Barche a vela per principianti

Autore Angelo Colombo
15/04/2019

Prima di acquistare la nostra prima barca a vela, sia essa una piccola deriva o un cabinato, proviamo a rispondere ad alcune semplici domande che ci aiuteranno a scegliere quella giusta per noi.

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L’acquisto della prima barca è un evento che non si dimentica più. Se si tratta di una barca a vela, poi, la scelta acquista un sapore particolare. Molti diportisti sostengono che la vela sia l’unico modo di navigare per accumulare la necessaria esperienza in mare. Chi scrive pur avendo cominciato a navigare a vela sostiene che in realtà questa affermazione non sia del tutto vera, sebbene la piccola vela permette di sviluppare, soprattutto nell’età evolutiva, sensibilità specifiche che torneranno utili in tutta la vita da marinaio.

Se abbiamo deciso di comprare la nostra prima barca a vela, prima di procedere all’acquisto proviamo a rispondere ad alcune semplici domande che ci aiuteranno a scegliere quella che fa per noi.

Che livello di preparazione e autonomia nella gestione della barca ho al momento dell’acquisto?

Cosa intendo fare con la barca che sto cercando?

Condividerò con qualcuno la mia passione o userò la barca soprattutto da solo?

Qual è il mio budget di acquisto e di mantenimento del bene?

Che livello di preparazione e autonomia nella gestione della barca ho al momento dell’acquisto?

Non spaventiamoci se siamo dei principianti assoluti, ma prima dell’acquisto è consigliabile frequentare un corso di vela che ci permetta di imparare i rudimenti e insieme di confrontarci con altri principianti e soprattutto con persone più esperte di noi. Da una parte potremmo trovare il nostro compagno di avventure in mare, dall’altra la competenza necessaria per guidarci verso il primo acquisto razionale. Tutti al primo acquisto abbiamo pensato di aver comprato la barca “per sempre”, poi si cresce e con un minimo di umiltà si capisce che la barca per sempre è una formula che possiamo usare solo per lenire il senso di colpa quando spendiamo un bel po’ di soldi per noi stessi (ammesso che ci siano). Se siamo neofiti, compriamo una barca semplice da condurre e da gestire, questo eviterà di infondere in noi un senso di inadeguatezza e ci permetterà di apprendere nel migliore dei modi. Comprare un Contender non avendo mai messo piede su una deriva non è una grande idea. Un Laser o un corrispondente italiano X14, un Tridente 14 o 16, un Vaurien…tanto per citare qualche deriva che si presta in modo particolare per imparare tutto quello che c’è da sapere nel fantastico mondo della vela, sono la scelta giusta. Per chi invece vuole anche un piccolo ricovero per la notte pensando alla crociera, l’invito è quello di acquisire prima dimestichezza con la tecnica di conduzione della vela e poi scegliere una barca fino a circa 7 metri, magari con motore fuoribordo e chiglia mobile. Questo permetterà di avere una barca facilmente trasportabile su strada, che non necessita obbligatoriamente di un posto barca all’interno di un marina, che può essere rimessata in un garage e che può essere gestita anche in solitaria senza troppe complicazioni.

Consiglio: l’errore che si commette spesso con l’acquisto della prima barca è quello di approcciare a un mezzo dalle potenzialità molto più spinte di quanto la nostra competenza all’atto dell’acquisto sia in grado di supportare. Si tratta di un errore perché limita le possibilità di apprendimento rendendolo più difficoltoso e, inoltre, si utilizza un mezzo al di sotto delle proprie potenzialità e questo non sempre genera sentimenti positivi. Si pensi a chi affronta crociere costiere con piccole derive o catamarani e prova quel senso di avventura alimentato anche dalle dimensioni del mezzo.

Laser Un Laser si presta particolarmente bene per imparare tutto ciò che c’è da sapere sul mondo della vela. Foto: laserperformance.com

Cosa intendo fare con la barca che sto cercando?

Si tratta di una domanda che dobbiamo porre a noi stessi e al partner eventuale con cui vogliamo condividere l’esperienza, in un momento di serenità che ci permetta di stare con i piedi per terra. La prima barca deve rispondere a un requisito fondamentale, ossia essere capace di incrementare le nostre capacità di conduzione a vela e al contempo permetterci di viverla sempre in serenità. Questo significa che è inutile acquistare una barca che poi non riusciremo a usare se non in compagnia di un prodiere già smaliziato, perché le volte che ci troveremo a volerla usare da soli saranno tante. Comprare una barca che può fare il giro del mondo per le uscite della domenica non significa essere diventati improvvisamente dei Bernard Moitessier. Significa aver affrontato un costo d’acquisto e costi di gestione sproporzionati e aver scelto un mezzo sicuramente meno agile e facile da usare di quanto un neofito deve poter disporre. La prima barca deve essere quella con cui impariamo ad ascoltare e osservare il mare, a capire come uno scafo e le sue vele si comportano al mutare degli elementi e su di essi. La prima barca è quella con cui apriamo la nostra mente esperienziale al rapporto tra noi e un oggetto che fluttua tra acqua e aria. Abbiamo tanto da apprendere, e per diventare buoni marinai non bastano i pur tanti libri disponibili.

