Barche a vela: scafo, chiglia, timone e attrezzatura

Autore Maria José Lemos
19/07/2018

Essere informati sugli aspetti essenziali dei diversi tipi di scafo, chiglia, attrezzatura e timone è importante per conoscere a fondo la propria barca a vela o per scegliere quella che si adatta meglio al proprio programma di navigazione.

Le barche a vela sono imbarcazioni che si muovono grazie all’azione del vento sulle vele. Queste ultime, insieme all’attrezzatura, lo scafo, la chiglia e il timone, formano il sistema di ‘trasformazione’ dell’energia del vento nella spinta che permette alla barca di muoversi in diverse direzioni e velocità sotto la guida di una o più persone.

Le barche a vela possono essere di diverse dimensioni e vanno dalle barche a vela leggera di 2,40 metri, fino agli enormi yachts di più di 140 metri. Le imbarcazioni a vela si misurano in metri o piedi. Oltre alle misure basiche, lunghezza e larghezza, nelle barche a vela è importante conoscere il ‘pescaggio’, ovvero la distanza verticale dalla chiglia alla linea di galleggiamento. Grazie a queste misure e un con un po’ di esperienza si potrà distinguere, ad esempio, tra una barca pensata per la regata, per la crociera, o per entrambe.

Scafo, chiglia, attrezzatura, timone

Le dimensioni di un’imbarcazione a vela sono importanti, ma per imparare a distinguere diversi tipi di barche bisogna conoscere meglio gli elementi che le costituiscono, come il casco, la chiglia, l’attrezzatura e il timone.

1) Tipo di scafo: monoscafo e multiscafo

Lo scafo è la parte principale della barca a vela, nonché l’elemento che le permette di galleggiare. E’ possibile identificare due grandi gruppi di scafi: i monoscafi e i multiscafi, di cui fanno parte catamarani e trimarani.

I monoscafi possiedono un solo casco e sono il tipo di vela più comune sul mercato. Non tutti i monoscafi sono uguali, pertanto è possibile distinguerli non solo in base alle dimensioni e la forma, ma anche per il materiale di costruzione, il tipo di chiglia e l’attrezzatura.

I multiscafi più comuni sul mercato sono i catamarani seguiti, non da vicino, dai trimarani. I catamarani sono imbarcazioni con due scafi identici uniti tra loro da una piattaforma rigida. I trimarani dispongono invece di tre scafi, uno centrale (abitabile) e due scafi di dimensioni più piccole, situati ai lati dello scafo centrale e uniti tra loro da una struttura rigida a forma di tubi.

I catamarani offrono normalmente più spazio e comodità rispetto ai monoscafi della stessa lunghezza. Inoltre, sono molto più stabili e più rapidi con venti portanti, grazie alla loro maggiore larghezza. I catamarani sono piuttosto comuni sul mercato, sia del charter como dei privati. I trimarani non godono della stessa popolarità, anche se attualmente diverse marche prestigiose producono questo tipo di imbarcazioni, ed è possibile persino trovarne alcuni pieghevoli, che ne riducono notevolmente la larghezza.

I catamarani dispongono di due scafi e si caratterizzano per una maggiore stabilità e comodità all’interno, anche se nella versioni da regata le caratteristiche principali sono senza dubbio capacità di ‘volare’ e la velocità estrema che possono raggiungere, come nel caso del AC 50, della Copa America 2017. Foto: Coppa America: Ricardo Pinto; Lagoon: Nicolas Claris.
I catamarani dispongono di due scafi e si caratterizzano per una maggiore stabilità e comodità all’interno, anche se nelle versioni da regata le caratteristiche principali sono senza dubbio capacità di ‘volare’ e la velocità estrema che possono raggiungere, come nel caso del AC 50, della Copa America 2017. Foto: Coppa America: Ricardo Pinto; Lagoon: Nicolas Claris.

