Barche a motore: tipologie, motori e usi

Autore Angelo Colombo
09/10/2020

Esistono diversi tipi di imbarcazioni sul mercato, è bene conoscere l'uso che faremo e le caratteristiche essenziali e necessarie della barca che desideriamo. In questa guida analizziamo i diversi tipi di barche a motore disponibili sul mercato.

  • Prima di analizzare i nomi e le varie tipologie di imbarcazioni, è necessario distinguere tra i vari tipi di scafo installati sulle imbarcazioni ed i materiali di costruzione, oltre ad elencare i motori e i sistemi di propulsione maggiormente utilizzati.
  • I principali tipi di barche a motore si riassumono in 6 categorie: gommone, moto d'acqua, imbarcazione aperta (bowrider o open), RIB, barca cabinata (cruiser) e barca da pesca sportiva. Dove ormeggeremo, quante persone saranno a bordo con noi, il periodo di utilizzo e l'uso che si vuole fare della barca ci aiuteranno a scegliere l'imbarcazione ideale.

Barche a motore

  1. Lo scafo

  1. Materiali di costruzione dello scafo
  2. I motori

  1. Tipi di barche a motore

  1. Scegliere una barca a motore

  1. Lo scafo 

Dislocante, planante, semidislocante

Gli scafi delle barche a motore sono divisi principalmente in tre grandi categorie: plananti, dislocanti e semidislocanti/semiplananti. Ognuna di queste tipologie porta con sé delle peculiarità legate al principio idrodinamico che la regola. 

Il primo tipo di scafo, detto dislocante, è condizionato dalla lunghezza che permette di portarlo alla massima velocità senza dover fare ricorso a potenze spropositate. Tale caratteristica deriva dalla forma dello scafo che non permette di superare la velocità dell’onda prodotta dallo stesso scafo con il suo spostamento. L’onda è naturalmente vincolata alla lunghezza dello scafo; per ricavare la velocità critica in questo caso si utilizza una formula che si basa sul Numero di Froude, che, in funzione delle variabili di forma possibili su scafi dislocanti oscilla tra 1,3 e 1,4. Questo ci permette facilmente di individuare la velocità critica di uno scafo applicando la formula V=1,30x√L (lunghezza in piedi). Per esempio, la velocità critica di un 36’ dislocante è di circa 7,8 nodi con le tolleranze dovute a peso e variazioni di forma. Lo scafo dislocante offre quindi una serie di vantaggi come la comodità, i consumi ridotti dati dalla poca potenza e le forme che garantiscono un maggior volume interno.

Lo scafo planante supera letteralmente il vincolo dello scafo dislocante relativo alla velocità, superando la sua stessa onda e navigando, appunto, in planata. Per poterlo fare richiede forme che agevolino la portanza necessaria per superare la velocità critica di dislocamento, maggiore potenza e un’attenzione ai pesi sicuramente più accurata di quanto non avvenga con scafi dislocanti. Quando all’aumentare della velocità in planata si verifica una riduzione della “superficie bagnata”, dunque, si riducono attriti e resistenze che portano ad un incremento della velocità.

scafo planante: canados 90 Canados 90 rappresenta l’esempio di una barca planante dalle alte prestazioni associate a livelli di qualità extra lusso.

Se preferiamo navigare con calma e su rotte sviluppate anche su distanze molto lunghe lo scafo dislocante è sicuramente il più indicato per comfort e consumi ridotti. Al contrario, se si preferisce raggiunge rapidamente una meta e magari praticare anche sport acquatici come lo sci nautico o il wakeboard, il planante è sicuramente più indicato. Si consideri che anche barche molto importanti in termini dimensionali (oltre i 30 metri) hanno scafi plananti e sono destinate a crociere impegnative. Lo scafo planante non preclude affatto la possibilità di affrontare lunghe crociere: il Destriero, per esempio, ha affrontato la traversata atlantica abbattendo record importanti. La differenza principale tra i due tipi di scafo è nel rapporto tra la distanza percorsa, il tempo e i consumi.

La combinazione delle due tipologie appena descritte produce scafi capaci di combinare le prerogative di uno e dell’altro: i semidislocanti o semiplananti. Si tratta di forme di carena capaci di ottenere a lento moto i risultati tipici del dislocante, con capacità di superare la velocità critica e beneficiare quindi delle caratteristiche dei plananti. Naturalmente questi scafi hanno delle caratteristiche che rappresentano in entrambe le condizioni di impiego un compromesso; tuttavia negli ultimi anni ci sono stati prodotti parecchi esempi molto efficaci, in particolare da cantieri come l’Italiano Apreamare, specializzato nella produzione di gozzi semiplananti.

