Barche senza patente

Autore Angelo Colombo
26/11/2020

Quali barche si possono condurre senza patente? Quali sono le limitazioni relative? In questo articolo affrontiamo il tema delle barche senza patente per chi muove i primi passi nella navigazione e  per chi non vuole utilizzare barche che richiedano il possesso della patente nautica, analizzando le condizioni per farlo e il mercato di questo tipo di imbarcazione.

Barche senza patente

Affrontare un corso per il conseguimento della patente nautica è una buona pratica, perché permette di conoscere meglio le normative, i segnali nautici e le regole per governare un’imbarcazione in sicurezza. Tuttavia esiste la possibilità di condurre un natante anche senza patente attenendosi alle limitazioni di lunghezza, potenza del motore, cilindrata e distanza dalla costa.

Anche l’età è un aspetto essenziale: a prescindere dalle condizioni elencate è necessario aver compiuto 18 anni per guidare imbarcazioni da diporto e 14 anni per condurre un natante a vela con una superficie velica superiore ai 4 metri quadrati o per condurre un natante a remi entro 1 miglio dalla costa.

Lunghezza e tipi di unità da diporto

Innanzitutto bisogna distinguere con chiarezza i diversi tipi di unità da diporto, passaggio fondamentale per capire per quali barche servirà la patente e quali, invece, possono essere utilizzate senza. Il Codice della Nautica riconosce tre tipi di unità da diporto: il natante da diporto, l’imbarcazione da diporto e la nave da diporto. Il natante da diporto rappresenta qualsiasi unità a remi, motore o vela con una lunghezza inferiore ai 10 metri, le imbarcazioni da diporto rientrano tra i 10 e i 24 metri di lunghezza. Al contrario dei natanti da diporto, per questo tipo di imbarcazioni è prevista l'iscrizione al Registro Imbarcazioni da Diporto della Capitaneria di Porto.

Tipi di barche a vela

Barche a motore: tipologie, motori e usi

Potenza del motore e cilindrata

La normativa in vigore prevede un limite di potenza di 30 kW (40,8 HP) per i motori che non richiedono la patente nautica, oppure una cilindrata non superiore ai 750 cc se si tratta di motori a due tempi fuoribordo, 1.000 cc se a quattro tempi fuoribordo, 1.300 cc se a quattro tempi entrobordo, 2.000 cc se a diesel aspirato, 1.300 cc se a diesel sovralimentato. Tutte queste condizioni si applicano a prescindere dalla lunghezza della barca e dalla distanza dalla costa. Naturalmente è sufficiente il superamento di uno solo di questi parametri per richiedere il possesso della patente nautica. A prescindere dalla potenza del motore installato sulla vostra barca, qualora intendiate praticare sci nautico la patente sarà sempre necessaria.

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Il motore della barca

Come scegliere il motore della barca

Barche senza patente: potenza motore La normativa italiana prevede una potenza massima di 40,8 HP per poter condurre un natante senza patente, come nel caso di questo Ranieri SR 19. Foto: ranieri-international.com.

Distanza dalla costa

Se si rispettano i parametri elencati precedentemente e sempre se l’omologazione CE (definisce categoria, numero di persone imbarcabili e dotazioni di sicurezza) della barca lo permette, la distanza massima navigabile dalla costa senza patente nautica è fissata a 6 miglia. Che si guidi una barca da diporto o un natante non fa nessuna differenza quindi, a partire dalle 6 miglia dalla costa, solo chi è munito di patente nautica può condurre una barca. 

Una notazione è doverosa, perché si pensa che non avendo la patente nautica non si può condurre un natante o un’imbarcazione che non rientra nei requisiti di cui abbiamo fin qui parlato, ma non è così. La normativa fa una netta distinzione tra condotta del mezzo e comando; infatti, è possibile condurre un’imbarcazione con motori superiori ai criteri tecnici menzionati, ma è richiesta a bordo la presenza di un soggetto in possesso di patente nautica, il quale assume la figura di comandante e, dunque, si assume le responsabilità della navigazione. 

Altra osservazione necessaria riguarda le moto d’acqua, per le quali la patente nautica è sempre necessaria a prescindere da qualsiasi considerazione di tipo tecnico, nonostante questi mezzi non siano abilitati alla navigazione oltre 1 miglio dalla costa. 

Il mercato dei natanti senza patente

L’Italia ha una lunga tradizione come paese produttore di primo piano di barche di ogni tipo e dimensione, soprattutto nello sviluppo di progetti e nella produzione di natanti. Tale circostanza deriva sicuramente da un mercato interno storicamente molto attivo su questa specifica fascia di barche. Molti cantieri nostrani sono in grado di offrire risposte concrete alle esigenze dei diportisti privi di patente ma dai gusti raffinati e dalle pretese tecniche elevate.

Le opzioni sono diverse. Barche per le uscite con la famiglia, come per esempio quelle proposte da Ranieri International, cantiere che propone una gamma completa di barche e gommoni, e Invictus, che offre dalla piccola barca per la pesca sportiva a quella particolarmente ricercata in termini estetici e funzionali. Tanti altri cantieri italiani offrono soluzioni diverse, come Tuccoli, nato per soddisfare le esigenze degli amanti della pesca ma con proposte anche per chi vuole godersi un bagno con la famiglia e un gran numero di cantieri specializzati nella produzione di gommoni. In questo spiccano tanti cantieri, e ognuno con caratteristiche specifiche molto interessanti, da Nuova Jolly, Zar Formenti, Asso, e Motonautica Vesuviana, che realizza battelli pneumatici con tecniche d’avanguardia e molti altri cantieri in grado di offrire tanto il battello quanto il package battello-motore fino a 40,8 HP. 

Barche senza patente: mercato Il gommone Nuova Jolly 530 è un ottimo esempio di gommone utilizzabile senza patente. Foto: nuovajollymarine.com.

Non a caso il segmento dei motori da 40 HP è sempre stato molto attivo, e alcune case motoristiche propongono motori fuoribordo dotati di piede di spinta (un piede con elica maggiorata e rapporto di riduzione tale da garantire la spinta necessaria) per sostenere la richiesta di natanti senza patente sempre più ricchi di allestimenti, e dunque pesanti. Naturalmente questa soluzione non garantirà velocità particolarmente elevate, ma è anche vero che una scelta simile è dettata dall’esigenza di avere una barca comoda e al contempo gestibile senza patente. Tra gli ultimi motori nati con questa filosofia rientra anche il Suzuki DF40 Ari: Ari in giapponese significa formica, dunque, un essere in grado di trasportare carichi anche molto più grandi e pesanti del suo stesso corpo. 

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Come scegliere il motore della barca

Concludiamo ricordando a tutti che seguire un corso per patente nautica entro le 12 miglia dalla costa è alla portata di molti e non richiede costi e tempi proibitivi. Per tale ragione invitiamo chiunque volesse avviarsi alla pratica del diporto nautico a considerare la possibilità di prendere la patente a prescindere dal mezzo che acquisterà: la sicurezza offerta dalla conoscenza delle norme, dei rudimenti della navigazione e del funzionamento degli impianti di bordo vale molto più dell’impegno necessario per il conseguimento della patente.