Motori elettrici marini

Autore Angelo Colombo
25/02/2021

Una volta la navigazione a vela e a remo rappresentavano le uniche due soluzioni ‘green’ in mare, ma oggi giorno la propulsione meccanica può vantare questa caratteristica grazie ai moderni motori elettrici. In questo articolo vogliamo offrire una panoramica sui motori elettrici marini disponibili sul mercato, partendo dagli elementi che compongono i sistemi di propulsione di questo tipo e i suoi vantaggi e svantaggi.

Motori elettrici marini

Parlando di motori elettrici marini, il grande dubbio di molti diportisti riguarda dove e come vengono smaltite le batterie, ma in questo articolo ci limiteremo alle emissioni rilasciate in atmosfera o in acqua da questo tipo di propulsione; in ogni caso esistono già molti strumenti di riciclo di buona parte dei materiali utilizzati per gli accumulatori. Detto questo, esistono anche altre questioni legate all’ambientalismo, come ad esempio lo smaltimento del grande parco di barche in composito da demolire evitando di passare per sistemi inquinanti come la pirolisi. 

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L’elettrico, quindi, non deve essere additato come una ‘non soluzione’, dal momento che a fine ciclo si devono smaltire le parti esauste, processo che risulta comunque meno inquinante rispetto agli elementi che rilascia un normale motore endotermico nel corso della sua vita (gas, liquami e smaltimento dei residui meccanici). La soluzione elettrica è un’opzione concreta per la nautica da diporto, ma anche per quella professionale in molti casi: come dimostra il mercato automobilistico, rappresenta la soluzione del futuro.

Composizione, vantaggi e svantaggi del motore elettrico

La propulsione elettrica è formata da una serie di componenti: il motore vero e proprio, i banchi batteria, i sistemi di ricarica e i generatori per sistemi ibridi o i piccoli motori per sistemi ibridi dove la potenza endotermica è è utilizzata anche per la spinta, oltre che per la ricarica.

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I vantaggi del motore elettrico sono sicuramente l’assenza di emissione gassose o inquinanti di qualsiasi natura durante il suo esercizio, e nel caso dei sistemi ibridi consumi minori, ingombri e manutenzioni drasticamente ridotte e rumorosità di esercizio praticamente nulla.

Motore elettrico

Svantaggi? In linea teorica potremmo dire che non ne esistono, a patto che il diportista ‘green’ sia disposto a rinunciare a prestazioni elevate per poter contare su un’autonomia assimilabile a quella dell propulsioni endotermiche. Il vero proprio tallone d’Achille del motore elettrico rimane ancora oggi il bilanciamento, per questo motivo sono stati sviluppati sistemi ibridi che permettono di utilizzare i motori endotermici come generatori o come macchine da impiegare in potenza combinata, ossia in tandem con i motori elettrici.

Soluzioni elettriche sul mercato

Questo tipo di soluzioni si rivela ancora oggi necessario principalmente sulle grandi barche, per le quali la potenza utile per garantire un’adeguata spinta è molto elevata e l’autonomia un fattore determinante tra le caratteristiche tecniche del mezzo. 

Sul mercato internazionale esistono diverse aziende che da qualche tempo si sono spinte verso la ricerca per ottimizzare sempre di più il processo che porta alla creazione di sistemi propulsivi ibridi, sebbene l’Italia vanti il primato: nel 2008, infatti, il cantiere Mochi Craft appartenente al Gruppo Ferretti ha presentato il suo Mochi Craft Long Range 23, il primo yacht ibrido di dimensioni importanti (24 metri di lunghezza), frutto di studi molto accurati sia per quanto riguarda la propulsione, sia per l’idrodinamica. Uno yacht che ha anticipato i tempi non trovando un particolare successo commerciale, ma che sicuramente ha tracciato la via dello sviluppo di soluzione simili esponendo all’attenzione dei diportisti un’alternativa ai motori endotermici, fino ad allora considerati l’unica soluzione possibile.

Mochi Craft Long Range 23 Il Mochi Craft Long Range 23 è frutto di studi molto accurati per quanto riguarda la propulsione e l'idrodinamica. Foto: yachtworld.com.