Monoscafi e multiscafi

Tra un monoscafo e un multiscafo, sia esso un catamarano o un trimarano, le differenze sono sostanziali e si riassumono in una idrodinamica più efficace che comporta una velocità maggiore, una maggiore stabilità di forma e maggiori spazi interni ed esterni. Questo aumento di prestazioni e spazi porta ad un naturale incremento dei costi dovuto al duplicarsi di molti impianti, alla presenza di strutture più sofisticate e all’ingrandimento dei posti barca.

Multiscafi: catamarani I catamarani riscuotono grande successo nelle attività di diporto e charter per manovrabilità, comodità e spazio disponibile a bordo.

Sul mercato italiano i catamarani in modo particolare stanno riscuotendo un crescente interesse e le ragioni risiedono nelle caratteristiche appena citate; in paesi come la Francia per esempio, il multiscafo ha sempre riscosso un interesse più importante di quanto non sia accaduto sul nostro mercato, oggi molto più attratto dagli ampi spazi dei catamarani e dal comfort che questi sono in grado di offrire anche nel corso delle crociere più impegnative. 

  1. Materiali di costruzione dello scafo

Il materiale di costruzione più comune tra le barche a motore continua a essere la fibra di vetro, che permette la progettazione di linee attraenti per lo scafo; l’infusione della resina, inoltre, migliora la resistenza, riduce il peso e crea una migliore uniformità nelle rifiniture.

L’alluminio è leggero, robusto, versatile, semplice da riparare e amico dell’ambiente. Di solito è maggiormente rumoroso in navigazione a causa dell’impatto con le onde e, in molti casi, le saldature sono visibili ed esteticamente poco attraenti. Continua, tuttavia, a essere un materiale con molti vantaggi e particolare popolarità nel Nord Europa.

Barche a motore: scafo in fibra di vetro La fibra di vetro è il materiale di costruzione più comune tra le barche a motore: permette la progettazione di linee attraenti per lo scafo, migliora la resistenza, riduce il peso e crea una migliore uniformità nelle rifiniture.

Alcuni costruttori si affidano a costruzioni miste, come ad esempio scafo in alluminio e sovrastruttura in composito, oppure per le costruzioni più grandi scafo in acciaio e sovrastruttura in alluminio, o ancora, scafo in vetroresina e sovrastruttura in compositi nei quali prevale l’impiego della fibra di carbonio. Da queste scelte derivano il peso totale, la posizione del baricentro da cui dipenono l’assetto, la rigidità e altri elementi che tendono a soddisfare maggiormente le condizioni d’impiego. 

I motori

Sistemi di propulsione

Tra le imbarcazioni a motore da diporto, i sistemi di propulsione più comuni sono entrobordo (all'interno della barca) e fuoribordo (all'esterno).

Oggi i motori fuoribordo stanno vivendo una stagione di grande sviluppo tecnologico e commerciale, grazie alle potenze sempre più elevate che garantiscono anche a barche più grandi e pesanti prestazioni adeguate. La loro forza dal punto di vista commerciale, risiede principalmente nei costi di acquisto e manutenzione - sicuramente più bassi di un motore entrobordo - e nella sua linea di trasmissione; questo tipo di motorizzazione, inoltre, garantisce grandi volumi a brodo, impiegabili per altri scopi come ad esempio un'ulteriore cabina o un grande gavone.

Il motore della barca

motore-entrobordo Grazie alla configurazione entrobordo con linea d'asse in V-Drive si guadagna spazio al centro della barca, dove normalmente si trovano i motori con linea d'asse diretta.

Il motore entrobordo, diesel o benzina, è generalmente collegato a trasmissioni dette in linea d’asse o a sistemi con piedi poppieri chiamate entrofuoribordo. La linea d’asse può essere diretta o in V-Drive, ossia con il motore più appoppato e una prima linea di trasmissione verso prua che raggiunge un giunto da cui parte la linea verso poppa. Questa soluzione è adottata per guadagnare spazio a centro barca dove normalmente si trovano i motori con linea d’asse diretta.

