Le parti di una barca

Autore Angelo Colombo
29/08/2019

Poppa, prua, scotta, drizza…la nomenclatura nautica è parte della cultura del mare e ci permette in modo rapido di comprendere manovre complesse. In questo articolo spieghiamo il significato dei termini più comuni in uso dalla marineria, gli stessi che è bene conoscere anche se si vuole fare solo qualche giretto sotto costa.

le parti di una barca

Nel corso della nostra vita da marinai, professionisti, diportisti frequenti o anche solo occasionali, il nostro vocabolario nautico diverrà parte di quello generale che abbiamo cominciato ad apprendere nell’infanzia e ci permetterà di comprendere i discorsi in banchina, ma cosa ancor più importante, di comunicare a bordo di una barca o di una nave in modo efficace.

La gente di mare possiede un vocabolario ricco e appropriato per descrivere la propria quotidianità: la "terminologia nautica” identifica chiaramente le parti e gli elementi di una barca e l'ambiente che lo circonda. Dritta, poppa, prora o prua e molte altre che vedremo in seguito, fanno parte di un dizionario dalle origini lontane, ma che si è evoluto affinché le persone a bordo potessero comunicare efficacemente.

Ogni parte o manovra a bordo di una barca ha una denominazione chiara e precisa. La ragione di tale esigenza comunicativa è molto semplice: il rumore assordante della navigazione durante una tempesta richiede una comunicazione veloce e priva di fraintendimenti, perché sono in gioco la barca e la vita del suo equipaggio. Fortunatamente, la tecnologia attuale rende la navigazione molto più semplice e sicura, ma conoscere la terminologia appropriata ci permette di beneficiarne e comprendere cosa il nostro monitor ci sta dicendo magari congiuntamente a una voce sul VHF.

Terminologia a bordo

Abbiamo fatto una selezione dei termini più comuni selezionando quelli maggiormente in uso sui mezzi a motore, la nomenclatura della vela per complessità delle manovre è molto più estesa e richiede uno strumento molto più ampio di un articolo di sintesi di un dizionario tanto ricco. Naturalmente, quanto illustreremo di seguito è comunque una base anche per i velisti, per i quali i termini  riferiti alle medesime manovre non cambiano ma ne mancano molti di manovre specifiche della vela.

Molte di queste parole sono già ben conosciute nell’opinione comune, prua e poppa sono, probabilmente, le parole più diffuse della terminologia nautica, bene o male tutti sanno a cosa si riferiscono questi due termini.

I termini tribordo e babordo, rispettivamente riferiti a quella che oggi correttamente è indicata come dritta, ossia destra e semplicemente sinistra, sono oggi termini considerati desueti, non più in uso nel gergo comune.

L’esigenza di dare anche due elementi apparentemente molto semplici una nomenclatura specifica risiede nell’esigenza di non confondere mai l’equipaggio nella gestione degli ordini di manovra, perché la dritta sarà sempre la destra guardando verso prora, la sinistra resta la sinistra. Quasi più nessuno utilizza i termini babordo e tribordo, ma può essere utile approfondire la loro genesi perché porta con sé elementi interessanti per capire l’esigenza di una nomenclatura specifica in barca. Immaginate la barca divisa in quattro settori, dove la linea di chiglia rappresenta l’asse longitudinale e il madiere quello trasversale. Ognuno di questi settori rappresenta la prora dritta, prora sinistra, poppa dritta e poppa sinistra.

Rotta

Molte parole del dizionario nautico sono condivise con quello aeronautico, questo perché le aderenze tra le due attività sono numerose soprattutto nella gestione della navigazione a vela e della navigazione. La sua origine è ancora una volta latina, condivisa con la parola rombo, e il suo accesso nel gergo marinaresco è riferito probabilmente a degli elementi usati dai maghi per far ruotare un oggetto che indicava la direzione e successivamente all'uso della bussola.

