Le parti di una barca

Autore Diego Yriarte
03/05/2019

Babordo, tribordo, prua, poppa ... Conoscere la terminologia nautica è molto importante per capire cosa succede a bordo della nostra barca. Esamineremo le parti principali di una imbarcazione e i termini nautici comunemente utilizzati dai marinai.

partes-de-un-barco Conoscere le parti principali di una barca e la terminologia nautica è molto importante per capire cosa succede a bordo.

Le prime parole che sentiamo del vocabolario nautico sono quelle che ci accompagneranno per sempre. Sono quelle che ci aiutano a orientarci sulla barca e a capire le conversazioni che avvengono nel porto, momento in cui si impara di più.

La gente di mare possiede un vocabolario ricco e appropriato per descrivere la loro quotidianità e il contesto che li circonda: la "terminologia nautica” che identificano chiaramente le parti e gli elementi di una barca e l'ambiente che lo circonda. Babordo, tribordo, prua, poppa e tutto un intero dizionario di parole di origine remota che si è evoluto affinché le persone a bordo si potessero intendere meglio.

Ogni parte o pezzo di una barca possiede la sua denominazione chiara e precisa, difficile da confondere, in modo tale che, combinate tra loro, sono inequivocabili. La ragione è molto semplice: il rumore assordante della navigazione durante una tempesta richiede una comunicazione precisa perché sono in gioco la barca e la vita del suo equipaggio. Fortunatamente, la tecnologia attuale rende la navigazione molto più semplice e sicura, ma possedere un potente VHF moderno e di lusso non servirà a molto se non sappiamo come usarlo.

Terminologia a bordo

In questo articolo ci concentreremo principalmente sulla terminologia più specifica delle imbarcazioni a motore, ma prima faremo una breve rassegna dell'origine di alcuni dei termini più comuni.

Molte di queste parole sono già ben conosciute nell’opinione comune, prua e poppa sono, probabilmente, le parole più diffuse della terminologia nautica. La prua costituisce la parte anteriore di una barca. Le sue prime immagini ci arrivano grazie alla snella figura delle polene, sempre tenebrose nel caso delle navi pirata.

Dalla parte opposta, vi è la poppa, cioè la parte posteriore di una barca, il cui nome deriva dal latino "puppis". Probabilmente la fonetica di questa parola si è evoluta a causa della buffa immagine che trasmetteva il comandante urlando dal ponte "vento in puppis…!". Vale la pena ricordare che i primi modelli di barche raggiunsero la loro massima velocità quando cominciarono a sfruttare l’azione del vento da poppa il vento da dietro, da poppa, di qui il nesso con la condizione di rapido avanzamento.

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"Prua" e "poppa" sono indubbiamente i termini più comuni della nomenclatura nautica. Foto: surcando.com.

 

Una delle evoluzioni più curiose è quella delle parole tribordo (verde) e babordo (rosso), relative alla posizione del timone e al lato di scarico delle prime imbarcazioni che commerciavano nel Mediterraneo. La loro evoluzione fonetica è passata attraverso diverse lingue.

Ma perché non utilizzare i termini destra e sinistra? La ragione è molto semplice: gli equipaggi si muovevano indistintamente tra prua e poppa e la confusione era enorme tra quelli che andavano e venivano. Così è stato stabilito che guardando da poppa a prua, tribordo è sempre la destra (dritta) e babordo la sinistra, a prescindere dal senso di navigazione, o di circolazione di un membro dell'equipaggio. Così come la poppa e la prua, è previsto un luogo che divide la barca in quattro aree.

Rotta

Molte parole legate alla nautica vengono condivise con l’aeronautica, considerato che l'aereo è come una nave. Effettivamente esse condividono non solo le parole ma anche i principi fisici. Per quanto riguarda la navigazione, è indubbio che abbia contribuito alla diffusione della parola "rotta”. La sua origine è ancora una volta latina, condivisa con la parola rombo, e il suo accesso nel gergo marinaresco è riferito probabilmente a degli elementi usati dai maghi per far ruotare un oggetto che indicava la direzione e successivamente all'uso della bussola.

