Trasporto barche

Autore Angelo Colombo
25/09/2020

Spostare la barca è una delle esigenze che, soprattutto in fase di acquisto o vendita, o anche di cambio di zona di navigazione, dobbiamo affrontare nel modo più corretto per evitare di infrangere le regole o danneggiare il nostro mezzo marino. Ecco tutto quello da sapere sul trasporto barche.

  • I modi per trasportare una barca spaziano dal tetto della nostra auto al trasporto eccezionale via terra, fino ad arrivare al trasferimento autonomo via mare o addirittura su navi appositamente allestite per questo tipo di carichi.
  • Le variabili che ci spingono verso una scelta o un’altra sono innanzitutto le dimensioni e il peso della nostra barca, la distanza da percorrere, i rischi del trasporto dei natanti e, infine, l’analisi dei costi.

trasporto barche

Trasporto via terra

Partendo da un piccolo natante - barca tradizionale o gommone - in funzione del peso possiamo pensare di trasferirlo sul tetto della nostra auto con i dovuti accorgimenti e nel rispetto dei limiti di peso e dimensioni (indicati dal Codice della Strada e dalle caratteristiche del veicolo) o su un carrello stradale (TATS).

In questi due casi, le prime variabili da considerare sono quelle dimensionali previste dal C.d.S., in particolare per chi intende trasportare la propria piccola barca o gommone su carrello stradale: la lunghezza dell’auto sommata a quella del carrello non deve superare i 18,75 metri di lunghezza; con uno scafo di 9,99 metri che diventano 11 fuori tutto ai quali aggiungere le dimensioni dei motori a poppa e del timone del carrello a prua, le dimensioni potrebbero facilmente superare i limiti imposti dalla legge. Il vero limite, tuttavia, è rappresentato dalla larghezza massima trasportabile (2,55), e una barca di oltre 10 metri difficilmente sarà più stretta, a meno che si tratti di uno scafo sportivo a motore o a vela.

trasporto carrello Il trasporto via strada attraverso un rimorchio è la soluzione ideale per barche di dimensioni ridotte; bisogna però prestare grande attenzione alle limitazioni di transito imposte e la lunghezza massima del rimorchio in tutti gli stati che si pensano di attraversare.

Altro elemento da tenere in considerazione è il peso complessivo di auto, carrello e barca, che non deve essere superiore a quanto indicato sul libretto di circolazione del veicolo. Quindi, prima di procedere con l’acquisto di un carrello stradale convinti di portare a spasso la vostra barca da una parte e l’altra della penisola, accertatevi che tutto questo sia fattibile. In caso contrario, non disperate, perché esistono diversi servizi di trasporto di imbarcazioni su mezzi più grandi e attrezzati allo scopo, con costi tutto sommato abbordabili se non si tratta di trasporti eccezionali.

Anche le aziende specializzate, infatti, devono attenersi al C.d.S. e pertanto qualora una barca ecceda i 2,55 mt di larghezza, devono procedere con un trasporto eccezionale. Il vantaggio di chi svolge questo mestiere è che dispone di mezzi che permettono di posizionare il carico (la barca) in modo da ridurre la sagoma e farla rientrare nei limiti di legge. Pensate a un gommone con una struttura larga oltre 3 metri e i tubolari sgonfi, posizionato su un camion su una sella che gli permette di stare inclinato, tenendo presente l’altezza massima di 4 metri: le aziende specializzate in trasporto di imbarcazioni possono superare questo tipo di problemi senza eccessive difficoltà.

Se invece la nostra barca non vuole saperne di stare in sagoma, come si dice in questi casi, per il trasporto su strada è inevitabile ricorrere a un trasportatore che sia in grado di effettuare un trasporto eccezionale, che di fatto fa lievitare i costi e allungare un po’ i tempi; bisognerà quindi valutare se costi e tempi di trasporto sono adeguati, valutando un trasferimento via mare. Certo che se dalla costa tirrenica si deve trasferire una barca di dimensioni importanti in Adriatico, difficilmente sarà vantaggioso un trasporto via mare.

Una delle aziende che effettuano trasporti via terra e punto di riferimento nel nostro paese, è sicuramente la Bonati Trasporti di Sirmione, che opera in Italia, Europa e Asia dal 1978. Secondo Bonati: “Il trasporto su strada è senza dubbio difficile e complicato a livello strutturale ed organizzativo a causa del proliferare di modifiche stradali con spartitraffico e rotonde che costringono il trasportatore a lunghi e minuziosi sopralluoghi volti a verificare la possibilità di transito con convogli di dimensioni fuori dal comune.” Una volta verificata la fattibilità del trasporto si provvede all’approntamento delle autorizzazioni stradali per le quali ci possono volere 2 o 3 settimane, anche se nel caso di trasporti di grandissime dimensioni, tra autorizzazioni e sopralluoghi che possono rendere necessario lo smontaggio della segnaletica verticale piuttosto che il sollevamento o il distacco dei cavi elettrici, le settimane possono tranquillamente trasformarsi in 3 o 4 mesi d’attesa (come nel caso di un recente trasporto al lago di Garda di un 90 piedi effettuato recentemente dall’impresa bresciana).

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trasporto eccezionale La soluzione più comune ed utilizzata per barche dalla lunghezza importante è il trasporto via terra attraverso veicoli speciali specializzati nel trasporto di mezzi ingombranti.