Altra soluzione sempre più diffusa è quella proposta inizialmente da Volvo Penta con gli IPS: con dei piedi azimutali posizionati sulla verticale del motore. Questa trasmissione, ripresa anche da Mercury Marine con i suoi sistemi Zeus, offre i vantaggi di poter installare i motori verso poppa, di avere un unico interlocutore e fornitore per motori e impianto di trasmissione e di essere maggiormente efficiente. Gli IPS beneficiano di eliche traenti, vale a dire rivolte verso prua: questo gli permette di essere maggiormente efficienti in quanto operano sempre su flussi puliti, a monte dei quali non esistono strutture come assi, astucci e altri elementi. Gli IPS, inoltre, sono dotati di doppia elica traente e controrotante, il che ne enfatizza ulteriormente l’efficienza. Rispetto ad una trasmissione in linea d’asse tradizionale, gli IPS sono in grado di assicurare un incremento di prestazioni di circa il 30% a parità di potenza impiegata, il tutto dovuto a una maggiore efficienza di spinta e a una minore perdita dovuta al sistema meccanico diretto. Tale risultato si traduce in velocità maggiori, consumi ridotti e un abbattimento delle emissioni. Volvo Penta ha anche sviluppato un sistema di controllo indipendente dei pod; questo tipo di trasmissione porta ad una spiccata semplicità di gestione delle manovre anche in acque ristrette, agevolata ulteriormente dalla presenza di un joystick che la rende ancor più intuitiva e automatica.

Motore fuoribordo I vantaggi della motorizzazione fuoribordo vanno dai limitati costi di acquisto e manutenzione all'aumento dei volumi a bordo, impiegabili per altri scopi come un'ulteriore cabina o un grande gavone.

Tornando ai motori fuoribordo, sempre più presenti anche con potenze elevate sul nostro mercato come in quelli di altri continenti, è interessante notare che a oggi l’unico produttore che continua a sviluppare il motore a due tempi è Evinrude, con serie tecnologicamente molto avanzate e dalle prestazioni decisamente elevate, sebbene soffocate commercialmente dalla massiva presenza di motori quattro tempi. Il due tempi è più leggero e ha un’erogazione di potenza più nervosa di un quattro tempi, ma il mercato non sembra accettarli più nonostante i livelli di inquinamento, i consumi di benzina e olio e l’affidabilità siano ormai al livello dei quattro tempi.

I fuoribordo moderni di serie arrivano oggi a potenze di 425 HP, che significa poter installare su mezzi di oltre 35’ due o più propulsori per ottenere prestazioni anche superiori ad altre motorizzazioni, a costi più contenuti e con una facilità di manutenzione decisamente superiore. Tra i produttori di quattro tempi fuoribordo spiccano Suzuki, con il suo DF350A, unico produttore ad aver adottato su un fuoribordo la trasmissione a doppia elica controrotante, Mercury con i suoi Verado 400 HP, Yamaha con il suo potente V8 XF da 425 HP e Honda con i suoi V6 da 250 HP. Lo sviluppo di motori sempre più potenti è una componente costante dei reparti e ricerca di tutte le aziende coinvolte, il mercato li richiede e le barche si stanno sempre più adattando a questo nuovo modo di interpretare la propulsione in mare. Non a caso, alcuni cantieri propongono modelli nati con motorizzazioni entrobordo anche in versione fuoribordo con le dovute modifiche; anche lo sviluppo di nuovi modelli tiene conto della ormai grande disponibilità di potenza di questi sistemi propulsivi. 

Motori elettrici e ibridi

La ricerca tecnologica è sempre più indirizzata verso soluzioni di propulsione alternativa, in particolare si sta puntando a ridurre il più possibile l’emissione di gas nocivi per l’ambiente, e una soluzione è sicuramente la motorizzazione elettrica. Questo tipo di tecnica è stata ampiamente sviluppata da aziende come la tedesca Torquedo, che sviluppa motori fuoribordo ed entrobordo sempre più efficienti attingendo alla tecnologia sviluppata in ambito automobilistico, dove la ricerca è applicata in modo costante soprattutto per quanto riguarda i sistemi di accumulo (le batterie), che rappresentano il vero tallone d’Achille della motorizzazione nautica e richiedono quantità di energia molto elevate per muovere un mezzo in un fluido come l’acqua. Altre aziende come Siemens, hanno sviluppato sistemi molto efficaci che ritroviamo su yacht anche di grandi dimensioni, al pari di aziende giapponesi e la svedese Volvo Penta, sempre più impegnate nella ricerca di sistemi elettrici puri o ibridi. Le soluzioni ibride funzionano principalmente in due modi: attingono all’energia prodotta dai motori endotermici per trasformarla in energia elettrica e permettere una propulsione di questo tipo oltre il limite delle batterie e della loro capacità di accumulo, oppure accoppiano l’energia prodotta dai motori con quelle dei motori elettrici.