Chiglia

Sono molte le apparizioni di barche al cinema criticate sotto l'aspetto tecnico della navigazione, ma è anche vero che ciò ha contribuito alla diffusione culturale con frasi come "passatelo sotto la chiglia". Se non fosse per questa terribile punizione piratesca, in pochi saprebbero dell'esistenza di questa parte sommersa della barca. La chiglia è, insieme al timone, una delle appendici dello scafo e la responsabile di uno dei grandi progressi della navigazione commerciale a vela, prima del motore, che ha permesso di ridurre l'angolo rispetto alla direzione del vento e quindi di aumentare considerevolmente il numero di miglia per percorso. La chiglia, sia nelle barche a motore che a vela, contribuisce anche alla stabilità e diminuisce il rischio di sbandamento.

Per saperne di più sui tipi di chiglia, leggi anche: Parti di una barca a vela: scafo, chiglia, timone, alberatura

5-quillas-corrida-recta-bulbo-pantoque Diversi tipi di chiglia: chiglia lunga, chiglia a pinna, chiglia a bulbo e chiglia di rollio. Illustrazione: Claudia Myatt.

Glossario nautico essenziale

Tornando al caso specifico delle barche a motore, ordineremo il nostro glossario in ordine alfabetico, al fine di renderlo più facile da consultare. La stragrande maggioranza di tali termini si applicano anche alla navigazione a vela e alle relative barche.

Aggottare o sgottare: è l’azione di estrarre l’acqua fuori bordo, dalla falchetta, mediante pompe di sentina elettriche o manuali e se la quantità d’acqua è maggiore, con l’aiuto di un secchio.

Ancorare: manovra mediante la quale viene scelti il luogo e il fondale appropriati (preferibilmente sabbia e molta attenzione a non danneggiare la Posidonia!) in cui gettare ancora, catena e cavo, per fissare la barca in una determinata posizione, considerando il cerchio di ingombro provocato  dall'azione del vento o della corrente.

Anemometro: strumento utilizzato per misurare l'intensità del vento. Questa può essere espressa in diversi modi: attraverso i nodi, equivalenti a 1852 km/h, o anche la scala di Beaufort che va da 0 a 12, dove la calma equivale a 0 e 12 a un uragano con venti di più di 118 km / h.

AIS: in inglese, Automatic Identification System. L’obiettivo principale di questo sistema è di consentire alle imbarcazioni di comunicare la loro posizione e altre informazioni pertinenti, in maniera tale che altre barche o porti possano individuarla per evitare collisioni.

Banda Marittima: gamma di frequenze usate per la comunicazione tra le navi attraverso la radio di bordo, VHF.

Bitta: è il pezzo che, posto sul bordo di un molo, serve alle imbarcazioni per rendere fissare le loro linee di ormeggio.

Boa di segnalazione: detta anche gavitello, è un elemento galleggiante ancorato in un determinato punto per segnalare qualcosa. In caso di segnalazione di un pericolo è chiamato segnale marittimo.

Boccaporto: apertura quadrata, rettangolare o rotonda, normalmente dotata di chiusura ermetica.

Bordo libero: distanza tra il ponte e la linea di galleggiamento della barca.

Canale: fiume navigabile o area di navigazione all’ingresso dei porti; oppure zona delimitata da boe, banchi di sabbia o rocce. In Europa, l'IALA (Associazione Internazionale delle Autorità per i Fari) regola il sistema dei segnalamenti marittimi "A". Nel sistema "A", un’imbarcazione che entra dal mare verso il porto utilizzando un canale di boe deve lasciare le boe e i segnali verdi a dritta.

Candeliere: barra verticale che sostiene i corrimano, le ringhiere (anche dette battagliole), o i cavi (anche detti draglie) che corrono intorno alla coperta.

Carenaggio: tirare la barca fuori dall’acqua per collocarla nel bacino di carenaggio ed effettuare riparazioni sulla carena.

Cavo: "A bordo, l'unica corda è quella dell'orologio", tutto il resto sono cavi: cime di ormeggio, cavo di drizza, ecc.

metales-a-bordo-3 "A bordo, l'unica corda è l'orologio", tutto il resto è corde. Foto: Jordi Maseras.

Cazzare: tendere una corda

Chiglia: è la parte centrale della barca che corre dalla prua alla poppa, su cui si appoggia il telaio.

Compartimento stagno: zona chiusa di un’imbarcazione in cui non entra acqua.

Corpo morto: elemento depositato nei porti e che unito ad una boa d’ormeggio in superficie, consente di ormeggiare le imbarcazioni senza utilizzare l'ancora.

