Barche a vela per principianti

Autore Angelo Colombo
22/04/2020

Prima di acquistare la nostra prima barca a vela - piccola deriva o  cabinata - bisogna rispondere ad una serie di domande. In questo articolo trovi tutti i consigli per rispondere in maniera adeguata e non affrettata.vela principianti

L’acquisto della prima barca è un evento che non si dimentica più. Se si tratta di una barca a vela, poi, la scelta acquista un sapore particolare. Molti diportisti sostengono che la vela sia l’unico modo di navigare per accumulare la necessaria esperienza in mare. Chi scrive, pur avendo cominciato a navigare a vela, sostiene che in realtà questa affermazione non sia del tutto vera, sebbene la piccola vela permette di sviluppare, soprattutto nell’età evolutiva, sensibilità specifiche che torneranno utili in tutta la vita da marinaio.

Se abbiamo deciso di comprare la nostra prima barca a vela, prima di procedere all’acquisto proviamo a rispondere ad alcune semplici domande che ci aiuteranno a scegliere quella che fa per noi.

Che livello di preparazione e autonomia nella gestione della barca ho al momento dell’acquisto?

Cosa intendo fare con la barca che sto cercando?

Condividerò con qualcuno la mia passione o userò la barca soprattutto da solo?

Qual è il mio budget di acquisto e di mantenimento del bene?

Che livello di preparazione e autonomia nella gestione della barca ho al momento dell’acquisto?

Se il nostro livello è quello di principianti assoluti, non dobbiamo spaventarci. È consigliabile frequentare uno dei tanti corsi di vela disponibili in modo da imparare i rudimenti e confrontarsi con altri principianti ed esperti del settore. Potremmo incontrare la nostra compagna di viaggio ideale muovendo i primi passi tra scotte, rande e sartie e allo stesso tempo beneficiare della competenza necessaria per guidarci verso il primo acquisto razionale.

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Parti di una barca a vela: scafo, chiglia, timone, alberatura

Comprare la prima barca

Se siamo neofiti, è ideale comprare una barca semplice da condurre e da gestire: in questo modo eviteremo di infondere in noi un senso di inadeguatezza e potremo apprendere nel migliore dei modi. Comprare un Contender non avendo mai messo piede su una deriva non è una grande idea, ad esempio. Un Laser o un corrispondente italiano X14, un Tridente 14 o 16 o ancora un Vaurien si prestano in modo particolare per il principiante che vuole approfondire il mondo della vela. Per chi invece desidera anche un piccolo ricovero per la notte con l'idea di pernottare sulla barche durante una crociera, l'invito è quello di acquisire prima dimestichezza con la conduzione della vela per poi scegliere una barca dino a  circa 7 metri, magari con motore fuoribordo e chiglia mobile. In questo modo si avrà a disposizione una barca facilmente trasportabile su strada, che non ha bisogno necessariamente di un posto barca - può essere rimessata in un normale garage - e che può essere gestita anche in solitaria senza troppe complicazioni.

Consiglio: l’errore che si commette spesso con l’acquisto della prima barca è quello di approcciare un mezzo dalle potenzialità molto più spinte di quanto la nostra competenza all’atto dell’acquisto sia in grado di supportare. Si tratta di un errore perché limita le possibilità di apprendimento rendendolo più difficoltoso e, inoltre, si utilizza un mezzo oltre le proprie potenzialità e questo non sempre genera sentimenti positivi. Si pensi a chi affronta crociere costiere con piccole derive o catamarani e prova quel senso di avventura alimentato anche dalle dimensioni del mezzo.

Laser Un Laser si presta particolarmente bene per imparare tutto ciò che c’è da sapere sul mondo della vela. Foto: laserperformance.com

Cosa intendo fare con la barca che sto cercando?

Si tratta di una domanda che dobbiamo porre a noi stessi e al partner eventuale con cui vogliamo condividere l’esperienza, in un momento di serenità che ci permetta di stare con i piedi per terra. La prima barca deve rispondere a un requisito fondamentale, ossia essere capace di incrementare le nostre capacità di conduzione a vela e al contempo permetterci di viverla sempre in serenità. Dovremo porre questa domanda a noi stessi, ma prestando attenzione a consultare i nostri eventuali compagni di avventura; è importante rispondere a questa domanda in un momento di serenità che ci permetta di star con i piedi per terra e prendere la migliore scelta possibile. Risulta poco utile acquistare una barca che poi non riusciremo a usare se non in compagnia di un prodiere più esperto, perché potremmo trovarci in difficoltà quando navighiamo in solitaria.

Comprare una barca capace di fare il giro del mondo utilizzandola poi per le vicine uscite domenicali non fa di noi i nuovi Bernard Moitessier, anzi, significa aver affrontato un costo d'acquisto e dei successivi costi di gestione sproporzionati ed aver scelto un mezzo sicuramente meno agile e facile da usare di quanto un neofita

Deriva Una piccola deriva da poche migliaia di euro è l'ideale per muovere i primi passi nel mondo della vela. Foto: nautixexpo.com.

Comprare una barca che può fare il giro del mondo per le uscite della domenica non significa essere diventati improvvisamente dei Bernard Moitessier. Significa aver affrontato un costo d’acquisto e dei costi di gestione sproporzionati e aver scelto un mezzo sicuramente meno agile e facile da usare di quanto un neofito deve poter disporre. La prima barca deve essere quella con cui impariamo ad ascoltare e osservare il mare, a capire come uno scafo e le sue vele si comportano al mutare degli elementi e su di essi. La prima barca è quella con cui apriamo la nostra mente al rapporto tra noi e un oggetto che fluttua tra acqua e aria. Abbiamo tanto da apprendere, e, per diventare buoni marinai, non bastano i pur tanti libri disponibili.