Chiglia

Sono molte le apparizioni di barche nel cinema, questo ha contribuito a rendere più comuni termini del nostro dizionario, si pensi ai film dedicati alla pirateria nei quali il comandante per punire qualcuno, un nemico o un ammutinato, ordina all’equipaggio di fargli fare “giri di chiglia”. Se non fosse per questa terribile punizione piratesca, in pochi saprebbero dell'esistenza di questa parte sommersa della barca. La chiglia è, insieme al timone, una delle appendici dello scafo e la responsabile di uno dei grandi progressi della navigazione commerciale a vela, prima del motore, che ha permesso di ridurre l'angolo rispetto alla direzione del vento e quindi di aumentare considerevolmente il numero di miglia per percorso. La chiglia sia nelle barche a motore sia in quelle a vela, contribuisce anche alla stabilità e al mantenimento della rotta.

Per saperne di più sui tipi di chiglia, leggi anche: Parti di una barca a vela: scafo, chiglia, timone, alberatura

Tipi di chiglia Diversi tipi di chiglia: chiglia lunga, chiglia a pinna, chiglia a bulbo e chiglia di rollio. Illustrazione: Claudia Myatt.

Glossario nautico essenziale

Ordineremo il nostro glossario in ordine alfabetico al fine di renderlo più facile da consultare. La stragrande maggioranza di tali termini appartengono anche alla navigazione a vela.

Aggottare o sgottare: l’azione di estrarre l’acqua fuori bordo, dalla falchetta o da scarichi a mare, mediante pompe di sentina elettriche o manuali con l’aiuto di un secchio.

Ancorare: manovra mediante la quale la barca è ancorata al fondale, per tenerla in una posizione prescelta, considerando il cerchio di ingombro provocato dall'azione del vento o della corrente.

Anemometro: strumento utilizzato per misurare la forza del vento. Questa può essere espressa in diversi modi: attraverso i nodi, equivalenti a 1,852 km/h, o anche la scala di Beaufort che va da 0 a 12, dove la calma equivale a 0 e 12 a un uragano con venti di più di 118 km / h.

AIS: in inglese, Automatic Identification System. L’obiettivo principale di questo sistema è di consentire alle imbarcazioni di comunicare la loro posizione e altre informazioni pertinenti, come gli elementi cinematici, porto di provenienza e di destinazione, in maniera tale che altre barche o porti possano individuarla per evitare collisioni.

Banda Marittima: gamme di frequenze usate per la comunicazione tra le navi attraverso la radio di bordo, che può essere MF (medium frequency da 300 kHz a 3.000 kHz, canale di soccorso in mare su 2.182 kHz) o il classico VHF (Ch 6 canale di emergenza e sicurezza, Ch 16 Chiamata e soccorso, Ch 70 Chiamata e soccorso DSC).

Battagliola: ringhiera perimetrale presente in coperta, formata dai candelieri e normalmente da cavi di acciaio o struttura in inox rigida.

Bitta: è il componente presente con forme diverse tanto a bordo quanto a terra, utile per ormeggiare la barca in porto mediante l’uso dei cavi di ormeggio. La loro forma può variare a seconda del tipo di barca, ma la funzione e l’utilizzo che se ne fa ha dei punti fermi che non cambiano mai.

Boa di segnalazione: detta anche gavitello è un elemento galleggiante ancorato in un determinato punto per segnalare un ostacolo o il limite di un canale o di un’area interdetta alla navigazione. In caso di segnalazione di un pericolo è chiamato segnale marittimo.

Boccaporto: apertura quadrata, rettangolare o rotonda, normalmente dotata di chiusura ermetica.

Bordo libero: distanza tra il ponte e la linea di galleggiamento della barca.

Canale: fiume navigabile o area di navigazione all’ingresso dei porti; oppure zona delimitata da boe, banchi di sabbia o rocce. In Europa, l'IALA (Associazione Internazionale delle Autorità per i Fari) regola il sistema dei segnalamenti marittimi "A". Nel sistema "A", un’imbarcazione che entra dal mare verso il porto utilizzando un canale di boe deve lasciare le boe e i segnali verdi a dritta. Da qui un antico detto che recita più o meno così: “dai rosso al rosso verde al verde e la nave non si perde”.