Consiglio: prima di credere di aver trovato la barca giusta con il primo annuncio sui siti specializzati come iNautia, fermiamoci a riflettere su cosa veramente vogliamo da una barca a vela che ci deve accompagnare nei nostri primi passi verso la meravigliosa esperienza del navigare. Non dobbiamo aver paura di avere troppo presto tra le mani un mezzo ormai non adatto alle nostre capacità. Con una deriva di poche migliaia di euro si può davvero essere gratificati molto a lungo, se poi si vorrà passare a un mezzo più “tirato” o cabinato per fare crociera, allora sarà facile rivenderla e non è detto che ad acquistarla sarà un altro neofito. Ricevuto il messaggio?

Condividerò con qualcuno la mia passione o userò la barca soprattutto da solo?

Nei circoli velici spesso ci sono barche che restano ferme molto a lungo perché il proprietario, magari con poca esperienza, non ha quasi mai la disponibilità di un secondo membro di equipaggio oppure quando questo è disponibile lui non c’è. Ci sono molti velisti che usano barche concepite per avere a bordo timoniere e prodiere in solitaria. Con le condizioni meteo appropriate questo è un punto di arrivo ma non certo di partenza. Quindi, chiediamoci se la useremo principalmente da soli, con qualcuno meno capace di noi o se avremo sempre il piacere di condividere le uscite in mare con qualcuno che come noi vuole affrontare questo bel modo di vivere il tempo libero. Ci sono tante derive dotate della sola randa, ossia della vela poppiera più grande, facilmente gestibili da un solo membro di equipaggio e comunque capaci di trasportare anche un’altra se non altre due persone. Ci sono tante barche dotate di randa e fiocco che possono facilmente essere condotte da una sola persona perché dotate di sistemi come il rollafiocco e i rinvii delle manovre semplici e vicini al timoniere. Ci sono però imbarcazioni che sconsigliamo vivamente di considerare se non si ha la certezza di usarle in coppia, per esempio il 470, barca che chi scrive adora per le sue proprietà nautiche e le prestazioni che è in grado di esprimere, ma che in solitaria è davvero poco gestibile e godibile. Infine, ci sono barche nate per la navigazione in solitaria, come per esempio il Laser o l’X14 del Centro Nautico Adriatico, barche semplici, ma capaci di far acquisire e acuire la sensibilità necessaria per condurre una barca a vela a prescindere dalle sue dimensioni.

Consiglio: è importante scegliere come prima barca a vela un mezzo che possiamo condurre anche da soli, navigare in solitaria è un’esperienza molto formativa ma anche molto gratificante. Indubbiamente condividere le esperienze è sempre piacevole, ma se rischiamo che questo desiderio si traduca in mancato utilizzo, allora è meglio scegliere una barca concepita per essere condotta anche in solitaria sebbene più grande e dotata di randa e fiocco.

vela-solitaria E' importante scegliere come prima barca a vela un mezzo che possiamo condurre anche da soli.

Qual è il mio budget di acquisto e di mantenimento del bene?

Una domanda scontata ma pur sempre necessaria. Il budget è un aspetto che dobbiamo tenere a mente in modo saldo e razionale per non arrivare a vivere un’esperienza positiva come quella della barca con angoscia. Questo significa che non dobbiamo solo guardare le nostre tasche e vedere quanto abbiamo a disposizione per poter acquistare la nostra deriva o il nostro primo piccolo catamarano (mezzo quest’ultimo che non consigliamo come prima barca ma che ogni tanto qualcuno sceglie lo stesso). Dobbiamo anche tenere conto dei costi di esercizio a cominciare dal rimessaggio o circolo velico, costi mediamente contenuti, ma pur sempre costi. Dobbiamo inoltre mettere a budget un minimo di costi per la manutenzione ed eventuali sostituzioni di componenti che si logorano con il tempo. In questo ultimo caso parliamo di cifre davvero modeste, ma è bene tenerne conto per non farsi cogliere impreparati. Una deriva e i suoi costi accessori nell’insieme sono accessibili a quasi tutte le tasche. Una deriva usata può costare da mille a pochi migliaia di euro, basta scegliere tenendo conto che la vetustà a mezzi simili non arreca mai danni eccessivi. Certo è bene controllare lo stato del composito di cui sono fatti scafo e coperta, ma se non ci sono difetti superficiali o peggio strutturali, barche con oltre 20 anni sono ancora oggi perfettamente efficienti. Il costo dei circoli e dei rimessaggi in Italia varia molto in funzione delle zone e dei periodi dell’anno, ma di solito sono ampiamente accessibili.

Consiglio: è bene scegliere la prima barca e il circolo giusti in funzione delle nostre reali possibilità economiche, in questo modo lasceremo alla nostra barca il compito di regalarci solo emozioni positive e potremo mantenerla al meglio perché conservi valore quando decideremo di acquistarne un’altra che ci permetta di allargare i nostri orizzonti.

A questo punto non ci resta che riflettere su cosa siamo in grado di fare al momento dell’acquisto, cosa abbiamo intenzione di fare con la barca, con chi condivideremo la nostra esperienza in mare e quanto budget possiamo dedicare in modo sereno a questa passione. Quando avremo le risposte a queste domande allora potremo cominciare a cercare la barca sui siti specializzati come iNautia e presso i circoli, dove troveremo anche tante persone disposte ad aiutarci nella scelta della barca giusta.

Maggiori informazioni su: Come scegliere una barca a vela