1.1) Tipo de scafo: forma e materiale di costruzione

In generale, si possono distinguere due forme di scafo: arrotondata o a ‘V’. Il legno, materiale tradizionale di costruzione degli scafi per le barche a vela, continua ad essere il preferito di molti, anche se al giorno d’oggi quasi il 90% delle barche a vela viene costruito in PRFV (Poliestere Rinforzato con Fibra di Vetro). L’alluminio è un altro materiale piuttosto utilizzato nella costruzione di scafi, soprattutto per barche a vela di tipo oceanico. Tuttavia, è in aumento anche il numero di barche costruite in composito di fibra di carbonio, un materiale leggero ma resistente, interessante per le barche da competizione.

La scelta del materiale di costruzione dipenderà da diversi fattori, tra cui durezza, resistenza, manutenzione, sicurezza, costi e durevolezza. Possono essere presi in considerazione anche fattori estetici come la rifinitura brillante che si ottiene con il gelcoat nel PRFV, ma per prendere una decisione bisogna soprattutto tener presente l’utilizzo che si prevede di fare della barca. I programmi di navigazione delle barche a vela leggera e dei cruiser costieri, ovvero della maggior parte della flotta di barche a vela da diporto, si adattano ai vantaggi del PRFV, dato che normalmente non navigano in condizioni estreme né per periodi troppo lunghi, per cui non sono sottoposti a sforzi strutturali eccessivi. Tuttavia, le barche in fibra si deteriorano con i raggi UVA e l’osmosi. Gli scafi in alluminio sono più duri e resistenti e perciò più sicuri, ma in questo caso il vantaggio si ha solamente se ci si propone di realizzare lunghe e ambiziose traversate.

2) Chiglia, deriva e timone

Spesso quando si legge un articolo su un’imbarcazione specifica o sulla navigazione a vela in generale, ci si rende conto che esiste una certa confusione tra chiglia e deriva. Di seguito spieghiamo la differenza tra i due concetti. La chiglia è la parte inferiore dello scafo, quella che va da prua a poppa. E’ parte integrante dello scafo e può avere diverse configurazioni; la sua funzione è quella di dare stabilità, sostiene la zavorra ed è fissa. La deriva è un’appendice di resistenza laterale, simile ad un’ala, collocata nella parte bassa dello scafo, ed è mobile. L’energia captata dalle vele e la forza esercitata sulla chiglia e su queste appendici (che includono anche il timone), si trasformano nella spinta che consente alla barca di muoversi in avanti.

La chiglia contiene la zavorra che aiuta ad aumentare e mantenere la stabilità della barca compensando la forza esercitata sulle vele: quanta più zavorra, più stabile sarà la barca, ma anche più pesante e più lenta. La chiglia può avere diverse forme: in alcuni casi il disegno e la struttura della chiglia di certi modelli di barche a vela da competizione non vengono rivelati, dal momento che si tratta di innovazioni concepite esclusivamente per le barche in questione. Successivamente, molte di queste innovazioni vengono applicate anche alle imbarcazioni presenti sul mercato, con i dovuti adattamenti. Normalmente vengono fabbricate in leghe di piombo, in ferro o altri materiali di alta densità. In generale, ad ogni tipo di disegno corrisponde un determinato tipo di chiglia o deriva che condiziona o potenzia le prestazioni e il programma di navigazione di ogni barca.

Le derive funzionano come superfici anti deriva, evitando che la barca ‘slitti’ sottovento per la azione del vento sulle vele. La deriva ha anche una funzione raddrizzante, dato che abbassa il centro di gravità e bilancia così l’inclinazione.

Chiglia lunga

La chiglia lunga va da prua a poppa e ha una forma allungata, poco profonda, che si confonde con la forma del casco; è piuttosto comune sulle barche a vela più antiche. Consente alla barca di mantenere una grande stabilità in caso di alta velocità, un vantaggio importante quando si naviga in alto mare, dato che si dovranno fare meno correzioni di rotta. L’aumento della superficie che rimane sott’acqua e il peso fanno sí che queste barche abbiano una maggiore inerzia e, pertanto, rendono più difficili i cambi di rotta. Le barche a vela con chiglia lunga sono più complicate da manovrare quando si muovono con la poppa in avanti e hanno bisogno di effettuare un grande raggio di sterzata. Ciò rende difficili le manovre quando ci si trova nel porto, anche se il fatto di avere un minor pescaggio può essere un vantaggio per alcuni naviganti.

