L'invernaggio della barca

Autore Giorgio Andena
19/12/2019

In questo articolo vi parliamo di una pratica importante: l’invernaggio della barca. Ecco i consigli per effettuare questa operazione in sicurezza e senza il rischio di rovinare la nostra imbarcazione.

  • Motore, interni ed esterni: nella pratica di rimessaggio ed invernaggio è fondamentale prendersi cura delle varie componenti per far si che la nostra imbarcazione si conservi al meglio durante la stagione fredda.

  • Questa è un’operazione da programmare con cura e senza fretta, maggiore prevenzione porta prevenire costi e grattacapi per la stagione successiva.

I passi da seguire per un corretto invernaggio:

Esterni e carena

Interni

Acciaierie

Motore

Batterie, bombole e serbatoi

Elica

Vele

Copertura

Rimessaggio

Con la stagione nautica agli sgoccioli molti diportisti scelgono di aspettare il ritorno della bella stagione per tornare a navigare e, se vogliamo tutelarci da danni e spese in primavera, l’invernaggio è sicuramente una pratica da non sottovalutare.

Prima di parlare del rimessaggio vero e proprio della barca, è bene tenere a mente che, prima di ritirare la barca dal mare, dovremo svolgere una serie di operazioni di controllo e pulizia in modo da avere a disposizione la barca al 100% al ritorno della bella stagione.

Esterni e carena

Per prima cosa dovremo munirci di spugne e scopettoni per pulire la parte esterne della barca; potrebbe essere di grande aiuto anche l’utilizzo di un’idropulitrice, in quanto la pressione dell’acqua permetterà di rimuovere ciò che rimane della vernice antivegetativa che dovrà essere applicata di nuovo prima del varo in primavera. Una volta pulito lo scafo, risulterà molto più facile individuare eventuali danni e aree bisognose di intervento. Prima di utilizzare qualsiasi prodotto sulla parte esterna dello scafo è ben verificarne l’utilizzabilità e i parametri di sicurezza: esistono diversi kit e resine indicate per superfici come il/la vetroresina o il legno.

pulizia carena L'utlizzio di un'idropulitrice renderà più veloce la riozione di sale, calcare e vernice antivegetativa obsoleta.

Interni

Una volta pulita la parte esterna dovremo dedicarci alla pulizia degli interni. Con detergenti e lucidanti adatti si dovranno pulire a fondo pavimenti, cuscinerie, quadro comandi e via dicendo. Inizialmente è consigliata una passata con acqua dolce, per passare successivamente ad elementi più tecnici come il teak, che necessita di una cura periodica e l’utilizzo dei prodotti giusti in modo da mantenerlo lucido ed elegante. Anche il WC, se presente, dev’essere pulito e disincrostato con aceto e disinfettante. Come nel caso degli altri interni, si può far girare inizialmente acqua dolce per poi svuotare il tutto e gettare dell’olio bianco così da proteggere la superficie da eventuali parassiti, oltre a mantenere morbide le membrane. L’interno, inoltre, va sigillato per scongiurare il proliferare di topi sottocoperta: ogni buco può essere una potenziale entrata, quindi dovremo tappare qualsiasi pertugio, concentrandoci sul buco della catena ed applicare retine di ferro nelle posizioni più scomode.

Acciaierie

L’acciaio non è eterno, anzi, sulle barche la ruggine è sempre in agguato a causa del continuo contatto con l’acqua. Prima di procedere al rimessaggio è buona norma dedicare tempo e cura ai vari articoli nautici in acciaio: sostituire gli elementi compromessi e rimuovere macchie di ruggine estese con appositi panni abrasivi e successivamente passare con prodotti lucidanti. Si pensa che sia meglio effettuare questa operazione poco prima del varo, ma giocare d’anticipo risulta la scelta più azzeccata: in primavera, infatti, si potrà procedere ad una pulizia più superficiale avendone già fatta una approfondita in inverno.

Motore

Un aspetto fondamentale quando si parla dell’invernaggio della barca è sicuramente la manutenzione del motore, momento di massima cura del cuore dell’imbarcazione.