Consiglio: prima di credere di aver trovato la barca giusta con il primo annuncio sui siti specializzati come iNautia, fermiamoci a riflettere su cosa volgiamo veramente tenendo presente che ci dovrà accompagnare nei nostri primi passo verso la meravigliosa esperienza della navigazione. Con una deriva di poche migliaia di euro ci si possono togliere le prime soddisfazioni, se poi si vorrà passare a un mezzo più 'tirato' o cabinato per fare crociera potremo rivendere facilmente la deriva ad un altro neofita.

Condividerò con qualcuno la mia passione o userò la barca soprattutto da solo?

Nei circoli velici spesso ci sono barche che restano ferme molto a lungo perché il proprietario, magari con poca esperienza, non ha quasi mai la disponibilità di un secondo membro di equipaggio oppure quando questo è disponibile lui non c’è. Ci sono molti velisti che usano barche concepite per avere a bordo timoniere e prodiere in solitaria. Con le condizioni meteo appropriate questo è un punto di arrivo ma non certo di partenza. Quindi, chiediamoci se la useremo principalmente da soli, con qualcuno meno capace di noi o se avremo sempre il piacere di condividere le uscite in mare con qualcuno che come noi vuole affrontare questo bel modo di vivere il tempo libero.

Ci sono tante derive dotate della sola randa, ossia della vela poppiera più grande, facilmente gestibili da un solo membro di equipaggio e comunque capaci di trasportare anche un’altra persona se non altre due. Ci sono tante barche dotate di randa e fiocco che possono facilmente essere condotte da una sola persona perché dotate di sistemi come il rollafiocco e i rinvii delle manovre semplici e vicini al timoniere. Ci sono però imbarcazioni che sconsigliamo vivamente di considerare se non si ha la certezza di usarle in coppia:  i 470, barche che in solitaria sono davvero poco gestibili e godibili. Infine ci sono barche nate per la navigazione in solitaria, come per esempio il Laser o l’X14 del Centro Nautico Adriatico, barche semplici, ma capaci di far acquisire e acuire la sensibilità necessaria per condurre una barca a vela a prescindere dalle sue dimensioni.

Consiglio: è importante scegliere come prima barca a vela un mezzo che possiamo condurre anche da soli. Navigare in solitaria è un’esperienza molto formativa e molto gratificante. Indubbiamente condividere le esperienze è sempre piacevole, ma se rischiamo che questo desiderio si traduca in mancato utilizzo, allora è meglio scegliere una barca concepita per essere condotta anche in solitaria sebbene più grande e dotata di randa e fiocco.

vela-solitaria E' importante scegliere come prima barca a vela un mezzo che possiamo condurre anche da soli.

Qual è il mio budget di acquisto e di gestione?

Una domanda scontata ma pur sempre necessaria. Il budget è un aspetto che dobbiamo tenere a mente in modo saldo e razionale per non arrivare a vivere un’esperienza positiva come quella della barca con angoscia. Non dobbiamo solo guardare le nostre tasche e vedere quanto abbiamo a disposizione per poter acquistare la nostra deriva o il nostro primo piccolo catamarano (mezzo non consigliato come prima barca ma scelto molto spesso come tale). Dobbiamo anche tenere conto dei costi di esercizio a cominciare dall'invernaggio o l'iscrizione ad un circolo velico, costi mediamente contenuti, ma pur sempre costi. Dobbiamo inoltre mettere a budget un minimo di costi per la manutenzione ed eventuali sostituzioni di componenti che si logorano con il tempo. In questo ultimo caso parliamo di cifre davvero modeste, ma è bene tenerne conto per non farsi cogliere impreparati.

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Quanto costa mantenere una barca?

Una deriva e i suoi costi accessori nell’insieme sono accessibili a quasi tutte le tasche. Una deriva usata può costare dai mille alle poche migliaia di euro, basta scegliere tenendo conto che il tempo non arreca danni eccessivi a mezzi simili. Certo è bene controllare lo stato del composito di cui sono fatti scafo e coperta, ma se non ci sono difetti superficiali o peggio strutturali, barche con oltre 20 anni sono ancora oggi perfettamente efficienti. Il costo dei circoli e dei rimessaggi in Italia varia molto in funzione delle zone e dei periodi dell’anno, ma di solito sono ampiamente accessibili.

Consiglio: è bene scegliere la prima barca e il circolo giusti in funzione delle nostre reali possibilità economiche. In questo modo lasceremo alla nostra barca il compito di regalarci solo emozioni positive e potremo mantenerla al meglio perché conservi valore quando decideremo di acquistarne un’altra che ci permetta di allargare i nostri orizzonti.

A questo punto non ci resta che riflettere su cosa siamo in grado di fare al momento dell’acquisto, cosa abbiamo intenzione di fare con la barca, con chi condivideremo la nostra esperienza in mare e quanto budget possiamo dedicare in modo sereno a questa passione. Quando avremo le risposte a queste domande potremo cominciare a cercare la barca sui siti specializzati e presso i circoli, dove troveremo anche tante persone disposte ad aiutarci nella scelta della barca giusta.

Maggiori informazioni su: Come scegliere una barca a vela