ad occhi chiusi è sicuramente la gassa d’amante, che può essere anche doppia o tripla in funzione delle applicazioni e del carico che sarà chiamato a sopportare. Altre varianti sono la gassa spagnola, la gassa d’amante ganciata e il cappio del pescatore.

Questo nodo è il più importante dell’arte marinaresca in quanto è il più utilizzato e quello che può risolvere la maggior varietà di situazioni, disponendo di una cima di rispetto adeguata. Alcuni navigatori lo usano addirittura al posto del nodo di scotta o di bandiera. Sebbene ogni marinaio abbia le proprie abitudini, è comunque essenziale conoscere e saper mettere in opera con disinvoltura entrambi i nodi. Uno dei vantaggi dei nodi a occhio è la sua capacità di assicurare un’eccellente tenuta, crescente in modo proporzionale alla tensione cui è sottoposta la cima. È inoltre facile e veloce da scegliere in caso di necessità. Questo nodo si presta a essere utilizzato con qualsiasi tipo di cima, in quanto la tenuta e la facilità di scioglimento sono garantite anche nel caso di cime in tessile intrise d’acqua. 

Nodi di accorciamento

nodo margherita Il nodo Margherita serve per accorciare una cima.

Come anticipato in apertura, è buona norma avere sempre a bordo un gran quantitativo di cime di rispetto. Quando queste si rivelano esageratamente lunghe per la funzione da svolgere, una buona alternativa al taglio netto sono i nodi d’accorciamento. Questo tipo di nodi marinari ci permette di mantenere integra una cima che, nella sua lunghezza totale, potrebbe tornare utile in un’altra occasione. Tra i nodi di questa categoria, il nodo Margherita è sicuramente il più comune e importante da conoscere. Un vantaggio offerto da questo nodo è anche quello di poter utilizzare per la sua esecuzione una parte di cima deteriorata, poiché questa, sebbene accorci la linea del cavo nel suo insieme, non sarà coinvolta nel carico cui questo è sottoposto durante l’impiego.  

Nodi di avvolgimento

Passiamo ai nodi di avvolgimento che, come scopriremo, sono tra i più utilizzati a bordo per rizzare materiali, fissare i parabordi alle draglie, dare volta su una bitta a terra e molto altro. Il nodo più importante di questa categoria è il nodo parlato semplice.

Un altro prezioso nodo che non può essere ignorato da chi intende andare per mare è il nodo di galloccia, utilizzato sulle bitte della nostra barca per stare all’ormeggio, sulle gallocce delle drizze e talvolta delle scotte, fino ad arrivare alle gallocce delle tendine.

nodo parlato semplice Il nodo parlato semplice.
Foto credit: elbisato.it

In questo articolo ci siamo limitati a illustrare i cinque tipi di nodi marinari più comuni a bordo di una barca e nel corso della navigazione, ma l’arte marinaresca è assai ricca di esigenze da ovviare grazie ad un sapiente utilizzo delle cime. Saper eseguire correttamente questi sei nodi, rapidamente e con disinvoltura, è un’abilità imprescindibile per qualsiasi navigatore. Potete affidarvi ad un buon manuale marinaresco per esercitarvi con le cime o, se siete fortunati, chiedere ad un uomo di mare di condividere la sua esperienza con voi. Di certo non si tirerà indietro!