Motori marini

Autore Angelo Colombo
11/02/2021

Esistono diverse tipologie di motori marini che si differenziano per struttura, posizione e propulsione. In questo articolo presentiamo brevemente le diverse opzioni di motorizzazione disponibili al giorno d’oggi, elencandone i principali pregi e difetti. 

  • Elencheremo i sistemi di propulsione più comuni: fuoribordo, entrofuoribordo, entrobordo, ibrido ed elettrico
  • All’interno delle varie categorie si troverà una breve descrizione e aspetti positivi e negativi dei vari motori marini

motori marini

Motore fuoribordo

Motore entrofuoribordo

Motore entrobordo

Motori elettrici e soluzioni ibride

Motore fuoribordo

Il fuoribordo è sicuramente il sistema propulsivo più diffuso attualmente presso il grande pubblico della nautica da diporto, in particolare negli ultimi anni il suo impiego ha registrato un incremento in termini numerici grazie a potenze sempre più alte. Questo tipo di scelta permette di avere motori piú economici, facilmente riparabili o sostituibili e un punto di spinta più favorevole per prestazioni e manovrabilità elevate. Gli aspetti negativi di questa scelta rispetto ad altre soluzioni possono essere individuati principalmente nella loro installazione sullo specchio di poppa - che limita la vivibilità dell’area - in contrapposizione con lo spazio libero lasciato all’interno dello scafo e spesso utilizzato per un’ulteriore cabina. Per poter offrire potenze elevate e pesi sopportabili dalla struttura della barca, questi motori sono quasi esclusivamente a benzina, e quindi dei quattro tempi molto evoluti dal punto di vista tecnico ma pur sempre alimentati a benzina. 

Il motore della barca

motore fuoribordo Il motore fuoribordo è montato all’esterno dello scafo e assicura prezzi più economici, un punto di spinta favorevole e manovrabilità elevata. Foto: companymarine.it.

Motore entrofuoribordo

Con questo tipo di trasmissione entriamo nell’area dei motori contenuti all’interno dello scafo, ma la definizione entrofuoribordo rappresenta un motore entrobordo accoppiato con una trasmissione fuoribordo, ovvero posizionata sullo specchio di poppa. Questa soluzione permette di installare i motori nella porzione poppiera della barca, lasciando i volumi centrali dello scafo liberi di essere impegnati per la vita di bordo. Anche in questo caso, la manovrabilità è molto elevata, ma a differenza di quanto accade con i motori fuoribordo, si beneficia di trasmissioni totalmente immerse che permettono di avere a disposizione una plancia poppiera, anche detta ‘spiaggetta’.  

Come scegliere il motore della barca

motore entrofuoribordo Motore entrofuoribordo. Modello: Volvo Penta D3-200. Foto: nauticexpo.it.

Motore entrobordo

La soluzione entrobordo vede il motore all’interno dello scafo e la trasmissione collegata al propulsore, tranne nel caso delle trasmissioni di superficie, dove è posizionata sotto la linea di galleggiamento all’interno della sagoma della carena. Questo tipo di motorizzazione offre la possibilità di risparmiare spazio a bordo (riutilizzabile per una spiaggetta), ed il propulsore e l’elica sono ben protetti rispettivamente dal vano motore e dalla carena, un vantaggio in termini di sicurezza non da poco quando si fa il bagno in prossimità della barca. Lo spazio è sfruttato aumentando le superfici calpestabili con una piattaforma per entrare ed uscire dall’acqua senza problemi. Inoltre, la soluzione entrobordo tende ad essere più silenziosa rispetto alle altre tipologie.

yanmar-entrobordo Con il motore entrobordo si ha la possibilità di guadagnare spazio a bordo e riutilizzarlo per una spiaggetta. Modello: Yanmar 3JH40. Foto: boatmag.it.

Motori elettrici e soluzioni ibride

Come nel settore dell’automobile, anche nella nautica sta prendendo sempre più piede la tendenza all propulsione elettrica; questo tipo di motorizzazione sfrutta le onde solari e le trasforma in energia utilizzabile per muovere la barca. Il grande nodo da sciogliere in questo caso è rappresentato dal rapporto tra prestazioni e autonomia, dettato dalla capacità di accumulare energia elettrica da una parte e di contenere l’energia dissipata. Per ovviare ai limiti dettati dalla capacità di accumulo dell’energia elettrica si è fatto ricorso alla soluzione ibrida: ci si avvale di un motore endotermico in aggiunta a quello elettrico, dove il primo può concorrere direttamente alla spinta propulsiva generando al contempo l’elettricità utile per la ricarica delle batterie, oppure operare in tandem con il propulsore elettrico riducendo i consumi di carburante, o semplicemente un generatore elettrico di supporto alla carica delle batterie.

Barche con motore elettrico

motore elettrico Motore elettrico. Modello: Easy 3-10 kw. Foto: gardenenergy.com