Candeliere: aste verticali posizionate sulla falchetta che hanno la funzione di sostenere le draglie che compongono la battagliola.

Carenaggio: tirare la barca in secco per permettere le operazioni di manutenzione della carena e delle sue appendici.

Cavo: "A bordo, l'unica corda è quella dell'orologio", tutto il resto sono cavi: cime di ormeggio, cavo di drizza, ecc.

Cavi "A bordo, l'unica corda è quella dell'orologio", tutto il resto sono cavi.

Cazzare: questo termine esprime un’azione ben precisa che si esprime con “tirare la cima cui si fa riferimento”. Cazzare la randa, allocuzione comune, significa tirare la scotta della randa con tutto ciò che ne consegue dal punto di vista della portanza della vela.

Chiglia: è la parte centrale della barca che corre dalla prua alla poppa, la parte più robusta dell’unità e quella su cui tutto il peso della struttura è scaricato. Per chiglia si fa riferimento anche all’appendice delle barche a vela, da qui diverse definizioni in funzione della loro forma e della loro funzione per incrementare le doti di tendenza al raddrizzamento.

Compartimento stagno: zona chiusa di un’imbarcazione in cui non entra acqua.

Corpo morto: elemento depositato nei porti e che unito a una boa d’ormeggio in superficie, consente di ormeggiare le imbarcazioni senza utilizzare l'ancora.

Dislocamento: il principio di Archimede lo riassume alla perfezione: “ogni corpo immerso in un fluido riceve una spinta dal basso verso l'alto, uguale al peso del fluido spostato”. Si tratta sostanzialmente del peso della barca.

Dritto di prua: (asta di prua, ruota di prua o ruota di prora): prolungamento della chiglia verso l’estremità prodiera.

Draglia: elemento orizzontale della battagliola realizzato in cavo metallico, sostenuto dai candelieri.

Elica: elemento cui è affidata la spinta della nostra barca per permetterle di navigare mediante lo sfruttamento della potenza del motore. Ne esistono di tanti tipi e ogni barca in funzione della sua resistenza, del suo peso, delle forme di carena, ha un’elica ideale in funzione dell’impiego che si vorrà fare della barca.

Fiancata: ciascuno dei lati della barca, separati da una linea centrale o da un corridoio (fiancata sinistra o fiancata destra).

Galloccia: elemento di metallo o legno fisso posizionato sul ponte di un’imbarcazione. Si utilizza per incappellare cavi di ormeggio, drizze e altre manovre.

Falchetta: Bordo rialzato dello scafo che costeggia la coperta di un’imbarcazione.

Flybridge: è il ponte scoperto più alto, dove si trova quasi sempre la plancia all’aperto e la zona relax. Trattandosi di un punto sopraelevato si presta in modo particolare per avere totale visibilità sull’orizzonte e degli ingombri della nostra barca. Ottima posizione per governare in acque ristrette o molto trafficate.

flybridge È il ponte scoperto più alto, dove si trova quasi sempre la plancia all’aperto e la zona relax.

Grillo: arco metallico a forma di “U” i cui estremi sono fissati mediante un perno a vite, esistono diverse altre forme di grillo per soddisfare l’esigenza di ancoraggi di manovre non simmetriche. Il grillo lo troviamo quasi sempre come sistema di fissaggio della catena all’ancora o come elemento utile per ancorarsi a un gavitello.

Incagliarsi: condizione in cui la chiglia tocca il fondale marino.

Inclinazione: inclinazione o sbandamento di una barca su un fianco dovuta al carico o all'azione del vento.

Increspare: azione del vento sul mare che forma minuscole onde. Si utilizza per dire che il mare sia increspato.

Intensificare: riferito all'azione del vento o delle onde quando ne aumenta l'intensità.

Isobara: linea che unisce i punti con la stessa pressione atmosferica. La distanza che separa un’isobara da un'altra determina l'intensità del vento. Più sono vicine, maggiore è l'intensità del vento.