Chiglia semilunga

La chiglia semilunga, come suggerisce il nome, è più corta di quella lunga e occupa solamente la parte centrale dello scafo, nonostante sia abbastanza più lunga di una chiglia a pinna. Ha il vantaggio di compensare alcuni degli svantaggi della chiglia lunga e di dare stabilità.

Chiglia a pinna (o trapezoidale)

E’ il tipo di chiglia più comune sulle barche da diporto moderne. Si tratta di una lamina profonda e stretta, ma piuttosto corta in relazione alla lunghezza dello scafo. Le imbarcazioni con chiglia a pinna o trapezoidale normalmente sono più facili da governare rispetto a quelle con chiglia lunga, oltre a rispondere meglio alle manovre del timone. In generale, questo tipo di chiglia è adatta a imbarcazioni di tipo cruiser e a programmi di fine settimana o crociere corte. A causa delle sue dimensioni, e non essendo totalmente integrata nella struttura dello scafo come la chiglia lunga, è più esposta a rotture. Un altro inconveniente di questo tipo di chiglia è l’aumento del pescaggio dell’imbarcazione che può impedire l’ingresso in alcuni porti.

Chiglia a bulbo e chiglia a bulbo con ali

E’ una variante della chiglia a pinna con il peso concentrato in un bulbo o in un paio di ali nella parte inferiore della lamina. Questo aumenta la stabilità dell’imbarcazione, dato che in questo modo il peso si concentra più in basso, oltre a consentire un minor pescaggio, il che è vantaggioso in acque poco profonde. La maggior parte delle barche a vela da regata possiede chiglie a bulbo, che consentono di avere una maggiore velocità e facilità di manovra. Tuttavia, questo tipo di appendice implica anche una maggiore porzione di superficie bagnata - per il fatto di avere un centro di gravità più basso e uno scafo più piatto - e meno comodità, soprattutto con mare grosso. Alcune imbarcazioni a vela più sofisticate possiedono chiglia a bulbo girevole, come l’IMOCA 60.

Chiglia di rollio

Le imbarcazioni con chiglia di rollio presentano due chiglie poco profonde, situate a babordo e tribordo della linea centrale dello scafo. Questo tipo di barche a vela possono essere arenate in una spiaggia, sulla sabbia o sul fango durante la bassa marea. Le due chiglie riducono inoltre l’effetto oscillante, agendo da alette stabilizzanti. E’ più comune trovarle su barche a vela di dimensioni più piccole ma non sono così efficienti come la chiglia a pinna quando si tratta di ridurre la deriva.

 

Diversi tipi di chiglia: chiglia lunga, chiglia a pinna, chiglia a bulbo e chiglia di rollio. Illustrazione: Claudia Myatt.
Diversi tipi di chiglia: chiglia lunga, chiglia a pinna, chiglia a bulbo e chiglia di rollio. Illustrazione: Claudia Myatt.

Derive

Le derive sono appendici mobili che contrastano il dirottamento e la deriva ed esercitano una forza raddrizzante ma, al contrario delle chiglie, che sono fisse, possono essere ritirate all’interno dello scafo per migliorare la velocità con il vento a favore, ridurre il pescaggio in acque poco profonde o agevolare il trasporto dell’imbarcazione su rimorchio.

Deriva a perno e deriva a baionetta

Le derive a perno ruotano, come suggerisce il nome, su un perno, che permette alla parte inferiore di alzarsi o abbassarsi, e si possono conservare in una scatola. Le derive a baionetta possono innalzarsi totalmente scivolando in verticale attraverso una fessura dello scafo.

Deriva retrattile e rotante

Si tratta di derive simili a quella a perno e a baionetta, ma con un’aggiunta alla zavorra per aumentare la stabilità dell’imbarcazione.

Derive: deriva a perno e deriva rotante. Illustrazione: Claudia Myatt.
Derive: deriva a perno e deriva rotante. Illustrazione: Claudia Myatt.

Timone

Le principali funzioni del timone sono: contribuire alla manovrabilità dell’imbarcazione, dotarla di stabilità e potenziare la forza laterale. Di seguito elenchiamo le tipologie di timone più comuni.

