Valeila Sail, la famiglia che ha scelto di vivere in barca

Autore Giorgio Andena
18/05/2020

Questa famiglia italiana ha deciso di lasciarsi alle spalle una vita cittadina per intraprendere un nuovo tipo di esistenza: vivere in barca. In questa chiacchierata i componenti di ‘Gentilina’ ci raccontano com’è cambiata la loro vita da quando vivono solcando le onde.

valeila sail

Da più di due anni la ciurma di Gentilina - composta da Fabio, Marina, Valerio, Leilani e due gatti - naviga attraverso il Mediterraneo. Non sono di passaggio, neanche in vacanza: hanno deciso di fare della navigazione il loro unico stile di vita. Abbandonate la routine e le ‘catene’ della vita di terra, i componenti di ‘Valeila Sail’ vivono a bordo della loro barca condividendo le loro esperienze e i loro consigli nei profili social.

In questa intervista ci parleranno di come si è trasformata la loro vita da quando hanno preso questa drastica ma liberatoria decisione: ci spiegano come i pregi compensino qualsiasi inconveniente, ci rivelano i motivi di questa decisione e come organizzano il loro quotidiano a bordo. Fabio e Marina ci aggiornano anche sulle conseguenze della recente quarantena dovuta al COVID-19.

Più informazioni su: Vivere in barca

Ciao e grazie per averci concesso questa chiacchierata! Prima di tutto, com' è composto l'equipaggio della nave?

Ahoy! L’equipaggio è composto da 6 membri. Fabio è il comandante di 42 anni, mentre Marina - 33 anni - fa da vice : non è ideale avere due comandanti a bordo, ma, per quieto vivere, Marina fa in modo di far credere a Fabio di essere al comando… .  Seguono il nostromo e pescatore ufficiale Valerio (13 anni) e il nostromo in seconda, Leilani, 6 anni, che si occupa di ballare, fare gasse d’amante e avvistare delfini. Completano l’equipaggio Pacho e Vicky: due gatti sempre pronti a chiedere coccole.

Ora parlateci un po’ del vostro background, da dove arrivate?

Veniamo tutti da situazioni abbastanza comuni. Fabio è nato e cresciuto a Novara gironzolando tra le campagne limitrofe, il fiume Sesia e il lago d’Orta in sella a biciclette, moto da cross e mezzi nautici improvvisati. Marina è nata a Milano e cresciuta in giro per la Lombardia; legata al mare fin dai primi mesi di vita (il nome non è casuale), ha passato quasi venti estati nel Nord della Sardegna, scarrozzata dai genitori su una vecchia fiat Campagnola e un gommone di dubbia sicurezza. Nel 2011 Marina e Valerio si trasferiscono a Novare dove incontrano Fabio: è l’inizio dell’avventura!

valeila-sail-famiglia La famiglia al completo durante la navigazione.

Che lavori svolgevate prima di imbarcarvi in questa avventura? È stato complicato sganciarsi dalla logica dello stipendio e del lavoro?

Fabio ha sempre lavorato in campo informatico, mentre Marina ha un breve passato come assistente di volo, ma ha sempre lavorato nel retail di abbigliamento, passando da semplice venditrice ad essere proprietaria di un negozio e lavorare come area manager per un grande gruppo.

Ci piacevano i nostri lavori, ma ci lasciavano davvero poco spazio e tempo da dedicare ai nostri figli, alla nostra relazione e alle attività che ci appassionavano veramente. Così abbiamo deciso di vendere il nostro appartamento e lasciare le nostre attività; eravamo così eccitati dalla prospettiva di intraprendere questa nuova avventura da non preoccuparci di lasciare la nostra vita precedente. La nostra forza è sempre stata nel fatto che avremmo vissuto qualcosa di talmente straordinario ed unico da permetterci di collezionare bellissime esperienze e creare di conseguenza bei ricordi: eravamo (e siamo) convinti del fatto che si è sempre in tempo per fare un passo indietro e ritornare alla nostra vita precedente, con un lavoro ed un appartamento in città. Volevamo soprattutto dimostrare ai nostri ragazzi che esiste la possibilità di scelta, che non bisogna necessariamente scegliere la strada imposta dagli standard. Ha fatto paura scegliere l’ignoto rispetto ad un futuro più stabile? Certamente. La prospettiva di svolgere un lavoro a tempo indeterminato, però, era personalmente più inquietante rispetto all’assunzione di qualche rischio e la possibilità di vivere il nostro sogno. Insomma...la vita è solo una da ciò che ne sappiamo!