Barche con motore elettrico

Si tratta di soluzioni tecnicamente diverse e comunque impegnative dal punto di vista economico, ma la ricerca in questa direzione sta vivendo una stagione davvero molto interessante.

Idrogetto

La propulsione idrogetto è adottata in numerosi mezzi ai quali sono richieste velocità elevata, grandi doti di manovrabilità e la possibilità di navigare anche in acque poco profonde. Il sistema si basa sull’aspirazione di acqua da una presa a mare sotto lo scafo e la sua eiezione verso poppa mediante sistemi dotati di meccanica che gli permettono di orientare il getto. Questo sistema è meno efficiente di un’elica, soprattutto a lento moto; per tale motivo è adottato principalmente da mezzi destinati ad essere veloci e ai quali sono richieste doti evolutive non comuni, come per esempio moto d’acqua o piccole barche destinate a soddisfare esigenze specifiche come gli sport acquatici o il soccorso in mare. L’assenza di elementi rotanti immersi e scoperti li rende idonei a garantire una maggiore sicurezza in prossimità di bagnanti o, nel peggiore dei casi, naufraghi. 

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Tipi di barche a motore

Ogni barca è frutto di un compromesso progettuale teso a soddisfare il maggior numero di esigenze possibili, pur con delle limitazioni o delle caratteristiche che la rendono più idonea per alcune attività a scapito di altre. Le caratteristiche di una barca sono principalmente dettate dalle sue forme di carena, dal materiale di costruzione, dalla conformazione della sovrastruttura e dall’allestimento di coperta. Questo ci dice già che esistono ovviamente numerosi tipi di imbarcazioni e che le differenze sono spesso molto marcate. In linea di massima abbiamo imbarcazioni open, cabinate, RIB (Rigid Inflatable Boats), cruiser e fisherman.

Gommone

Oggi i gommoni puri non esistono quasi più, se non per i piccoli tender di barche più importanti. A governare il mercato sono principalmente i RIB, ossia, dei gommoni dotati di chiglia rigida in vetroresina, i quali, oltre a garantire prestazioni elevate, sono anche in grado di offrire al loro interno spazi, comfort e sicurezza decisamente superiori. Basti pensare che con un tubolare lacerato si riesce comunque a rientrare in porto senza grandi traumi. I gommoni tradizionali, di solito al di sotto dei 4,50 mt, hanno il grande vantaggio di essere facilmente trasportabili una volta sgonfi, sono leggeri e non richiedono potenze elevate, ma in mare ovviamente sono meno comodi di quelli dotati di chiglia rigida. Oltre la comodità in navigazione, il vantaggio offerto dai RIB è quello di poter realizzare mezzi di dimensioni più grandi, in quanto la struttura in vetroresina permette di garantire le doti di rigidità necessarie. Il materiale pneumatico è solitamente Hypalon o PVC, sebbene quest’ultimo sia usato meno rispetto al passato. Ci sono poi mezzi nati dai RIB ma dotati di tubolari pieni. Un esempio è fornito dall’italiana Novamarine, con battelli che offrono maggiori spazi interni, stabilità garantita da minori vincoli di forma dei tubolari e prestazioni elevate. 

Tipi di barche: gommone I gommoni sono ideali per essere trasportati via terra, dal momento che possono essere facilmente sgonfiati e trasportati sul tetto di un auto.

Moto d’acqua

Le moto d’acqua sono mezzi votati al divertimento: compatti, leggeri, dotati di propulsione idrogetto e guidabili con l’assetto tipico delle moto stradali. Possono essere a due o tre e addirittura quattro posti, ma sempre dotate di una potenza relativa molto alta che assicura accelerazioni brucianti e manovrabilità particolarmente spiccata. Sono facili da trasportare e permettono di raggiungere anche mete remote o comunque non raggiungibili con mezzi tradizionali per questioni di fondale, rendendole adatte anche alle escursioni. Pensare che con mezzi simili non sia possibile affrontare anche navigazioni impegnative è un errore, dal momento che sicurezza e  autonomia dei mezzi più moderni permettono di impostare navigazioni lungo costa avventurose. 

Barche a motore: moto d'acqua Una moto d'acqua consente di essere a contatto quasi diretto con l’acqua a un prezzo relativamente ragionevole.