Latitudine: distanza angolare da un punto sulla superficie terrestre fino al parallelo dell'equatore; è misurata in gradi, minuti e secondi sopra i meridiani.

Libero/a: conferma di aver sollevato le ancore o rilasciato gli ormeggi da un molo, da una boa, ecc.

Longitudine: distanza angolare da un punto sulla superficie terrestre al meridiano di Greenwich, determinato sull'arco dell'equatore, compreso tra tale meridiano e il punto considerato. E’ misurato in gradi, minuti e secondi fino ai 180°.

Larghezza: larghezza dello scafo. Può essere interna, esterna o massima.

Lunghezza: lunghezza della barca che può essere fuori tutto o al galleggiamento, queste variano considerando come punti di misurazioni le verticali delle estremità nel primo caso, le verticali dei punti di contatto con l’acqua nel secondo.

Madiere: parte trasversale dell’ossatura della struttura della barca.

Manovra: azione o insieme di azioni riguardanti il movimento una barca. Ad esempio si parla di: manovra di ormeggio, manovra di ancoraggio, manovra di virata, ecc.

Marea: è la variazione di fondale in funzione del naturale fenomeno delle maree. Maggiore è la latitudine maggiore sarà la sua escursione.

Miglio marino: è la misura della distanza utilizzata in modo universale in mare ed è equivalente a 1.852 metri. Quando si riferisce alla velocità, dunque a alle miglia marine percorse in un ora, si definisce NODO. 10 nodi equivalgono a 10 miglia marine l’ora. Il valore di 1.852 metri è la lunghezza dell’arco di meridiano sotteso da un angolo di 1’ sul parallelo medio di 44° 20’. Per semplificare, è frutto di un rapporto che tiene conto della misura della circonferenza della terra sull’Equatore, circa 40.000 km, divisa nei 360° che la compongono, o divisa nuovamente per 60 che sono i primi (‘); quindi, 40.000:360:60 (40.000:21.600)=1,8518 km.

Multiscafo: barca composta da più di  uno scafo tra loro solidali, per esempio un catamarano.

Ombrinale: foro praticato per permettere il passaggio e il deflusso dell'acqua.

Osmosi: è il fenomeno di deterioramento delle laminazioni in vetroresina, che cominciano ad assorbire acqua che si trasforma chimicamente all’interno del laminato determinando nel tempo delaminazione. Oggi non è più un fenomeno “inguaribile” ma se presente richiede un intervento immediato.

Pannello degli strumenti: oggi sempre più affidati a monitor spesso anche touch screen permette di avere sotto controllo lo stato e il funzionamento di tutti gli impianti di bordo e dei dati di navigazione.

pannello degli strumenti Il pannello degli strumenti permette di tenere sotto controllo lo stato e il funzionamento della barca e i dati di navigazione.

Passerella: elemento mobile che permette di collegare la barca alla terra ferma quando in porto.

Parabordo: elemento morbido, spesso pneumatico, utile per scongiurare danni allo scafo nel contatto con altre barche o con la banchina nelle operazioni di ormeggio.

Paramezzale: parte dell’ossatura della struttura della barca. Trave sovrapposta alla chiglia con funzione di rinforzo della struttura longitudinale dello scafo e punto di collegamento dei madieri.

Percorso: distanza percorsa da una barca in 24 ore.

Pescaggio: detto anche immersione, si riferisce al punto più basso della nostra carena e delle sue appendici in condizioni di carico massimo. Quando si installa un ecoscandaglio, è possibile impostare il fondale minimo di sicurezza per ricevere un allarme preventivo quando questo è in prossimità.

Priorità: il diritto di precedenza di una barca rispetto ad un’altra.

Puntale (altezza di): altezza dello scafo ottenuta con la misurazione tra la gola del paramezzale e il bolzone del baglio maestro.

Radiofaro: faro provvisto di dispositivo radioelettrico per l’emissione di segnali. Si tratta di uno degli elementi chiave nella sicurezza della navigazione.

Rizzare: dare volta a elementi non fissi presenti a bordo per evitare la loro caduta in caso di rollio o beccheggio.