“Tra le tante difficoltà di questa professione vi è il dover riprogrammare spesso i transiti - aggiunge Bonati - perché da un giorno all'altro ci si ritrova con dei fermi improvvisi per manutenzioni  stradali che impediscono il viaggio, per non parlare dei problemi che possono sorgere nel dover sostare con i convogli eccezionali nelle aree di servizio non sufficientemente sicure e spaziose in orario notturno. ”Da non sottovalutare inoltre la preparazione che precede l'inizio degli spostamenti: si tratta di una serie di accorgimenti che aumentano la sicurezza della barca, ma tutelano soprattutto gli utenti delle strade durante il passaggio dei convogli. Le misure adottate possono essere luci lampeggianti, cartelli catarifrangenti e un numero di veicoli di scorta in base alle dimensioni stesse del trasporto, che seguono il viaggio fino alla meta deviando il traffico e aiutando nelle fasi più pericolose. “I costi che si generano sono la conseguenza di tutto quanto descritto fino ad ora... spesso le persone al seguito sono anche 5/6” conclude Bonati, facendo riferimento all’alto costo dei trasferimenti. Il trasporto di imbarcazioni su ruota, specie in Italia, è comunque da considerarsi in moltissimi casi come unica alternativa possibile, almeno fino al raggiungimento del porto di mare più vicino. Spessissimo lo è anche per i trasferimenti dall'Adriatico al Tirreno, basti considerare, nel caso si voglia circumnavigare, i possibili problemi in navigazione, il costo del carburante, il costo del marinaio e l’eventuale tagliando motori all'arrivo

Ricapitolando, se la nostra barca ci permette di procedere autonomamente tramite trasporto su tetto o carrello stradale per peso e dimensioni, sarà sufficiente prendere visione delle regole della strada legate al trasporto, fermo restando che anche in questo caso a volte non è conveniente. Infatti, tra l’acquisto del carrello stradale, l’installazione del gancio traino e i costi di trasporto, spesso conviene affrontare il trasferimento via mare se la destinazione è a portata di navigazione. Naturalmente avere il carrello predisposto per il trasporto su strada della nostra barca ci permette di allargare il raggio d’azione del nostro diporto nautico, magari anche solo in un week end. Se invece la nostra barca non rientra nei limiti del trasporto ‘privato’, possiamo affidarci ad un azienda specializzata nel servizio di trasporto, considerando i tempi di spostamento e, soprattutto, di organizzazione del viaggio. 

Trasporto via mare

Come detto in precedenza, se non è possibile trasportare la nostra barca su un carrello stradale, possiamo considerare l’opzione del trasporto eccezionale affidandolo ad aziende specializzate. Questo però, vale se le distanze sono limitate alla possibilità del trasporto terrestre. In caso contrario, ci sono altre condizioni da considerare.

Un caso abbastanza comune è quello dell’acquisto di una barca usata per esempio in Nord Europa o negli Stati Uniti. In questi casi vale la pena considerare il trasporto via mare, affidandolo a compagnie specializzate che utilizzano navi appositamente attrezzate per questo scopo. Anche in questo caso è utile affidarsi ad agenzie che possano gestire la burocrazia che accompagna tali trasporti, perché ovviamente l’unità dovrà essere sdoganata e accompagnata da documentazione che ne giustifichi e autorizzi lo scarico nel nostro paese. 

trasporto mercantile Molte aziende mettono a disposizione navi mercantili per lo spostamento della barca, in questo caso sarà sufficiente consegnare la barca e ritirarla nel luogo prestabilito.

Altro fattore da considerare è che tali unità approdano normalmente in porti commerciali, che possono trovarsi anche distanti dalla destinazione finale della nostra barca. Qui torniamo al punto iniziale, ossia, in funzione delle sue dimensioni e della distanza dal nostro porto abituale, considereremo la possibilità di affidare l’ultimo tratto del trasporto a un’azienda che ne cura il trasporto eccezionale, oppure faremo i nostri conti per decidere se trasferirla via mare autonomamente o affidandola a uno dei tanti equipaggi specializzati in trasferimenti di unità da diporto. 

I rischi del trasporto dei natanti

Che sia un kayak o uno yacht, passando per barche a vela e a motore, il trasporto delle barche rappresenta sempre una potenziale fonte di danni, nella maggior parte dei casi dovuti al mancato rispetto di tutte quelle semplici attenzioni che tale operazione richiede. Non ci riferiamo al solo Codice della Strada, che pure deve essere scrupolosamente osservato, ma, ad esempio, al posizionamento dei pattini (unico punto di contatto tra barca e carrello), i sistemi di aggancio e di tenuta ed il posizionamento, che dev’essere preciso e simmetrico. Talvolta si danneggiano le superfici della barca con tiranti messi con un po’ di superficialità, oppure con i componenti di coperta e i sistemi di bloccaggio che li costringono durante il trasporto a un lavoro meccanico che non sono chiamati a fare. 

Altro errore molto comune è quello di non considerare che, su strada, le sollecitazioni cui sono sottoposti tutti gli elementi della nostra barca sono diverse da quelle che incontra normalmente in mare.  Bisogna tenere conto di questi aspetti, smontare tutto quello che potrebbe danneggiarsi e assicurarsi che tutto sia al riparo da eventuali danni derivanti da oscillazioni e vibrazioni. Con poche attenzioni e precauzioni, possiamo portare la nostra barca verso uno dei tanti meravigliosi approdi della nostra costa, partire per la nostra avventura e rientrare senza aver fatto danni.