Timone fissato alla chiglia

Questo tipo di timone è comune nelle barche a vela con chiglia lunga ed è agganciato alla chiglia. Si tratta di un timone piuttosto robusto e per il tipo di disegno che possiede non è soggetto a ostruzioni, anche se richiede uno sforzo maggiore per le manovre e pertanto può rallentare l’imbarcazione.

Timone con skeg

E’ un timone che troviamo normalmente sulle imbarcazioni con chiglia corta con skeg, un’appendice che si trova nella parte posteriore dello scafo dove si aggancia il timone. Può essere considerato una via di mezzo tra il timone fissato alla chiglia e il timone sospeso. L’affidabilità e la solidità di questo tipo di timone dipendono dai materiali utilizzati e dal modo in cui lo skeg viene agganciato allo scafo.

Timone sospeso

Si tratta di un tipo di timone appeso alla parte inferiore dello scafo, piuttosto utilizzato nelle imbarcazioni fabbricate degli anni Ottanta. Questo timone, se ben costruito e disegnato, offre solidità e un buon controllo.

Timone fissato allo specchio di poppa

E’ simile al timone sospeso ma con lamina agganciata nella parte posteriore della barca.

Timone doppio

Dopo aver dimostrato la sua efficacia su quelle destinate alle traversate oceaniche, l’uso di questo tipo di timone si è diffuso anche sulle imbarcazioni a vela da crociera. Il suo principale vantaggio è quello di permettere un controllo maggiore sulla rotta quando la barca si inclina.

3) Attrezzatura

La configurazione dell’albero e delle vele è un altro fattore che permette di distinguere le barche a vela. Di seguito, elenchiamo alcune delle attrezzature più comuni.

Sloop con armo in testa d’albero

L’armo dello sloop costituisce la barca a vela più comune, formata da un albero e due vele, quella maestra e quella di prua. In base alle dimensioni e alla forma della vela di prua, si può distinguere tra fiocco, genoa o spinnaker. La vela di prua si inferisce nello strallo di prua, un cavo che unisce la parte superiore dell’albero alla prua dell’imbarcazione.

Sloop frazionato

E’ molto simile allo sloop con armo in testa d’albero descritto sopra. In questo caso, lo strallo di prua non raggiunge il vertice dell’albero. Questo tipo di sloop, che garantisce una maggiore facilità di manovra, era molto popolare negli anni Sessanta e Settanta ed è tornato di moda soprattutto nelle barche a vela da competizione ad alto rendimento.

Cutter

Così come lo sloop, il cutter dispone unicamente di un albero e una randa. L’albero si trova più verso poppa per lasciare spazio alle due vele di prua e ai due stralli: uno che supporta il genoa e l’altro che supporta la vela di strallo. Il cutter è piuttosto comune sulle barche a vela da crociera, dato che offre una varietà di combinazioni di vele e facilità di manovra in diverse condizioni di vento.

Sloop con armo in testa d’albero, sloop frazionato e cutter. Il cutter dispone di due vele di prua. Illustrazione: Claudia Myatt.
Sloop con armo in testa d’albero, sloop frazionato e cutter. Il cutter dispone di due vele di prua. Illustrazione: Claudia Myatt.

Ketch

L’imbarcazione a vela di tipo ketch possiede due alberi, uno situato più a prua (l’albero maggiore) e un altro più piccolo situato più a poppa dietro quello principale, ma davanti all’asse del timone. L’albero che si trova più a poppa si denomina albero di mezzana.

Goletta

Nella goletta (schooner in inglese), l’albero di poppa (maggiore o maestro) è più alto di quello di prua e può avere fino a sei alberi o persino sette, anche se la maggior parte ne ha solo due.

Iole

Una iole (dall’olandese ‘jol’, in inglese ‘yawl’) è simile a un ketch e dispone di un albero di mezzana più piccolo di quello maggiore. La differenza è che nella iole l’albero di mezzana è situato dietro al timone, pertanto, la vela di mezzana è più piccola.