Perché avete deciso di vivere in barca? E da quanto va avanti quest’esperienza?

Sono ormai tre anni che viviamo a bordo di Gentilina. Siamo sempre stati attirati dalla vela: il nostro cuore è incline al mare e all’acqua in generale. Anche quando vivevamo a Novara, non appena si presentava mezza giornata libera, scappavamo per poter passare una giornata al mare o sulla piccola barca a vela dei genitori di Fabio. Non importava che fosse estate o inverno, per noi quelli erano momenti di vita veri, nonostante il freddo e la nebbia di febbraio. Nel frattempo seguivamo un corso di apnea e la nostra settimana di vacanza è sempre stata in località marittime. Abbiamo sempre amato immergerci nella natura, quindi le nostre scorribande si svolgevano anche in tenda, in montagna e in campeggio lungo il fiume.

valeila sail relax Momenti di relax in acqua e a terra.

Inizialmente pensavamo di non poterci permettere la barca a vela per una questione di budget - non lo nascondiamo - e quindi la prima idea di Marina era stata di comprare un vecchio un furgone Westfalia. Dopo il categorico no di Fabio, abbiamo dovuto trovare il modo per poterla comprare, e Gentilina si è rivelata la casa ideale: vista costante sul mare e possibilità costante di potersi spostare.

Com'è cambiata la vostra vita da quando avete iniziato questa avventura?

È cambiato tutto! Proprio l’altro giorno pensavo che ormai sarebbe difficile tornare indietro, soprattutto dal punto di visto emotivo. Sul lato pratico si sconvolgono tutte le priorità: ciò che in città sembrava necessario, in barca diventa futile. Il nostro armadio, per esempio, ora contiene pochissimi capi, mentre prima ricordo le corse ai negozi per poter avere vestiti nuovi per le varie riunioni...adesso se strappiamo una maglietta, la ricuciamo, la puliamo ed è pronta all’uso. In barca, poi, siamo tutti uguali , non esistono quei cliché identificativi imposti dalle regole della città. Le nostre priorità sono la sicurezza - e quindi la manutenzione costante di Gentilina -, l’osservazione degli elementi naturali e lo stato d’animo del nostro equipaggio. Abbiamo la grande fortuna di svolgere attività da remoto, che non significa lavorare meno, ma sicuramente abbiamo la possibilità di poter gestire il nostro tempo in base alle nostre esigenze e soprattutto a quelle dei ragazzi. Le nostre giornate sono molto semplici e i nostri averi ridotti al minimo: la qualità della vita è migliorata nettamente! Realizzare che nella vita hai bisogno solo dell’essenziale ti permette di godere meglio del tempo.

Passiamo all'aspetto economico, come riuscite a guadagnarvi da vivere restando in barca?

La nostra avventura è iniziata come un progetto i due anni. Da un giorno con l’altro abbiamo lanciato i nostri dadi mettendo in vendita il nostro appartamento a Novara. Ci siamo detti che se il destino avesse voluto, avremmo venduto la casa e di conseguenza comprato una barca, Con i soldi rimanenti avremmo costruito il budget per poter vivere due anni in giro per il Mediterraneo. Insomma, il destino ha mischiato le carte e siamo riusciti a vendere la casa in meno di una settimana. Presto, però, abbiamo scoperto che Gentilina poteva essere un’amante molto ‘gelosa’ e che il nostro budget non era sufficiente.

