Tipi di ancore

Autore Angelo Colombo
22/09/2021

Esistono diversi tipi di ancore, alcune sono più indicate per fondali sabbiosi, altre per quelli rocciosi, altre ancora sono efficaci nella maggior parte dei casi. Vediamo quali sono le principali e le loro caratteristiche. 

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Tipi di ancore

Le barche vengono utilizzate per le attività più svariate, che vanno dalla scoperta di tratti di costa sconosciuti all’andare all’ancora tutto il giorno per fare il bagno e rilassarsi sotto il sole, fino alla crociera vera e propria che non esclude l’ancoraggio in rada per la notte. Tutto questo, che sia per poche ore o per più giorni, possiamo farlo solo grazie alle ancore di cui disponiamo, in aggiunta alla preziosa catena e al verricello salpancora, altrettanto prezioso soprattutto quando la nostra è una barca pesante. 

Esistono diversi tipi di ancore, alcune sono più indicate per fondali sabbiosi, altre per quelli rocciosi, altre ancora sono efficaci nella maggior parte dei casi. Alcuni diportisti ritengono l’uso della catena superfluo e affidano il loro ormeggio esclusivamente al cavo tessile, il che può avere senso su barche piccole e leggere che non devono sopportare normalmente venti forti, altrimenti, la catena diventa un elemento fondamentale e la sua lunghezza, la sua sezione e il suo peso lo sono altrettanto. La sua funzione, è quella di ammortizzatore delle inerzie dello scafo verso l’ancora, scaricandola da buona parte del lavoro e causando così meno strappi. 

Come si ottiene questo risultato oltre la presenza della stessa catena? Mettendo in acqua la giusta quantità di catena, che dipende dal tipo e dal peso della barca, dal fondale, dal vento e dalla nostra fiducia sull’ancora che abbiamo scelto. Ci sono tante teorie in merito, ma ognuno di noi con l’esperienza impara a metterle in pratica in base alla propria barca e al suo comportamento, ma di massima, se abbiamo un fondale di 10 m e vogliamo dormire sonni tranquilli all’ancora, dare 60 m di catena di sicuro ci aiuta. 6:1 è un rapporto che alcuni trovano eccessivo e altri sostengono che non dovrebbe andare sotto l’8:1. In generale siamo d’accordo con l’8:1 ma con previsioni meteo tranquille; il 6:1 è più che sufficiente e può limitare un po’ la ruota, ossia il movimento che la nostra barca farà seguendo il vento intorno all’ancora.

ancore Esistono diversi tipi di ancore, alcune sono più indicate per fondali sabbiosi e altre per quelli rocciosi.

Questo non significa che dato fondo possiamo andare a dormire tranquillamente, perché se l’ormeggio ha tenuto per tre ore non è detto che non possa cominciare ad arare per motivi a noi sconosciuti, per esempio se l’ancora finisce in prossimità di un banco di posidonia e girando per effetto del vento le sue marre si scoprono perdendo presa. Possiamo impostare il nostro GPS per segnalare acusticamente uno spostamenti di pochi metri utilizzando applicazioni specifiche, me è sempre meglio verificare con i punti a terra e con il GPS se le condizioni meteo sono impegnative nelle ore successive per pianificare il tutto al meglio. 

Ricordiamoci che il passaggio di un peschereccio, di un’altra barca da diporto o di una grossa nave a qualche miglio di distanza può provocare effetti di scarroccio anche in direzione opposta a quella di rotazione del vento. Controllare con frequenza di mezz’ora o al massimo di un’ora il nostro ormeggio, significa anche scongiurare di finire su un altro ormeggio per effetto dello scarroccio o peggio, su una barca vicina. Soprattutto d’estate le rade difficilmente sono deserte, questo significa che dobbiamo scegliere il nostro punto d’ancoraggio con attenzione, tenendo conto della ruota che la nostra barca compirà sull’ancora ed evitando di portarla verso situazioni critiche che potrebbero richiedere di eseguire daccapo la manovra, magari in piena notte. 

Quali tipi di ancore usare?

