Come cominciare a navigare in barca

Autore Angelo Colombo
27/06/2019

Come iniziare a vivere un’esperienza della quale la maggior parte delle persone non vorrà più fare a meno.

  • Se non si ha nessuna esperienza in mare, un corso per derive o corso per patente entro le 12 miglia possono essere delle ottime opzioni per acquisire le competenze basiche per gestire una barca.
  • Una volta acquisite le basi, l’apprendimento continuerà attraverso la pratica, dal momento che l’esperienza è sempre frutto della combinazione tra conoscenza ed esercizio.  

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Navigare è un’esperienza che, a prescindere dal mezzo che si sceglie per farlo, coinvolge i nostri sensi, il nostro corpo e la nostra psiche in modo totale. Il rapporto con il mare è fatto di luci, colori, sapore dell’acqua, odori condizionati dall’ambiente salmastro, esperienze tattili con materiali diversi da quelli consueti e spesso umidi o bagnati, il tutto mentre stiamo utilizzando il nostro fisico e la nostra mente per condurre un mezzo sospeso tra aria e acqua. Detta così sembra banale, ma chiunque scelga di vivere l’esperienza della navigazione per la prima volta si trova a prendere coscienza di quanto appena descritto. Non solo, perché si tratta di sensazioni ed emozioni che penetrano il nostro bagaglio esperienziale in modo incisivo, spingendo chi si appassiona a voler ripetere l’esperienza.

Come cominciare? 

Uscire in mare sulla barca di un amico è sicuramente un modo eccellente per capire se si vuole fare il grande passo verso la conduzione autonoma di una barca, con tutto quello che ne deriva in termini di gratificazione e libertà. Questo però ha il limite che spesso l’amico esperto non è molto generoso nell’insegnare. Non è una colpa, ma per esperienza sappiamo che le occasioni per imparare così sono poche e soprattutto non organizzate per agevolare l’apprendimento.

Corso per derive

Si può cominciare con un corso per derive presso uno dei tanti circoli presenti sulle coste italiane. Non sono particolarmente costosi e offrono numerose occasioni per apprendere molto su mezzi tutto sommato semplici.

Perché suggeriamo di avviare l’esperienza in mare partendo da un corso per derive? Perché sono barche su cui è possibile conoscere e mettere in pratica le basi di “arte marinaresca” utili per uscire in mare, quindi, imparare a fare numerosi nodi nel modo corretto, gestire l’attrezzatura imparandone la nomenclatura. Inoltre, in navigazione impongono di imparare rapidamente l’effetto della gestione di ogni singola manovra stimolando l’attenzione e dunque l’apprendimento, sulla funzione di ogni singolo componente della barca. Non è tutto, perché la deriva per sua natura tende a essere instabile, il che agevola l’apprendimento per esperienza di quella dote che in barca è fondamentale, ossia, “sentire” la barca sotto i piedi e gestirla sempre con i tempi di reazione appropriati, molto più rapidi sulle derive di quanto non siano su mezzi più grandi. “Sentire” la barca è un’abilità che ci accompagnerà per il resto della nostra vita in mare, aiutandoci a percepirne il comportamento in ogni istante e ottenere così sempre l’assetto ideale per navigare in sicurezza e in modo efficace. 

1080x1080_c_laser_03 Un corso per derive può essere un'ottima opzione per acquisire le competenze basiche per gestire una barca.

Pensate questo sia un consiglio per chi intende cominciare a navigare sapendo che lo farà sempre e solo a vela? Sbagliato, perché avere le basi del velista su deriva aiuta molto anche chi andrà solo a motore. L’arte marinaresca sarà la stessa, la sensibilità sull’assetto del mezzo è un bene prezioso anche per chi va a motore. Gestire la navigazione per andare da un punto a un altro non cambia se non per le variabili della propulsione, quindi a motore potremo fare una rotta diretta tenendo conto del carburante imbarcato e della distanza totale, mentre a vela faremo i conti con la direzione del vento e le ore utili per andare e tornare, per scongiurare l’arrivo di una buriana o della bonaccia. Questo è il motivo per cui riteniamo che la deriva, soprattutto per i più giovani, sia il mezzo ideale per approcciare al piacere di navigare. 

Se dopo aver realizzato il corso per derive decidete di acquistare la vostra prima barca a vela,  in questo articolo vi diamo alcuni consigli per scegliere quella giusta.

Corso per patente entro le 12 miglia

Se passare per una deriva e un corso estivo non è proprio nei nostri programmi, niente paura, si può optare per un corso per patente entro le 12 miglia, magari per il rilascio dell’abilitazione al comando di imbarcazioni da diporto a motore, che non richiede grandi abilità o competenze teoriche, ma di sicuro permette di apprendere tutte quelle nozioni utili per gestire una barca, anche se piccola e con motore di potenza inferiore ai 40,8 HP. Posto che fare entrambe le cose a nostro modesto avviso sarebbe la soluzione migliore.

Considerare la patente nautica solo come un balzello burocratico è un errore indotto molto spesso da chi, già esperto, lo vive in questo modo per poter condurre una barca con motore che per caratteristiche impone il possesso dell’abilitazione. Per un neofito un corso per patente nautica è in realtà un’occasione importante per comprendere le numerose variabili che ognuno di noi deve sempre tenere in mente quando decide di uscire in mare, magari con la famiglia e i bambini piccoli. Non siamo tra chi considera necessario rendere la patente obbligatoria per chiunque voglia navigare a prescindere dal mezzo che sceglie per farlo, ma riteniamo comunque il corso per patente nautica, se fatto seriamente, un’occasione preziosa.

Diego Yriarte Un corso per patente nautica è un’occasione preziosa per comprendere le numerose variabili da tenere in mente quando siamo in mare.

In mare il più esperto è sempre il mare

Chi scrive ha vissuto in mare come professionista per molti anni, e uno dei mantra che si è sentito ripetere all’infinito, nonostante la pregressa esperienza come diportista cominciata da bambino, era: “ricordati che in mare il più esperto è sempre il mare”. In mare e sulle banchine di fenomeni ne incontreremo tanti, ma senza umiltà e quindi conoscenza ed esercizio, il mare può diventare davvero insidioso anche nelle condizioni che sembrano le più banali. I fenomeni da banchina, ripeto sono molti, e possono essere molto utili, perché se gratificati nell’ego diventano dispensatori di informazioni, sebbene queste debbano poi essere sempre verificate e fissate nel bagaglio della conoscenza con l’esperienza personale. Una delle cose che impareremo presto è la temuta tempesta estiva che arriva in dieci minuti. Sappiamo già che questo può accadere, sappiamo già che prima o poi la subiremo, ma il dispensatore di grandi storie di mare vi fornirà sicuramente qualche dettaglio utile condito da immagini leggendarie che evidenziano la sua grande capacità di gestire anche draghi e serpenti marini. 

Concludendo, uscire in mare con un amico è sicuramente il modo migliore per approcciare all’attività del navigare, se poi si è bambini e questo amico è nostro padre allora ci sta facendo davvero un gran regalo. L’esperienza però, quella che ci farà stare in mare in sicurezza godendoci sempre la navigazione, è sempre frutto della combinazione tra conoscenza ed esercizio, quindi torniamo ai consigli che abbiamo dato all’inizio.