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Da quando siamo partiti lavoriamo sul nostro blog e sul nostro canale YouTube. I nostri canali non generano denaro, ma, oltre alla possibilità di tenere aggiornato tutto il nostro (preoccupato) entourage familiare ed ispirare altre persone ad intraprendere il nostro cammino, ci ha permesso di imparare a scrivere articoli, editare video e lavorare in ottica SEO. Così abbiamo iniziato a scrivere articoli ed editare video di rotte e consigli vari per alcune aziende nautiche. Fabio lavora per Hi Nelson come Head of content creando video di manutenzione barca, consigli e vita quotidiana sul blog. Siamo decisamente orgogliosi di questo lavoro, in quanto è la combinazione di tutto ciò che la nostra esperienza su Gentilina ci ha portato a imparare. Marina invece lavora in ambito si occupa di marketing e continua a scrivere di nautica. I nostri lavori ci permettono di poter vivere la nostra vita su Gentilina e sul mare in generale...un sogno che diventa realtà!

Per quanto riguarda invece aspetti più logistici come la scuola dei bambini e il veterinario dei gatti come vi regolate?

Parlando della scuola, al momento abbiamo adottato il metodo dell’homeschooling. I nostri ragazzi studiano con noi e a fine anno sostengono un esame in Italia. Vivere in barca significa anche viaggiare molto, quindi incontrare diversi tipi di cultura e venire a contatto con diverse lingue. Abbiamo visitato tantissimi siti archeologici e città che non avremmo potuto esplorare prima del nostro cambio di rotta. Vivere a stretto contatto con la natura ti permette di imparare a conoscerla e preservarla. Insomma, tutto ciò per dire che i nostri ragazzi studiano anche sui libri, ma le esperienze che stanno facendo gli permetteranno di avere un ampio bagaglio culturale e decideranno poi in autonomia come utilizzarlo. Per il resto della logistica risolviamo in base a dove siamo: in Grecia, ad esempio, ci sono più gatti che persone, quindi è pieno di veterinari; abbiamo appena vaccinato i gatti direttamente nel pozzetto di Gentilina.

Valeila barca La casa di Valeila Sail: una Beneteau Oceanis 430 del 1990.

Il centro di tutto: la barca. Nome e modello?

Gentilina è una Beneteau Oceanis 430 del 1990. È una barca sicura, comoda e stabile. Siamo stati molto fortunati: abbiamo dovuto implementare solo con pannelli solari, eolico e poco altro.

Qual è l'aspetto della navigazione al quale non potreste mai rinunciare?

Ne potremmo citare a migliaia! Avere la possibilità di muoversi in qualsiasi momento è sicuramente tra i primi, ma si possono aggiungere poter esplorare posti raggiungibili solo via mare, gli ancoraggi in rade deserte, il vento fresco prima di una navigazione notturna e via dicendo. I turni di guardia di notte, ad esempio, sono pieni di significato. Ti trovi completamente solo con il mare e il cielo pieno di stelle, è un momento che permette davvero di pensare a quanto siamo piccoli in confronto all’universo e si realizza che il momento da vivere è lì ed è quello soltanto.

Parliamo di viaggi e mete. Avrete avuto sicuramente l'opportunità di visitare posti da sogno con viste mozzafiato. Ci sapreste dire la più spettacolare?

Al momento abbiamo visitato quasi tutta la Grecia, che è davvero un paradiso per ogni velista, la costa Adriatica italiana e Fabio ha traversato l’Atlantico con un amico. Uno dei luoghi più spettacolari è l’isola di Delos, anche se non troppo sicuro. È ancora suolo sacro ed una volta era considerato il centro del mondo; qui arrivano navi antiche da tutto il Mediterraneo, gli Egizi avevano addirittura costruito dei monumenti su quest’isola per ingraziarsi il favore degli Dei. Quando abbiamo visto le rocce sporgenti e le secche nel porto ci siamo resi conto del coraggio degli antichi nel raggiungere questi luoghi e partire per terre desolate.

Il porto più bello è sicuramente quello dove abbiamo passato l’inverno, il Mandraki Port dentro la vecchia fortezza di Corfù; anche Paxos regala paesaggi mozzafiato, ma è da evitare in alta stagione.

Navigare è una grande esperienza, ma può rivelarsi insidiosa in alcune situazioni. Ci raccontate l’esperienza più pericolosa che avete vissuto a bordo? È sicuro navigare con bambini?