Facciamo ora una panoramica sulle ancore: ci soffermeremo su quelle più comunemente utilizzate nel diporto moderno, ma è bene guardare anche a quelle meno comuni per conoscerne le caratteristiche.

Gli elementi principali di un’ancora sono: la cicala, alla quale assicureremo la catena; il ceppo che ha la funzione di tenere l’ancora sul fondo nella giusta posizione; il fuso; il diamante, che è il punto di raccordo tra il fuso e le marre; l’unghia che è la parte all’estremità della marra e infine la patta, ossia la parte interna dell’estremità della marra.

Ancora Ammiragliato

L’ancora che più di altre è ormai fissata nell’immaginario collettivo, quella che tendiamo a considerare classica, è la così detta “Ammiragliato”. Sebbene scarsamente utilizzata in ambito di diporto per ragioni legate principalmente al suo ingombro e al suo peso, in realtà è un’ottima ancora su qualsiasi tipo di fondale, anche quando è presente parecchia vegetazione. Uno degli inconvenienti più comuni di questo tipo di ancora riguarda la possibilità che la catena si imbrogli sul ceppo o sulle marre, circostanza che richiede di rifare la manovra in quanto non permette all’ancora di svolgere la sua funzione sul fondo. Questa operazione può essere realizzata con il salpancora, ma se non lo abbiamo a bordo dovremo usare la forza delle nostre braccia, operazione che risulta scomoda. Molto spesso si tiene una seconda ancora di questo tipo a bordo per le situazioni di emergenza e viene infatti chiamata ancora di speranza: serve il giusto spazio a bordo per stivarla nonostante il ceppo sia concepito per trovare posizione parallelamente al fuso. 

ancora-ammirigliato Ancora Ammiragliato: sono ben visibili cicala, ceppo, fuso, unghia e patta.

Ancora CQR e Delta

L’ancora CQR, chiamata anche a vomere o ad aratro, è particolarmente diffusa per le sue qualità che la fanno spesso operare come ancora primaria. Non a caso l’acronimo CQR è l’abbreviazione del termine anglosassone “secure”. Il suo ingombro è abbastanza contenuto e la sua tenuta molto buona con fondo sabbioso o di ciottoli e fango. Quest’ancora fu concepita per gli idrovolanti, quindi una delle sue caratteristiche è di essere relativamente leggera. Per fare un esempio concreto, a parità di tenuta ha un peso mediamente prossimo alla metà di quello di un’ancora Ammiragliato. Un altro vantaggio offerto da quest’ancora è che se ara, ossia perde la presa sul fondo, la sua particolare forma spesso le permette di fare nuovamente presa sul fondo, cosa che non avviene per esempio con l’ancora successiva, la Danforth. Un inconveniente tipico di questo tipo di ancore è che a causa del peso ridotto su fondali nei quali è presente una fitta vegetazione, difficilmente riescono a fare presa, in quanto non affondano a sufficienza. Uno sviluppo di questa ancora, sebbene concettualmente sia identica, è la Delta, la più comune sui musoni delle nostre barche in quanto ha la capacità di posizionarsi in modo automatico nella giusta posizione in fase di risalita per essere ospitata a bordo. 

Ancore CQR e Delta CQR e Delta sembrano praticamente uguali, ma quest'ultima ha la capacità di posizionarsi in modo automatico nella giusta posizione in fase di risalita.

Ancora Danforth

Si tratta di una delle ancore più diffuse al mondo e le ragioni sono da ricercare nella sua forma particolare, con marre mobili e di grandi dimensioni. La Danforth è ottima su fondo sabbioso e fangoso, motivo per cui è la preferita di coloro che frequentano aree con fondali di questo tipo. Inoltre, la sua particolare forma e le marre mobili la fanno essere facilmente stivabile. I suoi punti deboli sono la presa su fondali con fitta vegetazione e rocciosi, soprattutto su questi ultimi la sua tenuta è davvero scarsa. Un’ottima seconda ancora da tenere in un gavone in alternativa alla CQR o Delta, che richiede un minimo di manutenzione nella parte del diamante snodato, perché se questo non è libero il suo funzionamento ne risulta particolarmente limitato. 