Prendersi cura del motore prima del rimessaggio garantirà migliori prestazioni in primavera ed una vita prolungata

Innanzitutto bisognerà svuotare il serbatoio eliminando il carburante rimasto, per poi sostituire il filtro di chiusura delle valvole: basterà chiudere le valvole per evitare la formazione di condensa e sigillare di scarico con nastro adesivo, oltre a ricordarsi di sostituire il filtro del carburante in primavera. In seguito dovremo bruciare il carburante in eccesso estraendo il para-scintille ed eseguendo due cicli di olio fogging nel carburatore, per poi pulire il motore con un panno impregnato d’olio.

Come per la cura esterna ed interna, sarà necessario eliminare incrostazioni di sale o calcare attraverso l’uso di acqua dolce e di uno spazzolino che non graffi la pittura. In questa fase della pulizia potremo anche verificare lo stato degli anodi di zinco e sostituirli nel caso siano molto usurati. In seguito si passerà al ricircolo con acqua dolce, processo che richiede un approccio diverso per motori entrobordo e fuoribordo. Nel primo caso il ricircolo dev’essere effettuato sfruttando direttamente il filtro di aspirazione dell’acqua immettendo in circolo acqua dolce con antigelo. Per quanto riguarda i motori fuoribordo il ricircolo dovrà essere effettuato sfruttando apposite cuffie per il lavaggio. Mezz’ora sarà più che sufficiente per poter liberare tutti i depositi di sale rimasti all’interno del motore in modo da liberarne le arterie. Talvolta ci si trova davanti ad incrostazioni di calcare che ostruiscono pericolosamente i condotti: in questo caso è necessario utilizzare dei prodotti appositi (in caso non ne avessimo a disposizione si può provare con dell’aceto).

Liberati i condotti fuoribordo, si può procedere a far girare il motore per due minuti con il piede immerso in un contenitore di acqua dolce e di liquido antigelo (o vaselina) così da rendere i condotti più resistenti all’ossidazione. Per terminare le operazioni relative all manutenzione e pulizia del motore, si dovrà estrarre tutto l’olio esausto e sostituirlo prestando attenzione in base al modello così da garantire una perfetta lubrificazione durante il periodo di fermo della barca.

antigelo Il liquido antigelo evita la formazione di blocchi di ghiaccio e rende i condotti più resistenti all’ossidazione.

Batterie, bombole e serbatoi

Per evitare che le batterie si scarichino, è bene staccare i contatti e lasciarli sotto carica leggera se possibile; l’ideale sarebbe collegarle ad un pannello solare in modo da non sprecare energia, ma si potranno utilizzare anche dei pannelli normali attenuati da un regolatore. La batteria andrà conservata in un luogo secco ed asciutto. È molto importante staccare le bombole del gas e chiudere tutte le prese a mare. 

I serbatoi vanno svuotati dall’acqua per evitare che nel liquido stagnante prolifichino alghe e microorganismi; prima di svuotarli si può anche versare dell’aceto al fine di ridurre la formazione del calcare per poi sterilizzarli con acqua e amuchina. Una volta completate queste operazioni, il serbatoio andrà riempito fino all’orlo in modo da scongiurare la presenza di aria per i motori diesel; il gasolio proteggerà la parete metallica interna prevenendo la corrosione. Viceversa per i motori a benzina si consiglia di lasciare pochissimo carburante nel serbatoio.

Elica

L’elica è un elemento importante all’interno dell’imbarcazione e merita un’attenzione particolare. Le pale devono essere smontate, liberate dalle tracce di sale, oltre che dai rimasugli di alghe o calcare, e devono essere controllate attentamente una per una da ogni lato. Con le pale smontate si può approfittare per controllarne lo stato e, in caso di ammaccamenti, sostituirle. Prima di montare di nuovo l’elica si consiglia di lubrificare le striature dell’asse con dell’olio specifico.

invernaggio elica Per assicurare un corretto funzionamento dell'elica, occorre ripulirla a fondo da entrambi i lati e applicare prodotti specifici per scongiurare l'eccesso di alghe e sale.