Rotta: insieme delle traiettorie seguite da un’imbarcazione; direzione verso cui l’imbarcazione naviga.

Sagola: cima sottile, morbida ma robusta, utilizzata per diversi usi come per esempio il lancio di un cavo d’ormeggio pesante, si lancia la sagola che è più facile da mandare alla distanza desiderata e questa fa da pilota per il recupero del cavo d’ormeggio. Si utilizza anche per issare bandiere, scandagliare, trainare il solcometro a elica o a barchetta etc..

Sbandare: si dice barca sbandata quando questa è inclinata su uno dei due lati come conseguenza dell’azione del vento o del peso o di un colpo di mare. Lo sbandamento eccessivo può essere fonte di problemi di varia natura, per esempio, l’aspirazione di aria del motore e conseguente spegnimento, la caduta di oggetti a bordo per i quali si dovrebbe prevedere il rizzaggio qualora si sappia che si affronterà mare formato.

Segnale marittimo: segnale fisso o mobile utilizzato per marcare un punto geografico, un'area di pericolo o divieto di navigazione. È molto importante conoscere i segnali convenzionali del luogo in cui si naviga abitualmente e che potremmo incontrare nel corso del nostro viaggio.

Sentina: parte più bassa all’interno di uno scafo, il punto di raccolta di tutti liquidi reflui tra i quali l’acqua prodotta dall’umidità interna che si genera a bordo. E’ bene tenerla sempre pulita e asciutta.

Smorzare: riferito all'azione del vento o delle onde quando ne diminuisce l'intensità.

Sonda: elemento destinato alla misura della profondità marina al di sotto della barca, può essere elettronica o manuale.

Sopravento: luogo da cui proviene il vento rispetto alla nostra posizione. L'opposto è il sottovento, la direzione verso cui spira il vento.

Sottovento: la direzione verso cui si dirige il vento, è l'opposto di sopravvento. Il termine si può anche riferire a un luogo riparato dal vento e dalle onde.

Stivaggio: posizionamento del carico in una barca in modo tale che sia adeguatamente fissato e sicuro per non pregiudicarne la stabilità. È uno dei compiti principali quando si carica la barca per una traversata, per garantire sempre un assetto ottimale per la navigazione e per la sicurezza; quando si stipa una barca occorre prestare molta attenzione agli oggetti e alle parti mobili che vanno rizzati.

Timone: elemento chiave per governare un’imbarcazione. Per saperne di più sui tipi di timone, leggi anche: Parti di una barca a vela: scafo, chiglia, timone e alberatura.

timone Il timone è l'organo direzionale ed è uno degli elementi chiave di un'imbarcazione.

Traverso: dicesi di andatura con vento e mare perpendicolari alla nostra rotta o di oggetto che si trovi in posizione perpendicolare a questa.

Trimmaggio (o trim): l'origine inglese della parola si riferisce alla prestazione delle casse di zavorra per bilanciare una barca. Nelle barche a motore si riferisce principalmente all’azione sul trim del motore stesso, ossia, sulla gestione dell’asse di spinta per ottimizzare il rendimento al variare delle velocità.

Velocità di conduzione: è la velocità minima che può mantenere un'imbarcazione con risposta efficace del timone.

Virare: cambiare la rotta di un’imbarcazione.

Winch: sinonimo di verricello, elemento che permette di moltiplicare la forza esercitata sui cavi come drizze, scotte e cime d’ormeggio.

 Oltre l’esigenza e la praticità che la conoscenza della nomenclatura di elementi e manovre di bordo implica, c’è anche un piacere culturale nell’individuare l’origine di tanti vocaboli del mare che hanno origini lontane, grazie alle quali ci è subito chiara la funzione cui si riferiscono.

Chiunque intenda andare per mare farà bene ad arricchire in fretta il suo dizionario nautico, perché forse nell’uso quotidiano questi termini ci serviranno in modo marginale, sebbene ad avviso di chi scrive non sia così, ma in caso di emergenza diventano fondamentali per aiutare chi ci soccorrerà a farlo nel più efficace dei modi.