Imbarcazione aperta o bowrider 

Le imbarcazioni di tipo open sono molto diffuse per la loro versatilità e i costi di esercizio contenuti che sono in grado di assicurare. I tanti allestimenti di coperta di questo genere di barche danno luogo a diverse tipologie. Troviamo la bowrider, che prevede una dinette a prua e sedute in pozzetto collegato mediante un passaggio centrale, tipica lancia scandinava con posti a sedere in coperta e accesso prodiero con battagliona alta e open con prua aperta e motore entrobordo dedicate agli sport acquatici come lo sci d'acqua o il wakeboard. Le opzioni sono numerose e in comune hanno sempre la semplicità di conduzione e il costo relativamente contenuto per quanto riguarda acquisto ed esercizio. Trovare l’allestimento più consono alle proprie esigenze non sarà difficile curiosando tra gli stand dei saloni nautici o presso i concessionari di cantieri specializzati che garantiscono libertà di personalizzazione degli allestimenti.

Barche a motore. open (fjord 38) Esistono diversi tipi di lancia con prua aperta: senza dubbio la barca ideale per godere di una calda e tranquilla giornata a bordo o per praticare sport acquatici.

RIB

Abbiamo già accennato ai RIB come mezzi particolarmente versatili e sicuri. Questo tipo di imbarcazione nasce per esigenze professionali e, come spesso avviene, il suo utilizzo è stato allargato ad altre aree di impiego. Negli anni ’80 i primi esemplari catturarono subito l’attenzione del grande pubblico che ne decretò immediatamente il successo. ; da segnalare in particolare la grande esperienza e qualità dei materiali proposta da due cantieri come Zodiac e JokerOggi ne esistono di tutte le taglie e di diverse tipologie, open, cabinati, fuoribordo, entrobordo e addirittura allestiti per la pesca sportiva. I loro prezzi non sono particolarmente bassi perché richiedono l’applicazione di materiale e tecnologie particolari, ma le loro qualità sono senza dubbio molto interessanti se si vuole affrontare il mare spingendosi verso mete avventurose in sicurezza all'interno del segmento delle barche a motore. Rispetto a barche di pari dimensioni ma tradizionali dal punto di vista strutturale, i RIB vedono parte dello spazio interno sacrificato per la presenza di tubolari, sebbene i modelli sviluppati negli ultimi anni abbiano minimizzato questo effetto grazie a diverse soluzioni per l’ancoraggio dei tubolari, sostituendo quelli con sezione circolare con sezioni a D.

Barche a motore: RIB RIB (rigid-hulled inflatable boat): mezzi dotati di chiglia rigida in vetroresina, che oltre a garantire prestazioni elevate sono anche in grado di offrire al loro interno spazi, comfort e sicurezza decisamente superiori.

Imbarcazione cabinata e da crociera (o cruiser)

Il mondo delle imbarcazioni cabinate è molto interessante perché si spazia dai piccoli semicabinati a motore che offrono spazio per crociere costiere di qualche giorno, ai cabinati veri e propri che permettono a una famiglia di affrontare anche crociere più lunghe ed impegnative. Anche in questo caso la conformazione della coperta e della sovrastruttura condizionano in modo marcato la destinazione d’uso. Per esempio, un open dotato di cabina di prua sarà un ottimo mezzo per uscite giornaliere e piccole crociera in coppia, ma un fly di pari dimensioni con due cabine sottocoperta sarà un mezzo più adeguato a crociere in famiglia di durata maggiore. Anche in questo caso, la scelta dipende da cosa si vuole fare con la barca; se l’obiettivo è quello di fare uscite giornaliere nelle quali avere a disposizione una cabina e soprattutto un bagno, il consiglio è quello di guardare agli open ben presenti nella cantieristica italiana tra le barche a motore. La tradizione italiana su questo tipo di mezzi è molto radicata e i modelli disponibili sono davvero numerosi, pensiamo a cantieri come lo storico Itama, Tornado o il più moderno Pardo. Per quanto riguarda invece l’esigenza di affrontare crociere e periodi a bordo più prolungati e con tutta la famiglia, la scelta deve necessariamente ricadere su mezzi che al loro interno dispongano di maggiore spazio, ricavando quello all’aperto con l’adozione di un fly. Questi sono yacht più pesanti, ma sicuramente più adatti a garantire comfort quando si sta in porto o all’ancora per più giorni. In entrambi i casi le dimensioni dello scafo fanno la differenza, ma soprattutto nel segmento degli open cabinati; per quanto riguarda le barche fino a 10 metri ci sono tante proposte interessanti e in grado di soddisfare la maggior parte delle esigenze tipiche del diportista italiano.