Navigare con dei bambini rappresenta sempre un pericolo, bisogna stare attenti; tuttavia, con le dovute accortezze, è un'esperienza da fare e che insegna molto ai più giovani. Abbiamo avuto due esperienze insidiose durante questi tre anni. La prima è stata un fortunale improvviso nel golfo di Salonicco. Stavamo navigando praticamente in assenza di vento e, dietro l’isola di Aegina, avvistammo una preoccupante formazione di nuvole verticali. Abbiamo ricontrollato il meteo che non riportava nulla di preoccupante, quindi abbiamo proseguito invertendo la rotta quando, però, era ormai troppo tardi. Il vento è arrivato fino a 73 nodi, non riuscivamo a vedere l’albero di Gentilina dal pozzetto e i fulmini cadevano davvero vicini. Per fortuna si è risolto tutto con un grande spavento. Da quel giorno ci fidiamo del cielo e raccontiamo tutto nei dettagli sul nostro canale YouTube.

valeila sail Fabio alle prese con il life raft prima di partire alla volta dell'Egeo.

Un altra esperienza poco simpatica è stata rimanere senza motore la settimana di Ferragosto ancorati davanti a Navpaktos (Lepanto): abbiamo dovuto aspettare 10 giorni per l’arrivo del pezzo senza poter scendere dalla barca per paura che l’ancora potesse spedare o che qualcuno ce la portasse via. Oltretutto l’acqua non era delle più chiare e invitanti, e i ragazzi hanno avvistato un piccolo squaletto durante la pesca. Risultato: niente bagno per 10 giorni con 45 C°. Navigare con tutta la famiglia comporta sicuramente dei rischi, per questo siamo sempre molto attenti al meteo e alla manutenzione della barca e, se non ci sono le condizioni, non navighiamo. Perché il miglior marinaio si gode la tempesta dal bar del porto, no?

Andare in barca, però, non comporta solo pericoli. Raccontateci un’esperienza divertente e simpatica vissuta a bordo.

Il nostro cavallo di battaglia! Ne abbiamo a bizzeffe, ma l’Epic Fail più divertente è avvenuto in Croazia quando ancora non vivevamo in barca. Abbiamo affittato una piccola barca per girare l’isola di Rab, famosa per le sue spiagge naturiste. Buttiamo l’ancora in questa bellissima spiaggia e scendiamo tutti con un salto, tranne Fabio che finisce di sistemare l’ancoraggio; quando finalmente arriva il suo turno, spicca un gran balzo, ma rimane incastrato col costume al candeliere rimanendo come mamma lo ha fatto. Per lo meno abbiamo fatto ridere l’intera spiaggia. Se volete farvi due risate abbiamo una serie di video dedicati all’interno della playlist ‘Dirette Facebook’ sul nostro canale YouTube.

Passiamo a una domanda più pratica. In che modo vi ripartite i compiti a bordo?

Sinceramente cerchiamo di essere in grado di poterci sostituire a vicenda, quindi tendiamo a non avere compiti fissi a bordo. Per quanto sia importante essere ambivalenti, però, bisogna avere dei ruoli precisi in caso di emergenza o necessità. In barca in questi casi ci può essere solo una persona che dà ordini e prende le decisioni, ma anche il resto dell’equipaggio deve sapere come muoversi per eseguire bene ed in fretta. Il comandante è Fabio che si occupa della manutenzione tecnica della barca, mentre Marina si occupa dell’organizzazione interna ed esterna e della pulizia in generale. In ormeggio Fabio sta al timone e Marina si occupa di catena e ancora, in navigazione ruotiamo tra timone, vele e virate. I ragazzi hanno compiti personali. Valerio è già in grado di aiutarci nei turni di timone diurni (non da solo), in ormeggio si occupa di badare alle barche vicine e ai parabordi, oltre ad essere il responsabile della pesca. Leilani è l’addetto all’ormeggio del tender, il suo compito è scendere e trovare un buon posto per fissare la cima. I ragazzi hanno anche altri compiti come apparecchiare e sparecchiare la tavola, lavare i piatti e mantenere in ordine le loro camere.