Dislocamento: il principio di Archimede lo riassume alla perfezione: “ogni corpo immerso in un fluido riceve una spinta verticale e verso l'alto, uguale al peso del fluido spostato”. Si tratta sostanzialmente del peso della barca.

Diritto di prua: (asta di prua, ruota di prua o ruota di prora): prolungamento della chiglia verso la prua. Si parla di diritto di prua nelle barche antiche, dell’epoca in cui, in determinate condizioni, erano più lente dell'onda.

Elica: insieme di pale o alette che ruotano intorno a un asse che muovono l'acqua, producendo una forza propulsiva che determina l’avanzamento della barca.

Fiancata: ciascuno dei lati della barca, separati da una linea centrale o da un corridoio (fiancata sinistra o fiancata destra).

Galloccia: elemento di metallo o legno fisso posizionato sul ponte di un’imbarcazione. Può trovarsi a prua, a poppa o nella fascia laterale e viene utilizzata per incappellare cavi di ormeggio o rimorchi. Viene utilizzata anche sulla terraferma dove viene chiamata bitta.

Falchetta: Bordo rialzato dello scafo che costeggia la coperta di una imbarcazione.

Flybridge: è una terrazza aperta sul ponte principale di una barca o di un cruiser cabinato, solitamente dotati di doppi comandi. Permette di avere una migliore visibilità e la fantastica sensazione del vento sul viso.

astondoa-80-flybridge-copy L'Astondoa 80 Flybridge è un esempio di una barca con un flybridge, ossia con una terrazza aperta sul ponte principale.

Grillo: arco metallico a forma di “U” i cui estremi sono fissati mediante una vite, anche se esistono molte forme di grilli a seconda dell’utilità. Solitamente viene utilizzato per fissare la catena con l’ancora, o anche per ormeggiarsi ad una boa.

Incagliarsi: condizione in cui la chiglia tocca il fondale marino.

Inclinazione: inclinazione o sbandamento di una barca su un fianco dovuta allo stivaggio o all'azione del vento.

Increspare: azione del vento sul mare che forma minuscole onde. Si utilizza per dire che il mare sia increspato.

Intensificare: riferito all'azione del vento o delle onde quando ne aumenta l'intensità.

Isobara: linea che unisce i punti con la stessa pressione atmosferica. La distanza che separa una isobara da un'altra determina l'intensità del vento. Più sono unite, maggiore è l'intensità del vento.

Latitudine: distanza angolare da un punto sulla superficie terrestre fino al parallelo dell'equatore; viene misurata in gradi, minuti e secondi sopra i meridiani.

Libero/a: conferma di aver sollevato le ancore o rilasciato gli ormeggi da un molo, da una boa, ecc.

Longitudine: distanza angolare da un punto sulla superficie terrestre al meridiano di Greenwich, determinato dall'arco dell'equatore compreso tra tale meridiano e il punto di Terra considerato. Viene misurato in gradi, minuti e secondi fino ai 180 °.

Larghezza: larghezza dello scafo. Può essere interna, esterna o massima.

Lunghezza: longitudine di una barca.

Manovra: azione o insieme di azioni riguardanti il movimento una barca. Ad esempio si parla di: manovra di ormeggio, manovra di ancoraggio, manovra di virata, ecc.

Marea: è la condizione del mare che raggiunge la sua massima altezza prima di cessare la sua crescita.

Miglio marino: è la misura della longitudine utilizzata di comune accordo in mare ed è equivalente a 1.852 metri. Questa cifra si dalla lunghezza di un arco di un minuto di latitudine terrestre, misurata all'altezza dell'equatore.

Multiscafo: barca formata da diversi scafi uniti tra loro, ad esempio un catamarano.

Ombrinale: foro praticato per permettere il passaggio e il deflusso dell'acqua.

Osmosi: è un fenomeno attraverso il quale la vetroresina dell’opera viva assorbe l'acqua, formando delle bolle, causando il suo deterioramento. Allo stato attuale può essere identificata ed eliminata facilmente, ma per anni ha rappresentato un problema di difficile risoluzione.

maquina-pequen%cc%83a-010 L'osmosi è uno dei problemi più seri che possono colpire uno scafo in vetroresina.

Pannello degli strumenti: è il luogo da cui è possibile controllare i parametri di funzionamento del motore e degli elementi elettronici.