Vele

Nel caso delle barche a vela, è dobbiamo prestare particolare attenzione alla cura delle vele e delle loro strutture. Si deve controllare che non ci siano piccoli strappi o graffi nelle cuciture oltre a verificare la presenza di tagli al tessuto al momento di raccogliere le vele. Va prestata particolare attenzione alle zone di maggiore sfregamento e tensione come l’angolo di drizza, l’angolo di mura, l’angolo di scotta e l’angolo di penna. Dopo aver controllato le vele potremo procedere a ripiegarle con cura e conservarle all’asciutto senza dimenticare di lubrificare per bene tutte le parti mobili dell’albero.

Copertura

Come ultima operazione prima del rimessaggio non ci resta che coprire la nostra barca. Esistono teli di differenti spessori e misure, per interni e per esterni: i teli esterni sono molto più robusti e permettono di proteggere la barca dalle intemperie ed è ideale per le barche in banchina così come per quelle ormeggiate dietro casa, anche per scoraggiare possibili malintenzionati. I teli interni, sempre più diffusi ultimamente, sono dotati di elastici adattabili per coprire tutta la superficie e proteggere la barca dalla polvere e da eventuali insetti ed animali in cerca di rifugio.

Rimessaggio

Ora dobbiamo il luogo in cui la nostra barca riposerà per tutto l’inverno. Terminate tutta questa serie di manutenzioni e controlli, si può passare al rimessaggio definitivo della barca; ne esistono di due tipi: in acqua e a secco. Il rimessaggio a in acqua è conveniente per chi abita vicino al mare e ha l’intenzione e la possibilità di navigare con cadenza più o meno regolare anche in inverno. Questa scelta non elimina la necessità dell’alaggio che dev’essere comunque effettuato almeno una volta all’anno. Tirare la barca a terra, viceversa, comporta una comodità maggiore durante le operazioni di pulizia e manutenzione, garantisce maggiore sicurezza per quanto riguarda intemperie, mareggiate e possibili furti in banchina e, soprattutto, permette alla barca di soffrire di osmosi e umidità in maniera sensibilmente ridotta rispetto al rimessaggio in acqua. Naturalmente, uno dei contro di questo tipo di rimessaggio è il fatto di non avere la barca a disposizione per uscite autunnali, ma se abbiamo già deciso di non utilizzarla durante i mesi freddi non sarà un problema.

Avere a disposizione un posto barca per un periodo così lungo, che sia a secco in acqua, può essere particolarmente costoso. La soluzione migliore, quindi, è quella di scegliere cantieri navali o broker che possano ospitare la barca nella propria rimessa, servizio ampiamente diffuso in Italia con cantieri come Bellini (Lago d’Iseo), Imperia Yacht Service (Imperia), Base Nautica Flavio Gioia (Gaeta), Rimini Service (Rimini), Sudcantieri (Pozzuoli) e Ogliastra Yacht Service (Tortolì).

Presso il cantiere Bellini Nautica si può scegliere tra diverse formule di rimessaggio barche, da quello annuale al mensile, passando per lo stagionale o l’invernale.

Le operazioni di invernaggio e rimessaggio, dunque, non sono una passeggiata né qualcosa da lasciare all’ultimo momento senza organizzazione. Chi lo effettua per la prima volta avrà bisogno di più tempo e di un programma più preciso, mentre chi è abituato avrà più dimestichezza e impiegherà meno tempo nel completare tutte le operazioni.Queste operazioni, però, oltre ad assicurarci una barca in perfetto stato in primavera e ad evitare scomode ed inutili spese, ci permette di conoscere in maniera più approfondita la nostra barca, i suoi accessori ed i suoi articoli di manutenzione; ci risulterà molto più chiaro a cosa servono spray e prodotti, sapremo come pulire a fondo acciaio e legno e quanto può pesare una vela smontata e piegata.

Per maggiori informazioni sulla manutenzione: Manutenzione della barca