Ancora Hall

Anche in questo caso parliamo di un’ancora con marre snodate; diversamente dalla Danforth, la Hall, ha le marre più tozze e spesse. E’ un’ancora che si comporta bene su qualsiasi tipo di fondale grazie al suo peso relativo abbastanza elevato e questo la fa essere una delle ancore preferite per uso primario su navi e su grandi yacht. Il vantaggio è che non presenta spigoli vivi perché ogni elemento è arrotondato e il suo peso relativo elevato ne riduce le dimensioni: per questo anche a bordo di battelli più piccoli come gommoni, open e barche da pesca, è spesso scelta come soluzione, sebbene la sua presa su fondi con molta vegetazione, ciottoli o ghiaia non sia molto efficace. 

ancoreee-2 L'ancora Danforth, ottima per i fondali sabbiosi e legnosi, e l'ancora Hall, scelta ideale per mezzi meno voluminosi come gommoni, open e barche da pesca.

Ancora Bruce

L’ancora Bruce è apparsa nei primi anni ’70 ed è stata subito apprezzata per le sue doti di presa su fondali anche molto diversi, grazie alla sua capacità di affondare rapidamente nella sabbia o nel fango garantendo anche una buona presa su fondali rocciosi o di altro tipo. Ha un’unica marra fissa a forma di unghia e due estremità rialzate ad ali di farfalla. A parità di peso rispetto una CQR o una Danforth è più compatta, ma il suo stivaggio non è reso semplice dalla sua forma, a meno di ospitarla sul musone di prua. Essendo un’ancora prodotta su brevetto di proprietà di Peter Bruce il suo costo non è modesto rispetto alle altre, ma le sue caratteristiche la rendono una delle preferite a bordo di yacht a motore. 

Ancora Grappino

Il Grappino è un ancorotto a marre richiudibili, o a marre fisse a seconda della versione. Quello a marre richiudibili è il classico “ombrello” che di solito si usa sul tender o su piccole barche perché, grazie alla sua forma priva di parti appuntite e ridotta quando chiuso, è facilmente stivabile. Non vanta una grande tenuta e per questo non si usa mai come ancora di posta, ma offre il vantaggio di riuscire a infilarsi negli anfratti dei fondali rocciosi garantendo una discreta presa. 

ancoreee-4 L'ancora Bruce si adatta alla perfezione a fondali rocciosi, fangosi e sabbiosi, mentre l'ancora grappino è utilizzata su tender e piccole barche su tender e piccole barche.

L’ancoraggio

Dopo aver scelto la tua ancora in base alle caratteristiche della tua barca e delle zone che maggiormente frequenti, oltre che della dotazione di bordo come bitte e salpancora, è il momento di prepararti per l’ancoraggio. 

Per quanto riguarda la scelta della catena, questa deve essere opportunamente dimensionata per le esigenze di tipo meccanico che è chiamata a svolgere, quindi ancora una volta il peso della barca, la sua lunghezza e la sede in cui sarà chiamata a operare sul nostro salpancora saranno fattori decisivi. Si usano anche collegamenti misti catena-cima, una soluzione che affida alle doti di elasticità tipiche dei cavi di nylon la funzione di smorzare eventuali strappi, ma che per usi intensi porta con sé il rischio di cedimento per sfregamento. 

Consideriamo una linea di sola catena, sapendo che si può anche fare mista. Il vantaggio della catena è di essere meno sensibile alle correnti anche forti, oltre ad agevolare per effetto del suo peso la discesa dell’ancora. Ce ne sono di diverso tipo in commercio, da quelle antigroviglio marchiate G3 su ogni maglia alle BBB realizzate con maglie più piccole e un materiale molto resistente, passando per le Hi-Test, robuste e abbastanza leggere. Il mercato offre ampia scelta anche in quest’ambito dove si pensa semplicemente che una catena sia solo una catena, ma in realtà non è così. 

Maggiori informazioni: Guida all'ormeggio