A distanza di oltre 10 anni sono cambiati gli accumulatori, gli impianti e i motori sempre più piccoli ed efficienti, ma anche le barche, perché per ridurre la dispersione di energia è necessario alleggerirle e dotarle di linee d’acqua capaci di offrire resistenza inferiore sacrificando qualche nodo di velocità. Nel mondo delle piccole barche l'approccio è stato diverso, infatti, trattandosi principalmente di motori piccoli e normalmente fuoribordo, i costruttori di questo segmento si sono inizialmente dedicati a sistemi di piccola potenza, grazie ai quali potevano garantire autonomie adeguate ai mezzi di destinazione. Successivamente, con lo sviluppo dei sistemi elettrici, le potenze sono andate sempre aumentando, fino ad arrivare all’offerta di fuoribordo adatti a barche per escursioni costiere con tutta la famiglia.

Barche con motore elettrico

Dopo il Long Range 23, altri cantieri si sono dedicati allo sviluppo di soluzioni simili, fino ad arrivare a yacht di oltre 40 metri come nel caso del Columbus 40 MT Hybrid - yacht made in Italy con propulsione ibrida - che ha permesso di rompere con la tradizione facendosi apprezzare particolarmente per le qualità estetiche, funzionali, ecologiche e tecniche. Anche i grandi cantieri olandesi non si sono fatti attendere, investendo nello sviluppo di grandi yacht a propulsione ibrida, come nel caso di Royal Huisman e Feadship. Tra gli altri costruttori che hanno affrontato il tema per primi troviamo Minn Kota, costruttore americano che produce piccoli power troller dedicati ai pescatori sportivi; altro valido esempio è quello di Torqueedo, produttore tedesco che ha saputo imporsi partendo da piccoli motori che da subito hanno mostrato un’efficienza interessante sviluppando successivamente potenze fino agli 80 HP per i fuoribordo e 136 HP per gli entrobordo. L’azienda tedesca ha allargato i suoi orizzonti sul panorama elettrico in mare anche verso soluzioni ibride e accumulatori sviluppati in concorso con aziende automobilistiche già impegnate in tali direzioni ottenendo dei sistemi davvero molto efficaci, sebbene un po’ costosi. 

columbus 40 mt hybrid Il 40 MT Hybrid di Columbus ha permesso di rompere con la tradizione facendosi apprezzare particolarmente per le qualità estetiche, funzionali, ecologiche e tecniche. Foto: y.co.

Huracanpower è un ulteriore esempio di sviluppo di sistemi completi di propulsione idraulica nautica, proponendo diversi sistemi in grado di soddisfare un ampio pubblico con motori fino a 30 KW (40,8 HP) ai quali si sommano i sistemi ibridi e gli accumulatori sviluppati e selezionati dal produttore italiano. Arriva dall’Austria, invece, Aquawatt, che produce motori fuoribordo elettrici di sicuro interesse per prestazioni e affidabilità, con potenze che arrivano fino a 40 HP circa. La particolarità di questi sistemi è il fatto di essere stati concepiti per essere impiegati anche per lo sci nautico e, dunque, anche in acqua interne interdette alla navigazione a motore. Impegnata sin dal 2004 nello sviluppo di soluzione elettriche e ibride, infine, anche l’azienda americana Electric Yacht ha cominciato a presentare nel 2010 questo tipo di motorizzazione offrendo potenze elettriche paragonabili a quelle di un motore diesel da circa 40 HP.

Il presente (e il futuro) dei motori elettrici

Abbiamo appena citato solo alcuni degli attuali produttori di motori elettrici per la nautica; negli ultimi anni, infatti, si sono moltiplicate le aziende che stanno sviluppando progetti in tal senso con soluzioni interessanti, sebbene ancora poco note sul mercato. Anche i produttori storicamente dedicati alla produzione di motori endotermici stanno portando avanti campagne di studio per lo sviluppo di alternative elettriche, ma come è lecito attendersi, aspettano che i tempi siano più maturi per cominciare a sostituire e aggiornare la gamma attuale.

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La corsa all’elettrico ha prodotto alleanze molto interessanti tra produttori di motori, accumulatori, sviluppatori di software dedicati alla gestione degli impianti, progettisti navali e cantieri. Un fermento molto accattivante da seguire, dato il coinvolgimento dei grandi gruppi industriali orientali, statunitensi ed ed europei specializzati nello sviluppo e produzione di motori, accumulatori e altri componenti, ma anche tante piccole realtà locali dalle quali emergono soluzioni capaci di alzare l’asticella dello sviluppo. Si tratta di un periodo sicuramente stimolante per chi lo vive in modo professionale, ma anche per i diportisti che in questo modo possono davvero pensare di passare a un’imbarcazione elettrica potendo accedere, per esempio, anche alle aree marine protette senza alcuna limitazione, consapevoli che la loro presenza non arrecherà danno ad ambiente e fauna.