Barche a motore: cabinata Una barca permette di trascorrere un paio di notti a bordo, avendo a disposizione un letto a V che si trasforma anche in tinello. Una crociera familiare moderna è come un piccolo appartamento: è possibile trascorrere vari giorni a bordo con sufficiente comodità.

Barca da pesca sportiva 

Il settore delle barche da pesca, anche dette fisherman, è stato in passato molto attivo portando sul mercato italiano tante proposte estere provenienti soprattutto dagli Stati Uniti. Ciò nonostante, la tradizione cantieristica italiana è sempre stata molto presente anche in questo segmento e grazie alla crisi e agli effetti che questa ha prodotto nel tempo, sono proprio questi modelli a trovare oggi nuovi spazi. Un cantiere che ultimamente sta spingendo molto nello sviluppo di questi mezzi è il toscano Tuccoli, con proposte molto tecniche che vanno dai 25' ai 44' e soprattutto dotate di scafi collaudati e studiati appositamente per le esigenze dei pescatori sportivi. Altri cantieri attivi in questi segmenti si possono ritrovare anche tra chi ha sempre prodotto battelli pneumatici, con i RIB sempre più presenti anche tra i pescatori sportivi. Tra questi troviamo Joker Boat con il suo Coaster 650 Barracuda, mezzo facile, veloce e dotato di uno scafo capace di affrontare in sicurezza anche il mare formato, ma soprattutto allestito per soddisfare le esigenze dei pescatori sportivi più accaniti.

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Tipi di barche da pesca

Come scegliere una barca da pesca

Uno dei fattori comuni a molti cantieri nostrani che affrontano il mercato delle barche da pesca è lo sviluppo con il supporto di campioni di questo sport, con l’obiettivo di individuare le esigenze nel modo più dettagliato possibile. In questa tipologia di mezzi rientrano barche di tutte le dimensioni, dai piccoli open da pesca di 4 metri fino ai grandi fisherman all’americana di oltre 80. Dunque, anche qui, per capire quale sia la barca da pesca più adatta alle nostre esigenze dovremo necessariamente chiederci che tipo di utilizzo ne faremo. Dovremo scegliere un mezzo che, per quanto sia allestito per dare soddisfazione durante le uscite con le canne, sia anche adatto a garantire il comfort che la famiglia si aspetta quando vuole andare a fare il bagno in una caletta. I cantieri, va detto, conoscono bene questa esigenza e si prestano a sviluppare allestimenti in grado di essere dual-use, anche perché sanno che spesso una barca si acquista solo se c’è l’approvazione della consorte, ma non è detto che anche lei ami la pesca. 

Barche a motore: pesca Grazie alla loro stabilità e alla loro ampiezza interna, le barche da pesca si adattano bene anche ai programmi familiari.

  1. Scegliere una barca a motore

Scegliere una barca a motore è un processo delicato. Si deve procedere con un’analisi dettagliata di tutte le variabili che concorrono a renderla il mezzo più adatto a noi e queste sono principalmente legate a dove abbiamo intenzione di ormeggiare, che uso ne vogliamo fare, quante persone normalmente saranno a bordo con noi e il periodo di utilizzo. Ognuno di questi elementi rappresenta una domanda precisa alla quale dobbiamo dare risposta per poi cercarne la corrispondenza nelle potenzialità del mezzo che stiamo analizzando, fino ad arrivare a quello che più di altri si avvicina alle nostre esigenze. 

Più informazioni su: Scegliere una barca a motore

Naturalmente, anche il budget per l’acquisto e per la gestione rappresenta un elemento di valutazione importante. Dobbiamo però tenere il considerazione che un mezzo più voluminoso avrà un costo maggiore, ma ci permetterá di affrontare serenamente uscite giornaliere con un numero ridotto di ospiti così come crociere più lunghe con più ospiti a bordo; allo stesso tempo potremo allestire il pozzetto per la pesca o un fly dal quale gestire le fasi di combattimento con la preda e caricare a bordo un tender da utilizzare per raggiungere le zone con fondali bassi navigando anche oltre i 40 nodi. Un mezzo molto costoso può includere tutte queste possibilità, ma non è detto che sia la soluzione ideale se saremo costretti a venderlo dopo una stagione a causa dei costi troppo elevati. Il consiglio che diamo, quindi, è quello di orientarsi sul mezzo che rappresenti il miglior compromesso tra budget e necessità. 

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