Passerella: pedana galleggiante che serve per consentire l'accesso alle barche ormeggiate in un porto.

Parabordo: è la protezione utilizzata per impedire alle barche di colpire con il molo, la marina, o con un'altra barca.

Percorso: distanza percorsa da una barca in 24 ore.

Pescaggio: detto anche immersione, ossia profondità raggiunta dalla parte sommersa di una barca nell'acqua. Quando si imposta un ecoscandaglio, è possibile installare un dispositivo che segnali il pescaggio indicando la distanza tra la linea di galleggiamento e la parte inferiore della chiglia di una barca a vela o, a seconda del tipo di trasmissione, di una barca a motore.

Priorità: il diritto di precedenza di una barca rispetto ad un’altra.

Puntale: altezza della barca dalla tra la chiglia e il baglio.

Radiofaro: faro provvisto di dispositivo radioelettrico per l’emissione di segnali. Si tratta di uno degli elementi chiave nella sicurezza di una barca perchè possa essere localizzata in caso di emergenza.

Remo: palo di legno o di metallo dotato di punta e gancio metallico su un'estremità, usato per manovrare un’imbarcazione, in particolare per ormeggiare, raggiungere un cavo, prendere una boa, ecc.

Rotta: traiettoria seguita da un’imbarcazione, direzione verso cui naviga

Sagola: è un cavo con cui ci si ormeggia ad un molo, una boa o un elemento naturale (roccia, albero, etc.).

Sbandare: quando la barca si inclina sottovento con l'azione del vento. Può avvenire anche a causa della corrente e del moto ondoso. Naturalmente, la prima cosa di cui occorre preoccuparsi se il motore smette di funzionare, è la direzione verso cui sbandiamo. La soluzione immediata, se si ha a disposizione sufficiente profondità, è quella di gettare l'ancora.

Segnale marittimo: segnale fisso o mobile utilizzato per marcare un punto geografico, un'area di pericolo o divieto di navigazione. È molto importante conoscere i segnali convenzionali del luogo in cui si naviga abitualmente e che potremmo incontrare nel corso del nostro viaggio.

Sentina: parte più profonda all’interno di uno scafo, che si trova tra il pavimento e la chiglia.

humedad-a-bordo-1 La sentina è la parte più profonda all’interno di uno scafo e si trova tra il pavimento e la chiglia.

Smorzare: riferito all'azione del vento o delle onde quando ne diminuisce l'intensità.

Sonda: elemento destinato alla misura della la profondità marina al di sotto della barca, può essere elettronico o manuale.

Sopravento: luogo da cui proviene il vento rispetto alla nostra posizione. L'opposto è il sottovento, la direzione verso cui spira il vento.

Sottovento: la direzione verso cui si dirige il vento, è l'opposto di sopravvento. Il termine si può anche riferire ad luogo riparato dal vento e dalle onde.

Stivaggio: collocazione del carico in una barca in modo tale che sia adeguatamente fissato e sicuro per non pregiudicare la stabilità della nave. È uno dei compiti principali quando si carica la barca per una traversata, per evitare un’eccessiva inclinazione della barca, che ne modificherebbe le modalità di navigazione; quando si stipa una barca occorre prestare molta attenzione agli oggetti e alle parti mobili che vanno fissati saldamente.

Timone: elemento chiave per governare un’imbarcazione. Per saperne di più sui tipi di timone, leggi anche: Parti di una barca a vela: scafo, chiglia, timone e alberatura.

Traverso: qualsiasi barca od oggetto che si trovi in direzione perpendicolare al fianco della barca.

Trimmaggio (o trim): l'origine inglese della parola si riferisce alla prestazione delle casse di zavorra per bilanciare una barca. Nelle barche a motore, si regola la posizione dei flap, la trasmissione del motore o la posizione del motore fuoribordo per equilibrare la barca e ottenere un miglior rendimento.

Velocità di conduzione: è la velocità minima che può mantenere un'imbarcazione con risposta del timone.

Virare: cambiare la rotta di una imbarcazione.

Winch: sinonimo di verricello, sistema che consente di moltiplicare la forza esercitata sui cavi.

Imparare questi termini è una buona idea per sfoggiare le tue conoscenze sul mondo nautico quando ti recherai nel bar di un porto o di un club. Dopodichè, non ti resterà che metterli in pratica ed impiegarli durante la navigazione.