Barche a vela diverse, usi diversi

Attualmente, le barche a vela vengono utilizzate quasi esclusivamente per attività di ozio o per competizioni sportive. Esiste un'enorme varietà sia di barche da regata che da crociera che si possono utilizzare in acque costiere, oceani, laghi, fiumi e canali e per diversi periodi di tempo. Infatti, anche se molti naviganti si accontentano di una gita in barca di qualche ora o di un fine settimana, altri comprano una barca a vela per compiere il proprio sogno di navigare senza una data di ritorno.

Comprare una barca a vela

Comprare una barca a vela è piuttosto entusiasmante ma allo stesso tempo il processo può essere un po’ complicato quando si ha poca esperienza. Poche o troppe informazioni possono provocare lo stesso effetto: confusione. La cosa più importante in questo caso è non scoraggiarsi ed essere consapevoli che il processo d’acquisto di una barca può tardare diverse settimane (o anche mesi). Un buon punto di partenza possono essere le guide ‘Come comprare una barca’ e ‘Come scegliere una barca a vela’ dedicate ai neofiti della nautica.

Quanto spendere?

Essere proprietario di una barca a vela implica diverse spese che vanno oltre il prezzo d’acquisto, per cui è necessario dedicare un po’ di tempo a preparare un preventivo. Le spese da tenere in considerazione includono diversi aspetti: la formazione per ottenere la patente nautica corrispondente, i premi assicurativi, le tariffe relative all’ormeggio, la manutenzione annuale (le imbarcazioni a vela normalmente richiedono parecchia manutenzione), le eventuali riparazioni.

Barche a vela differenti per usi differenti. L’Hanse 315 è un cruiser ideale per un fine settimana in coppia; l’O’pen BIC è una barca a vela leggera pensata per bambini e giovani con spirito competitivo; il Figaro Beneteau 3 è il primo monoscafo a foil ad alto rendimento e con un profilo oceanico; il Fountaine Pajot Ipanema 58 è un catamarano per tranquille gite in famiglia o con amici. Foto O’pen BIC: Ken Terrens.
Barche a vela differenti per usi differenti. L’Hanse 315 è un cruiser ideale per un fine settimana in coppia; l’O’pen BIC è una barca a vela leggera pensata per bambini e giovani con spirito competitivo; il Figaro Beneteau 3 è il primo monoscafo a foil ad alto rendimento e con un profilo oceanico; il Fountaine Pajot Ipanema 58 è un catamarano ideale per tranquille gite in famiglia o con amici. Foto O’pen BIC: Ken Terrens.

Comprare una barca nuova: pro e contro

Se si hanno già le idee chiare sul tipo di barca a vela da acquistare, comprare un’imbarcazione nuova può essere l’opzione migliore. Sarà possibile scegliere le rifiniture che offre il cantiere e gli optional che si adattano al tipo di navigazione e all’utilizzo che si vuole fare della barca. Per le barche nuove, inoltre, è prevista una garanzia di uno o due anni, un fattore importante quando si decide di realizzare un investimento del genere. Tuttavia, quando si sceglie una barca nuova, come succede anche per le automobili, bisogna tenere in considerazione il deprezzamento durante i primi anni.

Comprare una barca usata: pro e contro

Se il budget rappresenta un criterio determinante nella scelta, comprare una barca usata può essere la decisione più saggia. Un modello di seconda mano può costare la metà di uno nuovo, per cui il risparmio è considerevole. Un altro vantaggio da non sottovalutare è che il mercato dell’usato permette di acquistare una barca più grande con lo stesso budget. Tuttavia, è possibile che successivamente si debbano affrontare altre spese per effettuare riparazioni e per rendere la barca di proprio gradimento. Le imbarcazioni usate hanno una garanzia prevista dalla legge ma che nella maggior parte dei casi è piuttosto aleatoria. Di conseguenza, se si decide di acquistare una barca usata, per prima cosa è consigliabile effettuare una perizia per conoscere lo stato e le condizioni del natante.

Barche a vela in vendita

Su iNautia è possibile trovare facilmente la barca a vela che si adatta alle proprie necessità e preferenze filtrando i risultati in base al prezzo, posizione, lunghezza, marca e modello.