Progetti a breve e lungo termine per Valeila Sail?

Per il breve termine pensiamo di rimanere nel Mediterraneo. Abbiamo molto lavoro fortunatamente, quindi al momento le rotte lunghe sono rimandate.

E il viaggio dei sogni, invece?

Ci piacerebbe avere la possibilità di sostarci per rotte più lunghe, provando l’esperienza dell’Oceano anche a bordo di Gentilina. Un’idea è andare in Egitto tramite il canale di Suez e fare un giro nel Pacifico...ci stiamo lavorando.

valeila Marina si gode un aperitivo a bordo di Gentilina.

Con l'arrivo del Coronavirus le vite di molte persone stanno cambiando radicalmente, obbligate a rimanere chiuse in casa in quarantena. Come state vivendo sulla barca questa pandemia?

Parto con una piccola premessa. Come hai detto, le vite delle persone stanno cambiando. Abbiamo avuto un assaggio di quello che è la privazione della libertà di spostamento e da un parte l’abbiamo sperimentata anche noi, perché comunque non ci è permesso muoverci dal porto. Allo stesso tempo, però, c’è anche un lato positivo di questo brusco cambiamento: la natura ha dimostrato di potersi rigenerare nel breve periodo se le diamo una mano, le famiglie si sono riunite e le persone in generale hanno riscoperto altruismo e collaborazione. Nel pratico molti hanno sperimentato lo smartworking e l’homeschooling, che sono strumenti replicabili anche in una vita cittadina e che permetterebbero una gestione più sana del proprio tempo plasmabile sulle nostre necessità. Insomma, questo periodo potrebbe portare a una riflessione generale - non diciamo che tutti devono prendere decisioni drastiche come la nostra -, ma sicuramente che dovremmo cercare di guardare in un’altra direzione e cambiare a piccoli passi le nostre abitudini standard.

Tornando alla domanda, la nostra vita non ha subito grandi sconvolgimenti con questo lockdown. Siamo già abituati ad approvvigionare la barca per lunghi periodi, siamo già abituati a lavorare da casa e all’homeschooling. Oltretutto ci troviamo in un luogo favoloso: il porto di un castello chiuso al pubblico, una sorta di museo. Abbiamo una spiaggettina privata e un giardino grande quanto tutta la fortezza. Al momento qui al Mandrake ci sono 19 persone distribuite su 7 barche ed è venuto fuori lo spirito marinaresco di collaborazione che abbiamo ritrovato in praticamente tutte le persone che vivono in barca o vanno in barca in generale; siamo una piccola comunità e ci supportiamo a vicenda. Non saremmo potuti capitare in un posto migliore per passare questo periodo!

valeila compleanno Valerio festeggia il suo undicesimo compleanno insieme a tutta la famiglia presso il Mandraki Port.

Domanda per Valerio e Leilani. Ciao! Qual è la cosa che preferite di vivere in barca? E quella più brutta invece?

V: La cosa più bella è vivere a contatto con i mare in tutti i suoi aspetti. La cosa più brutta sono sicuramente gli spazi ridotti durante l’inverno.

L: La cosa più bella è quando vengono a salutarmi i delfini e quando a fine giornata il cielo si colora di rosa e il sole diventa come una pesca. La cosa più brutta è quando ogni tanto soffro di mal di mare.

Per finire un consiglio per chi legge. Spesso sui vostri canali recensite libri e film. CI date il vostro ‘tris’ preferito per quando navigate?

Libri

VIta di Pi - Yann Martel

Blue Ship - Hubertus Sprungala/Richard Radke

Guida galattica per autostoppisti - Douglas Adam

Film

La leggenda del pianista sull’oceano - Giuseppe Tornatore

Mr. Nobody - Jaco Van Dormael

Selvaggi in fuga - Taika Waititi

Musica

Golden Brown - Stranglers

Every Other Freckle - alt-J

Mexican Radio - Wall of Voodoo

Più informazioni su: Libri sul mare - Parte 1

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